18: Milan-Genoa

Niente sesto, siamo inglesi...

Autore: 
delcu

Muburu è l’esperto malindino di calcio inglese. Il pelo color sabbia del pizzetto rivela che da quando in Kenya c’è la tivù col satellite non si perde una partita. Che sia al bar, dalla staccionata fuori da un hotel o a scrocco a casa di conoscenti conosciuti all’uopo, per lui una partita di premier league vale più della messa del venerdì per un mussulmano. Una volta per assistere al derby Tottenham-Arsenal, ha rischiato il coccige, precipitando da un balcone dov'era appollaiato per sbirciare in una camera e finendo in terra ancora perfettamente seduto.

Muburu dice che ieri abbiamo giocato una partita molto inglese. Di quelle inglesi che da una parte c’è l’Arsenal rimaneggiato, con assenze e qualche problema tattico, dall’altra un Everton, un Aston Villa che l’anno scorso ha fatto la Uefa e quest’anno non si ripeterà, perché ha venduto i pezzi meglio. Quando Muburu accenna al Principe gli offro una tusker e gli dico di non tornarci su.
Comunque la sua visione mi va benissimo, penso, mentre Borriello sale in cielo e uncina un pallone che va dove andava spesso quando giocava con noi, non c’è da stupirsi e non c’è da essere meno ottimisti per questo. Abbiamo preso il quarto, ora prendiamo il quinto, magari niente sesto, siamo inglesi...
Il campionato non cambia se arrivi ottavo o tredicesimo, è comunque un campionato minore ma si rimane nella massima serie. Semmai dovrò dire a Muburu che ha ragione lui anche quando dice che l’allenatore non è importante, te lo dimostra la solita Albione che ha inventato il calcio eppure trovami una squadra che non gioca col 442. Persino Mourinho (e mica hai detto Washington Cacciavillani) faceva finta di giocare col 433 ma in realtà…
Makotsi l’elettricista invece preferisce il calcio italiano e ama il Grifone, anche se adesso butta un occhio all’Inter quando c’è il Principe. Per lui ieri sera è stata una sconfitta che brucia. “Ci avevo anche creduto dopo il gol di Sculli – rivela mentre tenta inutilmente di aggiustare la sua moto cinese Bajaj, che non è elettrica – il rigore parato, sembrava andare tutto bene”.
Secondo Makotsi qualcosa si è rotto nello spogliatoio. Lo dice così tra un bullone e una candela, e non sa dei senatori ligi, del malcontento di alcuni e della dilagante apatia di altri, che può contagiare come un virus il resto della squadra. Non sa quel che l’Africa già sente, che leggo dal cielo, dalla scritta del Safari Bar che si sta arrugginendo con le piogge strane fuori stagione che a Copenhagen non si vogliono spiegare. QUEL progetto è già finito, ma bisogna dirlo con serenità. Gasperson ci porterà verso un onorevole salvezza. Puoi scommetterci le corna di un kudu. Maburu dice che l’allenatore non conta, conta la forma fisica, la motivazione e lo spogliatoio. E qui ci sarebbe da spendere altre pagine e pagine. Ma l’Africa chiama, la figlia anche. L’anno scorso Agata Zena nasceva poche ore prima di un memorabile Milan-Genoa, in cui nel primo tempo avevamo giocato come ieri, pressando un po’ a vuoto e palesando qualche amnesia, finendo sotto giustamente per 1-0, ma nel secondo noi avevamo continuato a correre, loro si erano sorpresi. Ieri è successo il contrario, anche sul 4-0. Maburu e Makotsi su una cosa ha ragione. Ieri sera non è stata affatto una questione tattica-
L’Arsenal di Leonard si schierava con una sola punta di ruolo, e l’Everton di Gasperson pure.
Ma loro facevano salire di continuo i laterali di difesa, noi solo nella prima mezzora. Saliva anche Criscito, terzo di difesa, ha fatto uno slalom pure Biava. Dice Muburu che la partita è finita quando è uscito Moretti. Per me la partita è finita quando sono entrati in campo Milanetto e Juric. Il primo è un buon regista, intendiamoci, ma come tamponatore è meglio nonno Kazungu se gli dai da guidare un Land Cruiser. Il secondo gira a vuoto come il Land Cruiser con cui Kazungu si è impantanato a cinquecento metri da casa. Ieri mi sforzavo anche di capire dove fosse il “progetto”. Con Tomovic e Fatic in panchina e altri cinque o sei che segnano in altre squadre. A parte Criscito, tutti giocatori sopra i 26 anni e ben 5 sopra i 30. Allora forza Everton! Forza Villans! Che quando prendono cinque o sei saracche non fanno una piega, coi tifosi che cantano come noi contro l’Inter. Che bello vedere cinquemila tifosi del Leeds, precipitato in terza divisione, come il fiero Grifone, fare festa nella bolgia di Manchester, dopo aver eliminato in F.A.Cup il grande United. Ecco, teniamoci quello spirito, ma allora piantiamola coi Suazo, i Natali e i Gaby Milito e se progetto deve essere, campus o vivaio, mi sta bene anche essere dov’è l’Udinese, ma con una linea verde che corre e non annaspa, con due centrocampisti che non possono essere saltati come birilli da Ambrosini e Gattuso che se ne arrivano in area, solo perché hanno fatto mezzora di pressing asfissiante all’inizio. E piantiamola anche con la dirigenza, i presidenti, i massaggiatori e gli autisti dei pulman. Quelli del Leeds l’altra sera godevano. E non era una gioia minore.
Ieri sera non ho goduto per nulla, nemmeno per la bontà dei sandwich che hanno stoppato le tante tusker bier. Per fortuna che c’è il Grifone, che c’è la storia, che c’è la Nord, che ci sono questi magici colori…E domenica tutti a tifare dal primo all’ultimo minuto e al diavolo lo spogliatoio, Floccari, il progetto, Menegazzo, Bonucci e Rafa Marquez. Il Genoa siamo noi…o al massimo l’Everton…

