24: Juventus-Genoa
Questa è Madama Juve
Quella della vigilia,non era preveggenza da Mago di Arcella,ne vittimismo cronico.
Che il Genoa sarebbe uscito sconfitto da Torino contro la Juve,lo avevamo profetizzato un pò tutti e anche in questa maniera.
La nostra squadra,"stranamente" a pari punti con la Signora, poteva anche fare la partita dell'anno,giocarsela alla Garibaldina o riadattare Fort Apache,ma che qualcosa o qualcuno avrebbe compromesso la sua gara,era largamente preventivabile.
Così era previsto e questo si è avverato.
Regista non tanto occulto del film l'arbitro Mazzoleni di Bergamo,un Fru fru designato con sagacia dallo scaltro Collina,compagno di merende e di città di Lippi.
Il Genoa oberato da tante assenze,anche quella dell'ultimo secondo di Milanetto,costringe Rossi a giocare interno destro,inserisce i convalescenti Acqufresca e Suazo ,più Mesto e Sculli larghi sulle fasce,per limitare Caceres e De Ceglie.
La Juve è solo tanto fumo e poco arrosto e non crea nessun pericolo ad Amelia.
Non c'è gioco,non c'è nulla.
Solo tanta confusione e buoni intenti su carta stampata da bravi apripista di vecchio inchiostro .
Rossi fa l'anteprima del gol con un gran tiro da fuori area che colpisce il palo alla destra di Buffon,mentre pochi minuti dopo ,chiude un bel triangolo partito da Zapater,continuato da Acquafresca, infilando in controtempo il numero uno della nazionale.
E' un vantaggio meritato e la Juve non mostra idee per mettere in parità la gara.
Ci vuole un doppio errore della difesa per far resuscitare Amauri, il quale non segnava da 4 mesi nemmeno di giovedi contro la Primavera.
Su rimessa laterale,Caceres si beve in tunnel Sculli,poi Criscito va molle come la pasta frolla in scivolata e l'uruguiano crossa dal fondo,trovando ben tre difernsori Genoani fermi e Amelia statuina in area piccola per impattare di testa la gara.
Un pari e una azione regalata,che rimette in corsa una tremebonda Juve.
Gasperini a corto di uomini e con un solo papabile titolare Fatic,toglie poco alla volta le uniche due punte a sua disposizione, sia per limitare la Juve,sia per le condizioni precarie dei suoi attaccanti.
Fuori Acquafresca simile ad una terza linea dei Red Wings e inserisce Fatic nel tentativo di limitare le avanzate da destra,che hanno procurato il gol del pari bianconero.
Cosi facendo,elimina anche le eventuali ripartenze dei nostri, optando per una gara di contenimento simile al secondo tempo di Napoli,ritenendolo sufficiente per portare a casa il risultato positivo.
La Juve è davvero poca cosa,non ci mette mai in ansia e solo da un errore può scaturire il loro vantaggio.
Cosa che avviene puntualmente con ancora protagonista Criscito,il quale quando gioca contro la Juve farebbe bene a darsi malato o farsi squalificare.
Prima prende palla,poi si fa recuperare da dietro e inscena il triangolo tra Del Piero e Diego,che porta in vantaggio i bianconeri.Una ingenuità che costa caro.
Il tempo di mettere la palla al centro e su discesa di Mesto,Buffon confonde la palla per una saponetta permetendo a Rossi di fare il tap in del pareggio,per la sua doppietta e il terzo gol in due gare.
Da notare,che nel momento in cui perde la palla,lui,l'uomo dal diploma di Ragioniere facile,l'uomo dalla croce Celtica,"il Genoano" ,reclama alla Baresi, insieme a due compagni,un fallo inesistente sulla sua mano di Marco Rossi.
Un bell'esempio di sportività condito poi da tre bestemmie che non avranno fatto felice Bertone e la sua confraternita.
Zac,reduce dal fallimento con il Toro e da tre anni di piadine in Piazza a Cesenatico inserisce Marchisio,mentre Gasp si guarda intorno e nella sua panchina trova solo 5 ragazzini della primavera.
Tutta l'Italia in settimana aveva parlato di Bertolaso e della crisi della juve,fuori dalla zona champions e da tanto tempo senza vittorie.
