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Formazioni BOLOGNA: Colombo, Zenoni, Terzi, Moras, Belleri, Mutarelli, Mudingayi, Mingazzini, Valiani, Adailton, Di Vaio. All. Papadopulo GENOA: Rubinho, Biava, Ferrari, Bocchetti, Mesto, Thiago, Juric (cap.), Criscito, Jankovic, Milito, Palladino.All. Gasperini
Arbitro: Orsato
Partita sotto la pioggia. Genoa con il lutto al braccio per la morte di Franco Rotella. Viene osservato un minuto di silenzio.
La leggenda vuole che San Petronio fosse un discendente dell’Imperatore Costantino il Grande e fosse cognato dell’Imperatore Teodosio II. Venne posto sulla cattedra della città emiliana da Sua Santità Celestino I, il Vescovo ricostruì chiese e case, fece attribuire dal cognato alla città e per questa alla Diocesi l’autorità sul contado, portò preziose reliquie dalla Terra Santa e suggerì all’illustre parente di istituire lo Studio ovvero il nucleo dell’Università.
Una carriera tra B e C, spesso nei campi del Sud, con autentiche imprese nel proprio curriculum.
Ha una promozione in serie B con l’Acireale.
Una promozione in B ad Avellino, non accreditata per il suo allontanamento a Maggio.
Una, sempre in serie B, con la Fidelis Andria, e successivo strepitoso nono posto nel campionato cadetto.
E dopo una brutta esperienza a Cremona, con retrocessione in C2, si lega al Siena dove è autore di un triennio da favola:
allontanato dopo le prime giornate in serie B, viene richiamato a Febbraio con la squadra ultima in classifica, ottiene 30 punti in 13 partite e una salvezza miracolosa.
Sfogliando la storia ufficiale del Bologna F.C. 1909, scritta da sé medesimo, si può leggere a pagina 25 (sarà un caso?) la versione sterilizzata del furto della stella:
“… dopo una finale scudetto persa nel 1924 con il Genoa, nel 1924-25 arrivò il primo scudetto della storia rossoblu: l’avversario è sempre il Genoa che capitola solo al quinto incontro (2-0) disputato a Milano a porte chiuse per evitare il ripetersi di incidenti tra le tifoserie, piuttosto focose nelle partite precedenti”.
Alla faccia della sintesi, ma anche dell’obiettività: avrebbe potuto scriverlo Emilio Fede, se solo Berlusconi avesse tifato Bologna.