Pagelle Milan - Genoa 5-2

Autore: 
RedBlueOysterCult

Amelia: Difficile , per chi non avesse visto la gara , credere che che un portiere  che subisce 5 goals risulti essere il migliore in campo della propria compagine . Purtroppo è cosi. Voto 7

Biava : Impazzisce dietro alla verve degli attaccanti rossoneri , gara al di sopra delle sue possibilità. Voto 5

Moretti : In pessime condizioni fisiche esce anzitempo , difficile capire se in buone condizioni sarebbe cambiato qualcosa Voto NG

Criscito : Torna all'antico ruolo per necessità contingenti ma il suo apporto è pressochè inesistente : Voto 5

Mesto : La sua gara è all'insegna della forza fisica ed è l'unico a tenere testa , fisicamente ,  ad Ambrosini & Co. quando si ricorda di rientrare però. Bene sul Goal ma sparisce poi nel Vertigo del secondo tempo . Voto 5

Milanetto ; Decisamente sottotono , mai lucido e a volte indisponente nella ricerca della giocata ad'effetto. Voto 5

Juric: Non perde la testa nel tourbillon ma nel mezzo Ambrosini detta legge. Serataccia . Voto 5

Rossi. Si batte sempre con la consueta determinazione ma è ovvio che ci vuole ben altro oltre il suo singolo apporto contro squadre di galassie come quella di stasera. Voto 6

Palacio : Troppo distante dalla porta per poter incidere più di una volta  e comunque non sembrava in serata neppure lui. Voto 5

Suazo : All' esordio è costretto a battersi da solo contro Nesta e altri due del Milan , se non si deprime per solitudine potrebbe anche combinare qualcosina di importante . Ma come Floccari andrebbe aiutato a fare il Centravanti. Scelgo il voto per la caparbietà ma sarebbe opportuno anche un NG .  Voto 6.5
 
Sculli : Efficace sul goal , poi nient'altro. Voto 5
Modesto : Tanto impegno in corsa perpetua ma i mezzi tecnici non escono. Voto 5

Zapater : Entra a partita conclusa e con la testa già alla Juve. Voto NG

Crespo : Voto NG

Gasperini : Si presenta a S.Siro con il centrocampo della serie B e una difesa che sembra un carro allegorico e diciamo che non è colpa sua ma  quantomeno  l'attacco andava supportato diversamente.
Sul risultato influiscono anche , a mio giudizio , alcune sue indovinate dichiarazioni estive sul collega di turno. Voto 5

Riprende il Campionato.

Autore: 
P.A.P.

Alcune settimane addietro ebbi l’occasione di trascorrere qualche ora con amici e colleghi meneghini, esaurite felicemente le incombenze lavorative, la conversazione andò piacevolmente su argomenti diversi: la famiglia, le idee per il futuro e chi ha superato i quarant’anni di idee ne concepisce a iosa quello che talvolta difetta sono il tempo e la voglia di concretizzarle, il simpatico piatto di cassoeula che ci trovammo innanzi e che accompagnato da un paio di bottiglie di Barbera ci sforzammo di considerare un piatto veloce nel corso della presunta rapida pausa pranzo di rito ambrosiano, il calcio che affardella, affratella e divide, le italiche genti “da Trepalle a Lampedusa”.