Se per Monsieur Guido ci aveva pensato Silvio a spendere buone parole,a Madama Juve ci pensa Mazzoleni,che si inventa un rigore da radiazione istantenea:
Lancio sul filo del fiorigioco per l'ex campione veneto che da ritrovato tuffatore si ripete come contro Diakite,e non appena supera la linea di demarcazione dell'area di rigore ,si lascia cadere per un veniale contatto in corsa con Sokratis.
Il tutto almeno due metri fuori area.
La giacchetta gialla ci pensa su un pò , e memore che i bianconeri non sono l'Udinese e che il Genoa non è il Barcellona, decreta un rigore tanto fasullo quanto disonesto,che Amelia appena tocca senza riuscire a deviare fuori.
Gasperini si gioca le carte non di Palacio e Palladino fuori per infortunio,ma di El Sharawi e Aleksic.
Due che insieme forse arrivano a 30 anni.
Un cross non sfruttato da Sculli è il pericolo per la Juve che a fine gara festeggia e si abbraccia come se avesse vinto il campionato.
A fine partita un edulcorato Gasperini,commenta come Ban Ki-moon il rigore alla Juve.
E questo aldilà dello scandaloso rigore,è il colpo finale per i Genoani in questa domenica da dimenticare.
Ianna
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Pagelle Juventus - Genoa 3-2
Amelia : Pesa come un macigno l'uscita a vuoto sul goal di Amauri , e nemmeno l'unica del primo tempo , per il resto disputa una gara realativamente e inopinatamente tranquilla . Sortunato sul rigore di Del Piero. Voto 5
Sokratis : Generoso e potente si fa rispettare per tutta la gara , un paio di incursioni da grande terzino , sfiora ingenuamente Del Piero nell'azione decisiva . Mezzo voto in più per la stecca successiva al capitano bianconero. Voto 7
Dainelli : Sovrastato da Amauri sul pareggio Bianconero e poco preciso come attaccante sui calci piazzati , il reparto oggi non viene coperto dal centrocampo come nelle ultime gare precedenti. Voto 6
Bocchetti : Tiene bene , senza grossi affanni nonostante prenda un cartellino al 20° . Sicuramente una delle sue partite migliori. Voto 6.5
Criscito : Esegue il compitino da difensore di fascia senza strafare e si fa uccellare da Del Piero sul secondo goal , speriamo gli serva a rimanere in Rossoblu' ancora qualche anno. Voto 5
Mesto : Bravo nel difendere e poco presente davanti nonostante il secondo goal abbia origine da una sua iniziativa , complessivamente una gara dignitosa : Voto 6
Rossi : Due Goals da centrocampista che si propone , un palo incredibile per la bellezza del tiro , presente in fase difensiva , raddoppi a centrocampo , sostituisce da solo Juric , Milanetto e il mediano fermo. A tempo perso fa il suo . Voto 9
Zapater : Una palla decente ad Acquafresca e poi vive di rendita su Marco Rossi fino alla fine della gara nonostante goda di una libertà spropositata. Mai un contrasto e nessun filtro davanti ad una difesa che a rotazione è costretta ad uscira dall'area e prendere cartellini in sua vece. Voto 5
Sculli : Fuori condizione e si vede quando Caceres se lo "fuma" sul pareggio , non riesce ad incidere sulla gara se non in qualche azione difensiva. Voto 5
Acquafresca :Bravo a dettare il passaggio e freddo sul primo goal a servire Rossi ma poi poco o niente . Voto 5.5
Suazo : Non trova grossa intesa con Acquafresca e nemmeno gli spazi in cui inserisi anche perchè non c'è nessuno nel mezzo a servirlo adeguatamente . Voto 5.5
Fatic : Il Gasp lo mette per rimpolpare il centrocampo con la sua corsa , uno spunto in velocità ma poi praticamente niente. Voto 5
El Shaarawi : Entra con piglio nella gara senza paura nei contrasti contro i possenti difensori Bianconeri . Per la personalità dimostrata merita riconferme . Voto 6.5
Aleksic : Pochi minuti . Voto NG
Gasperini : Mette in campo undici superstiti e lo fa in maniera più che dignitosa anche se la Juve di questo momento non è poi la squadra invincibile che dovrebbe essere . Visto l'andamento della gara merita di recriminare anche per non aver potuto schierare uomini importanti. Voto 6.5
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Juventus-Genoa, 14 febbraio 2010
Domenica il Genoa scenderà in campo a Torino, dove affronterà la compagine bianconera, i rossoblu si schiereranno sul terreno con gli uomini contati per squalifiche ed infortuni, infortuni che pochi anni addietro erano da addebitare al Dottor Casaleggio ed ora alla mala sorte.
