17: Genoa-Bari
Pagelle Genoa - Bari 1-1
Amelia : Pressochè mai impegnato seriamente , sfortunato sulla carambola del vantaggio Barese. Un paio di rinvii pessimi.
Voto : NG
Sokratis : Di gran lunga il migliore in campo nel primo tempo , deciso , tonico e con il piede pulito e ispirato. Purtroppo esce per infortunio . Voto 7
Dainelli : Meglio rispetto a Roma , e ci voleva poco , ma anche senza grossissimi affanni occorre dirlo. Anche lui esce anzitempo . Voto 6
Bocchetti : Non riesce a tornare sui livelli dello scorso campionato ma già la presenza di un centrale di ruolo sembra aiutarlo. Voto 5.5
Rossi: Corre tantissimo ma ogni partita che passa sembra toglierli un briciolo di lucidità . E stasera non c'era modo di rifiatare. Voto 6
Milanetto: Patisce la grande corsa di Almiron & co. Meno ispirato di altre gare ma sempre preciso nella regia. La stanchezza gli tarpa le ali in un paio di inserimenti . Voto 6
Juric : Contro i maratoneti Biancorossi è costretto agli straordinari , sempre presente agonisticamente , ovvia la mancanza di lucidità .
E' sottinteso che non ci sono alternative. Voto 6
Criscito: Mollo come una Panissa , pretenzioso in un tentativo di rovesciata volante . Mezzo punto in meno per le scarpe.
Voto 4.5
Mesto . Primo tempo a corrente alternata ma nel secondo è straripante nel forcing precedente e successivo al pareggio.
Voto 6.5
Suazo : Si danna l'anima ma il guizzo decisivo non gli esce mai. Qualche limite nel vedere i compagni liberi.Con Crespo a fianco sembra più ispirato. Voto 6
Biava : Non incide sul match . Voto NG
Moretti : Avrei voluto vederlo un pochino sulla fascia , dietro non si distingue. Voto NG
Crespo : Galbanito ce la mette proprio tutta ma i ritmi imposti dalla gara e il forcone Gasperiniano gli crollano addosso evidenziando maliconicamente il numero di primavere. Voto 5.5
Gasperini : Se il Bari era considerato la squadra del momento bisogna riconoscere che il Genoa , per lunghi tratti , lo ha costretto a difendersi. Naturalmente chi doveva fare la gara era il Genoa visto lo svantaggio iniziale.
Rimane il fatto che per almeno 20 minuti si è rivista una squadra viva e in salute. E dopo le ultime partite non è poca cosa.
Voto 6
- Accedi o registrati per aggiungere un commento
Il Cuore non basta
Ci voleva una vittoria per scacciare gli incubi e per allontanare lo spettro della crisi,di gioco e di identità.
La si voleva semmai, cercare con il gioco,non più quello dei bei tempi andati,oppure con un colpo di Julio,che è puntualmente arrivato su punizione nel secondo tempo.
E' arrivato invece un pareggio,che per la classifica del malandato Grifone di questa stagione,non è ne carne ne pesce,rimanda i problemi e non li risolve.
Gasperini nemmeno in questa occasione cambia modulo,dimostrando ancora una volta la sua totale ottusità tattica e la cecità di un Mister che oltre il suo 3-4-3 non va.Manco fosse Zeman.
Il Genoa quest'anno mostra solo un aspetto incontrovertibile:la sua involuzione di gioco.
Finito il tempo delle sovrapposizioni e degli inserimenti,( e dei titoli della Gazzetta).
Terminato quello del terminale offensivo su cui basare il gioco,non essendoci più i migliori protagonisti.
Borriello è lontano lustri,Milito seppur andato via poco tempo fa,è anni luce da questa pletora di mestieranti del pallone.
Se poi a tutto ciò si aggiunge,la sfortuna di partire a freddo sotto di un gol,(deviazione di Barreto di gomito su punizione dopo 4 minuti),la mancanza di un finalizzatore e la teorica paura che incuote il Bari per i suoi contropiedi,il risultato altro non è che un pari e patta.
Gasperini si affida alla cerniera di destra,composta da Papa,Rossi e Mesto,mentre al centro bocciato definitivamente Zapater,si spera in Milanetto,l'unico malgrado i ritmi, a tentare di dettare qualche trama di gioco e Juric,ormai l'ombra del giocatore che fu.