Mi godevo la piacevole atmosfera, non si dica che i “livorosi”non sappiano “godersi il momento”, quando dalle beghe tra rossoneri e neroazzurri la conversazione scivolò sul Genoa; il ricordo delle cinque pappine rifilate dai Campioni di Italia nella ultima discesa al “Ferraris” era ancora fresco e non mancarono commenti salaci.
Essendo tra amici i frizzi sono d’obbligo così come la loro breve durata, la conversazione si portò al commento di schemi, allenatori, dirigenti, giocatori.
A quanto pare a Milano non sembra strettamente necessario esibire “Patentini” rilasciati a Coverciano per chiacchierare di calcio...
Mi impressionò felicemente il fatto che anche i tifosi di squadre dal nobile passato e dal presente più o meno roseo si dedicassero a discutere scelte compiute anche da chi ha vinto e molto o da chi vince, almeno in Italia, con continuità da qualche anno; se sostenitori dell’Ambrosiana non lesinarono battute anche piccanti al Petrol Condottiero, quelli milanisti non mancarono di far le pulci alla gestione del Cavaliere.
Domandai se a seguito di risultati più meno soddisfacenti non fossero saliti dal profondo delle rispettive tifoserie filoni di pensiero volti a rintuzzare le critiche in quanto tali, critiche che potevano sembrare prive di riconoscenza a chi aveva restituito dignità oppure demoralizzare i giocatori che potevano leggerle o meglio ascoltarle...
La risposta negativa venne dopo una breve spiegazione che lasciò prima gli astanti stupiti poi suscitò una colossale risata.
I ricordi emersero dal passato, si posarono sui tempi della nostra adolescenza e della nostra giovinezza per la gioia degli interisti, i quali per dirla come l’indimenticabile avvocato Prisco, in quel tempo ebbero il piacere di vedere precipitare i serie B i cugini due volte: “la prima a pagamento e la seconda gratis”.
Affiorarono le cavalcate di Muraro, le scoppole prese regolarmente a Madrid, il “Fraizza” allora protagonista delle vignette del Guerin Sportivo prima, Pellegrini poi, un Genoa Inter turbato dalle incaute parole di un Direttore Sportivo e di un calciatore brasiliano, lo “sciagurato Egidio”, la delusione di Cesena contestuale alla gioia di Napoli, Giussy Farina, l’arrivo di Silvio Berlusconi...
Ricordo il Milan dei primi anni ottanta; Rivera, considerato una bandiera, aveva abbandonato l’attività agonistica in occasione dello scudetto della Stella nel 1979, lasciandosi alle spalle le diatribe con Buticchi prima, Colombo poi ed un cumulo di rovine.
La retrocessione a tavolino giunta nel 1980 aveva complicato non poco i piani della dirigenza rossonera di allora che puntava sull’emergente allenatore Giacomini che aveva riportato in serie A l’Udinese.
Il primo campionato di serie B dei rossoneri si concluse con un primato in condominio con il Genoa del duo Fossati- Simoni ed il Cesena guidato da Osvaldo Bagnoli; a questo seguì la seconda retrocessione, avvenuta come si suole dire sul campo, nonostante la rocambolesca vittoria al “Ferraris” ed in quel di Cesena...
Nella stagione successiva l’arrivo di Farina alla presidenza e un periodo non meno tribolato.
L’imprenditore veneto venne ricordato dai partecipanti alla conversazione ed alla tavolata con un tono pacato, nessuno dei presenti si distinse per un antipatico calcio in faccia allo sconfitto, anzi molti sottolinearono che lasciò il Milan sebbene avesse in rosa Baresi, Tassotti, gli inglesi Wilkins e Hatley, Terraneo, Virdis, e con l’affacciarsi in prima squadra di Maldini e Costacurta; erano calciatori di livello che avrebbero consentito una forte “plusvalenza” capace di rimettere in riga il bilancio e consentire un “rafforzamento” per usare una argomentazione frequente scendendo verso la Superba...
Talvolta si può guardare al passato con una maggior obbiettività e non credo sia possibile solo oltrepassati gli Appennini, basta non lasciarsi accecare dall’entusiasmo; cosa che capita regolarmente a chi abbraccia una fede calcistica sull’onda più recente, dimentico che vi è un passato più o meno roseo da valutare con serenità, un presente da vedere senza le distorsioni della” obbedienza cieca, pronta ed assoluta”, un futuro nel quale mi auguro che il Genoa abbia come colori quelli rossoblu e non quelli più idonei alle riprese televisive, abbia come simbolo il Grifone e non una faccia e si chiami appunto Genoa e non con il nome dell’azienda del rappresentante legale pro tempore...
Il futuro più lontano magari lo vedranno quelli che tra noi ora sono bambini o giovanissimi, gli altri e tra questi chi scrive, passeranno come passeranno tutti, rappresentanti legali, allenatori, calciatori... i nullafacenti improvvisatisi mullah ed leccapiedi in servizio permanente sono ovviamente compresi.