Il Genoa di questi ultimi anni, giocando a Torino contro i gobbi, non sempre ha sfoderato partite da annotare, anzi talvolta è parso un tantino arrendevole ed alcuni giocatori rossoblu hanno festeggiato la vittoria degli avversari ostentando una sciarpa bianconera... mi auguro che questa volta le cose vadano diversamente.
L’allenatore rossoblu non ha mai negato le sue simpatie per la squadra subalpina e questo lo rende migliore di chi certe simpatie magari le vive negandole; in una recente intervista Gasperini rammentava all’interlocutore che un buon piazzamento del Genoa avrebbe costituito per lui un bel biglietto da visita.
Certo che corteggiare una “signora” presentando un biglietto da visita mi pare poco galante... il Grifone giocherà contro la squadra a righe verticali lo stesso giorno in cui si suona la grancassa per i piccioncini, il destino mette in tale data il pretendente innanzi alla pulzella, si poteva attendere un maggior romanticismo in questa circostanza.
Il 14 febbraio la Chiesa ricorda San Valentino Vescovo e Martire, alcune agiografie segnalano la Sua benevolenza verso coloro che palpitavano per amore, da queste discende l’usanza di celebrare nella data della Sua morte la festa degli innamorati.
Ho sempre trovato curioso il fragore fatto attorno a questa data, ritengo che sia giusto amare e dimostrare a colei che accompagna i nostri passi quanto sia importante ogni momento, non solo in occasione delle ricorrenze, evitando la stasi e l’enfasi da palcoscenico.
Un pregevole autore francese, Alphonse Karr ricordava come “per le anime poetiche non ci sia nulla di più facile che i grandi sacrifici, ma nella vita occorrono le piccole abnegazioni di ogni giorno... non domando se siete capace di morire per lei, ma se siete capace di lavorare per farla vivere..”
Ritengo siano le piccole offerte quotidiane del proprio tempo e della propria attenzione, la disponibilità ad ascoltare e partecipare alle umane vicende, ad assumersi le responsabilità e gli oneri del comando, quelle che portino avanti una relazione d’amore, meglio se in regola con il diritto canonico.
Il saper confrontare idee ed esperienze, condividere emozioni e sentimenti, confidare sogni e desideri, assaporando il gusto di sentirsi coinvolti giornalmente in una avventura che può durare una vita senza il timore di sentirsi prigionieri, ritengo diano alla vita la sua essenza.
La seduzione è l’umanissimo desiderio di piacere alle donne, farle sentire belle ed affascinanti in ogni momento della giornata, suscitando in esse piacevoli sensazioni.
L’assecondare il piacere di godersi momenti semplici ed intensi come sorseggiare insieme una tazza di tè in una storica pasticceria, leggere insieme un buon libro, condividere il piacere di bere un buon vino innanzi ad una tavola elegantemente apparecchiata, gioire della malizia di immergersi tutte e due in un bagno caldo, significa gustare momenti che possono apparire secondari solo ai più empi tra i filistei e che invece sono essenziali.
Il poeta John Keats scriveva all’amata: “Tu sempre nuova. L'ultimo dei tuoi baci era il più dolce, l'ultimo sorriso il più luminoso, l'ultimo movimento il più aggraziato...” assaporando in tal modo appieno l’amore e l’eros.
I tempi moderni rendono frenetici e privano della gioia di vivere i propri sentimenti, salvo la proporre la loro mercificazione a tamburo battente, a trenta giorni data come fossero una qualunque fattura.
Alla “celebrazione” corrisponde un regalo da acquistare, un locale da frequentare, la triste tendenza a scimmiottare gli ambienti pseudo altolocati, le atmosfere falsamente romantiche, il vorrei tuttavia non posso che rendono ancor più falsa e stucchevole la serata che si vorrebbe unica.
La stessa frenesia e la stessa mercificazione spingono le donne ad abdicare alla propria natura inseguendo un egalitarismo da operetta, dettato da quattro megere di un collettivo, assimilando i peggiori difetti dei maschi come l’ambizione priva di ogni scrupolo, la cafoneria camuffata da franchezza, la volgarità gratuita.