Falloso anche inutilmente,non incide a centro con il suo dinamismo e quando si incarica di battere i corners,ci vorrebbe la Resurezione del Professor Scoglio,per fargli insegnare i "cento modi"per battere un angolo.
Il Bari passato in vantaggio subito,non fa più nulla per tutta la gara,limitandosi a mostrare gli spauracchi del letale contropiede,impegnando Amelia solo alla fine della gara con il tiro del migliore in campo,Almiron.
Senza il nostro presunto gioiello Ranocchia, e con un solido Bonucci bocciatodopo le visite mediche ,mostra i due Masiello in spolvero specie Salvatore che non perde una palla e un contrasto a sinistra.
Quando non basta la difesa,arriva Gillet un portiere che salva il pareggio con una tripla parata incredibile e un palo di Juric su punizione dal limite,che poteva dare al Genoa una vittoria,che alla lunga avrebbe anche meritato.
In attacco Barreto corre e si tuffa a corrente alternata e lo si ricorderà solo per il muro pallavolista del gol,mentre Meggiorini si mostra il classico attaccante di media serie B.Altro scarto regalatoci da Moratti e dalla sua Malamata.
In questo contesto,si attendeva una reazione qualitativa del Genoa,che causa i problemi cronici di infortuni,di stabiltà interna e soprattutto di poca lucidità,non è però riuscito ad andare aldilà della grinta e del cuore.
Quando esce il greco per presunto stiramento ed entra Crespo,si pensa che sia la scelta ovvia se non giusta.
Tranne per due aspetti che ci rivelano ancora una volta l'ostracismo,il talebanismo calcistico di Gasperini.
Prima mette Crespo ad ala sinistra accentrando Suazo nella incredulità di addetti,writers e tifosi, quando si pensava semmai al contrario e poco dopo,fa esporre al quarto uomo il numero dell'honduregno per far posto a Moretti.
Ci pensa Sculli a fare la sua miglior cosa della serata,ad indicare che non ce la fa più,ed evitare sull 1-1,la più incredibile e assurda delle situazioni,in una gara che ci vedeva alla strenua ricerca del gol vittoria.
Il finale mostra solo tanto agonismo e stanchezza.
Girare a 28 punti il girone d'andata,con una partita in più effettutuata a Roma al giro di boa, è un bottino magro.
Gli infortuni delle ali,la mancanza di un trequartista, di un goleador e soprattutto il calo tecnico della rosa,non giustificano questa classifica,la campagna acquisti e le aspettative dei tifosi,che devono sperare ad essere ottimisti di finire il torneo senza danni.
Se come sembra,si sta cercando di far tornare Acquafresca,dopo aver tentato con Bonucci e mandato via Floccari,questo non è altro che la lampante prova,di quanto la confusione regna sovrana in casa Genoa a cominciare dal Presidente,per continuare con Gasperini fino agli ultimi degli increduli tifosi.
Che qualcuno ce la mandi buona.
Ianna
- Accedi o registrati per aggiungere un commento
Bari o dìspari?
Stadio Luigi Ferraris, ore 14,55, incontro Genoa – Bari.
“La formazione del Genoaaaaa!”
“…… Masiello, Ranocchia, Bonucci, Stellini, Parisi, De Vezze, Paro, Allegretti, Greco, Meggiorini”… vabbè, Allegretti non è mai stato nel Genoa, ma dopo quel goal al Piacenza è un Grifone honoris causa.
Situazione strana e buffa: mezza squadra del Bari è il nostro passato e l’altra mezza rappresenta il futuro.
Ranocchia & Bonucci ormai vanno di coppia, e tutti ne parlano come fossero una cosa sola, un po’ come usava ai tempi di “Colombo – Bassi” o “Guarneri – Picchi” o “Baresi – Costacurta”.
Mentre qui ci si arrabatta a tappare le falle della peggior difesa del campionato con Moretti fuori-ruolo, Bocchetti fuori-fase ed Esposito fuori-squadra, i due del Bari diventano leccornie appese all’albero della cuccagna, dove tutti si arrampicano per acchiapparle fregandosene altamente del legittimo proprietario… che però gongola.
Tutto questo avviene per reciproca convenienza: i giornali li assegnano già alla Juve, all’Inter, al Wolfsburg, e danno per scontato che Preziosi sia consenziente, ma lui è già oltre: è impaziente.