In uno dei suoi racconti, quelli che un tempo comparivano nelle antologie dedicate alle scuole, lo scrittore Maupassant fece pronunciare da un suo personaggio alcune frasi che si rivelarono profetiche: “...Basta l’aspetto esteriore della donna a rivelare che ella non è destinata né a pesanti lavori manuali, né a prolungati sforzi intellettuali, il suo compito è altro e non meno bello: ella porta poesia nella vita, con la potenza della sua grazia, con il fulgore del suo sguardo, con l’incanto del suo sorriso, ella affascina l’uomo che a sua volta domina il mondo. L’uomo ha la forza che voi non potete sottrargli, le donne hanno la seduzione che imprigiona la forza... da quando esiste il mondo le donne ne sono le Regine, nulla si fa senza di loro, per loro si compie ogni bell’opera. Nel giorno in cui diverranno uguali agli uomini, ne diverranno rivali e perdendo quel fascino che costituisce la forza delle donne allora esse saranno realmente oppresse. Le donne hanno la parte più bella perché sono l’incanto della via, l’illusione senza fine, l’eterna ricompensa per gli sforzi degli uomini, perché mutare le cose?...”
Il fascino, la seduzione, la femminilità e la sensualità di una donna, sia essa in jeans e maglietta sotto i raggi del sole, sia essa in guepiere assecondata da una luce soffusa, sono sicuramente più entusiasmanti delle atlete sovietiche dei tempi Breznev oppure di una signora gelidamente abbigliata che relaziona con cognizione di causa sulle nuove iniziative dell’ufficio marketing ed i loro impatto sul budget e sulla customer satisfaction... ammesso ed assolutamente non concesso che si possa aver cognizione di causa lavorando all'ufficio marketing.
Sarà forse una prerogativa da biechi reazionari, ma ritengo preferibile trascorrere una serata con la musica di Mozart o Burt Bacharach in sottofondo, ascoltando lei con attenzione, camminando con passo leggero e discreto nel giardino segreto dove fioriscono i suoi pensieri e le sue sensazioni, assecondandone i tempi lenti, sfilando la sua lingerie con garbo ed accarezzandola lungamente con morbido tocco piuttosto che sorbirmi il nuovo record nel lancio del peso oppure una sfilza di grafici...
L’inseguire i miti maschili, sopratutto i più deliranti, è stata una bandiera del femminismo, ma anziché arrivare in paradiso alcune donne si sono trovate altrove e dopo essersi spolmonate ricercando se stesse nella carriera, nella vita di relazione, nei viaggi, nella trasgressione, sono finite nel deserto affettivo.
La “professione” ha divorato gli anni migliori per mettere al mondo dei figli, nel caso ne sia arrivato uno questo è stato cresciuto da altre e per quanto assurdo si conosce meno la propria creatura di quanto si conoscano alcune colleghe o i propri vicini di casa, il che è tutto dire.
La liberazione sessuale è stata un grazioso regalo al sesso forte; dopo aver predicato la gestione dell’utero spesso alcune donne si sono viste abbandonare, infatti di uteri disponibili ve ne sono più che in passato e non detto che talune altre manchino di scaltrezza o capacità di gestione dell’utero di pertinenza, mettendo il tutto a frutto.
Chi è a fianco ad un certo tipo di donna è il “compagno” non è politicamente corretto per certune chiamarlo “amante”, questa è cosa per “reazionarie” non per “emancipate” e le “reazionarie” le serate, magari anche le nottate, le passano appunto con l’amante mentre le “emancipate” le serate le trascorrono su qualche social network dove annoverano decine di amici, ma curiosamente nessuno di questi pare si sogni di invitarle a cena.
Il predicato femminista vuole che una relazione in cui non si provi più nulla termini, questo ha fornito il destro a chi assecondandolo ha lasciato l’emancipata per una altra emancipata un filino più giovane e la chirurgia estetica oggi di gran moda può fare molto meno di quanto alcune sperino.
Spesso il lavoro un tempo mitizzato serve alla donna per pagare una altra donna che badi alla casa o ai figli, deve essere una grande soddisfazione tornare alla sera stanche mangiando da sole le memorabili raffinatezze da buongustai alla quattro salti in padella e pensare dover sborsare un bel gruzzoletto per ottemperare alle proprie obbligazioni verso chi questa leccornia la ha acquistata al supermercato e riposta in frigo.
Un ragionamento su questo rovescio degno di Waterloo al posto di alcune donne lo farei...
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