Ogni anno ha bisogno di raggranellare i quattrini per il mercato e, una volta Konko e Borriello, l’altra Motta e Milito… anche nella prossima avrà bisogno di sacrificare l’argenteria di casa.
Come fanno notare alcuni “provocatori”, abbiamo superato la fase di cedere i “buoni” della squadra; ora li vendiamo prima che arrivino e, per i due difensori, il Genoa potrebbe rimanere un transito virtuale sul loro passaporto, come chi si addormenta a Chiasso e si sveglia a Mulhouse, e non si è accorto di aver attraversato la Svizzera.
Sia ben chiaro: fosse vera la storia dei 25 milioni dovremmo spedirli via corriere espresso, uno con l’Ups e l’altro con la Dhl, ma il mio timore è che in contropartita comincino ad arrivare tranci di giocatori, metà di un laterale e tre quarti di un esterno, due terzini minorenni ma blindati, un mediano con riscatto e contro-riscatto già incorporato, e con l’aggiunta di clausole con asterisco per cui l’anno dopo, se tutto va bene, spariscono comunque per un altro giro di roulette.
Ormai la linea è questa, un po’ attenuata dai reinvestimenti al ribasso che comunque avvengono, e semmai il problema imploderà nell’anno sfigatissimo in cui nessun giocatore del Genoa dovesse generare plusvalenze.
Fra Ranocchia e Bonucci c’è chi spera di portarne a casa almeno uno già a gennaio ma dai… sono mica matti quelli del Bari… a meno che non gli mandi i Re Magi con tanto oro e poca mirra.
Nel bel mezzo di questi discorsi da bassa provincia dell’impero, l’attendibilissimo Processo di Biscardi ha fatto circolare un petardo di mercato: Gasperini al Manchester.
Oh ragazzi, guardate che qui si scherzava quando parlavamo di “Gasperson”! E’ stata una boutade dei giornalisti, eppure c’è chi immagina che gli Inglesi possano abboccare.
Mi sembra di vederlo Ferguson Kid che piomba all’Ata Quark Hotel, sferzando il cavallo con gli speroni luccicanti.
Come nel Saloon di Dodge City spalanca le porte che, cigolando, continuano a vibrare, e la platea ammutolita si volge per capire chi sia quell’arrogante straniero, che nel frattempo ha spianato le colt puntandole al box del Genoa.
Il barman abbozza un sorriso, ma gli esce una smorfia obliqua che lo fa assomigliare alla bottiglia di Johnny Walker che gli trema in mano, mentre al tavolo dei bari la partita di poker s’interrompe di colpo: Spinelli, Zamparini, Ghirardi e Della Valle si accorgono di avere tutti un tris d’assi, e qualcosa non quadra.
Il pianista smette di suonare, tanto non l’ascoltava nessuno e Ferguson Kid, per schiarire le idee ai presenti, spara sui tasti eseguendo God Save the Queen; poi spegne il mezzo sigaro biascicato nel bicchiere di De Laurentiis che, invece di reagire, pensa già a scritturarlo per un nuovo film “Spaghetti Western”.
Qualcuno equivoca: Lotito, che l’aveva scambiato per Pandev, si nasconde sotto il tavolo temendo ritorsioni, e la Rossella Sensi scappa sulle scale credendolo un esattore dell’Unicredit.
La fifa è generale (anche se c’è chi pensa alla uefa), e tutti si assestano il cinturone perché ciascuno ha un buon motivo per temere il peggio, ma in quel fotogramma c’è tutta la precarietà della dimensione pallonara, fasulla e imbonitrice.
Ferguson Kid invece la sa lunga, e per questo tiene sotto tiro quelli con le braccia corte: sa che sono i più pericolosi perché fanno prima a estrarre la colt, e in sala ce n’è più di uno.
Poi, ignorando la canna di uno scintillante Winchester che spunta da dietro una tenda, guarda fisso Capozucca negli occhi e con la prepotenza tipica del boss gli intima: “voglio Gasperini, subito, ma senza Sculli”.
“Eh no, o tutti e due o niente”
“E va bene, ma allora voi dovete prendervi Rooney, perché non voglio doppioni”
E in quel mezzogiorno di fuoco comincia il negoziato che sconvolgerà la rosa del Genoa, ma anche quella dello United, ormai proiettato a ricalcare le orme del glorioso Crotone.
Forse a luglio le cose non andranno proprio così, ma sono in tanti a prevedere il trasloco di Gasperini.
Nel caso, il Genoa dovrà individuare un nuovo timoniere, possibilmente uno che sappia navigare anche nei mari lontani e sconosciuti, e non solo destreggiarsi nel cabotaggio del nostro accogliente golfo.
Uno che non metta il mozzo in plancia o il marconista a rifare i letti, uno che sappia adeguare la rotta alle condizioni meteo, uno insomma che non sfidi gli iceberg pur di non recedere dall’imprinting.
Oggi qui, tra i “soprammobili” strappati alla panchina, sfoderiamo finti tridenti, finti centravanti e finti centrali, tutti abilissimi nel dimostrare di non esserlo, che poi è come il discorso del ventriloquo che parla muovendo le labbra.
Intanto però arriva questo Bari che, pur essendo un galletto, ha fatto l’uovo e con tanto di sorpresa.
Ha stupito tutti, e non solo per la classifica, ma per qualità e organizzazione del gioco, per il coraggio e la coerenza dell’atteggiamento, per l’inusuale rinuncia al catenaccio dei poveri.
Ha passato anni terribili, sbattuto da un Matarrese all’altro, con l’immenso stadio sempre vuoto, e oggi si gode la ribalta e i riflettori di un momento magico, incitato da quasi 60.000 spettatori.
Ha terrorizzato S.Siro, gli hanno rubato i 3 punti con la Samp, ha fatto a pezzi la Juve, e ora si ripresenta al Ferraris con gli abiti che proprio il Genoa gli ha prestato, e speriamo che non faccia troppo lo sborone.
L’ultima volta, nel dicembre 2006, finì 0-0 e Greco sbagliò un rigore, ma ora lui gioca da loro e siamo tutti più tranquilli.
Nel 2005 invece, la partita se la vinse Milito da solo, procurandosi e segnando un penalty che fece infuriare il Bari… con un Cosmi un po’ su di giri, cacciato per aver sbroccato al fair-play di Zanini.
Fra i pugliesi era ancora vivo il ricordo del 2003, quando Mister Tardelli fu espulso insieme a Spinesi, e Bjelanovic segnò lui pure su rigore: insomma, nelle ultime 3 gare al Ferraris si sono beccati 3 penalty, e domenica ci sarà la resa dei conti: o Bari o dìspari, o sereni verso la sosta o aggrovigliati nei nodi irrisolti.
In questa sfida accadono spesso fatti strani, e conservo ancora la copia di un ricorso alla Corte Federale che il Genoa presentò contro la Caf.
Era il 1947, il Grifo vinceva 1-0 ma il pubblico barese cominciò a tirare pietre e a scavalcare le transenne; gara interrotta e vittoria a tavolino, poi stranamente annullata dalla Caf.
Erano altri tempi, e infatti il Genoa vinse la causa e la partita.
Anche nel 1964 ci furono tumulti a Bari e, una vittoria suggellata da uno strepitoso goal di Meroni (che si era bevuto mezza difesa entrando in porta con la palla) fu tradotta in sentenza.
Il Bari fu anche (dai Genoani) sospettato di intrigo nello straordinario impegno del Ravenna contro il Genoa di Perotti, ormai a un passo dalla A ma infilzato sul filo di lana.
Ma il ricordo più sfizioso è per me un lontanissimo Genoa - Bari, giocato nel 1960 e vinto con una rete del povero Barison, che aveva come compagni Becattini, Frignani, Carlini, Calvanese, Pantaleoni ecc.
Poco prima dell’inizio, dopo i tradizionali lanci di sale grosso per disinnescare la solita sfiga, qualcuno dalla Nord liberò in campo un galletto vivo e pimpante che, azzeccando le diagonali, sfuggiva alla presa degli inseguitori, mentre tutto lo stadio tifava per lui.
L’idea che un Genoano fosse uscito di casa con la bandiera, il cuscino e un gallo in saccoccia, mi era sembrata esilarante: oggi, fra tornelli e steward, al massimo si potrebbe entrare con una ranocchia nascosta nelle mutande.
- Accedi o registrati per aggiungere un commento

