27:Parma-Genoa

Passato e presente

Autore: 
edoardo

Al Tardini si affrontano Parma e GenoaDP, vale a dire il passato e il presente del calcio marcio. La differenza è che il marcio di Tanzi ha prodotto Europa e campionati di vertice, mentre il marcio preziosiano ha prodotto mediocrità, disaffezione e mal di fegato dei tifosi. Esordisce Jandrei tra i tanti semiesordienti del mercato compulsivo.

A parte Criscito, i giocatori in campo che hanno vestito per il maggior numero di partite la maglia rossoblù sono Kucka e Rigoni, che giocano nel Parma. Stranamente, dopo tanti primi tempi soporiferi, il Genoa comincia dando mostra di una certa vivacità.

Niente di straordinario, molti errori tecnici, parecchia confusione, ma quantomeno un po’ di corsa e una certa propensione verso la porta avversaria. Il risultato sono un tiraccio di Criscito dal limite e una bella combinazione Bessa-Kouamé, tutto nei primi 5 minuti. Poi il nulla.

Un nulla “bailado”, ma pur sempre nulla. I due portieri, speculari nello stile, praticamente inoperosi. Dopo il culatello, all’intervallo negli spogliatoi genoani circolano grana e gutturnio e la squadra ritorna in campo con voglia e per un quarto d’ora costringe il Parma a chiudersi nella propria area. Fioccano i calci d’angolo, ma risalta ancora una volta la carenza di pericolosità sottoporta.

Gli attaccanti rossoblu non danno profondità, ricevono spesso palla spalle alla porta e soprattutto, quando l’azione si sviluppa sulle fasce, non hanno la minima idea di come piazzarsi per coprire l’ampiezza dell’area. Bessa e Kouamé competono all’ultimo sangue per il “premio ballerina”, quella statuina posta sulla scatola del carillon che gira su se stessa: ogni volta che ricevono palla guardando la porta avversaria, si voltano su se stessi con una graziosa piroetta e ricominciano tutto daccapo scaricando palla indietro.

Il Parma, come suo solito, ha lasciato fare la partita al Genoa, il cui attacco non ha cavato un ragno dal buco. In definitiva sembrava di essere ritornati ai tempi di Juric. Non si può imputare più di tanto ai giocatori in campo. Criscito ha fatto una partita generosa e quasi tutti hanno meritato la sufficienza. M

a gli attaccanti a disposizione sono quelli che sono e hanno certe caratteristiche.

Rimane da capire perché Prandelli non abbia schierato Piatek.

 

Zero punti a Parma

Autore: 
mashiro

Jandrei 6,5: poco impegnato tra i pali, molto meglio di Radu con i piedi dove si vede che è brasiliano,benino nell'occasione del goal con una buona respinta sul primo colpo di testa, poco aiutato dalla difesa. Gestisce ottimamente l'uno contro uno di Gervinho inducendolo all'errore che tiene vivo il Genoa fino alla fine.

Pereira 5,5: Gervinho è un cliente difficile e si vede che lo teme, poco incisivo anche in avanti nonostante l'ivoriano non lo segua e gli laci molto spazio.

Romero 6: parte male, sembra stranamente deconcentrato ma fa una bella battagila con Inglese nel secondo tempo e esce bene con la palla.

Zukanovic 7: nella partita in cui poteva essere più in difficoltà contro Gervinho estrae una prestazione maiuscola sempre preciso e puntuale.

Criscito 6,5: quando ha l'occasione prova a calciare, sale sempre in maniera efficace e vince nettamente il duello contro SIligardi che non lo impensierisce mai.

Lerager 6: tanti chilometri, pochissima qualità, difficile dire che abbia fatto qualcosa male ma anche qualche giocata degna di nota.

Radovanovic 5,5: giallo per somma di falli, sempre lentissimo nel giro palla, almeno ha il merito di essere sempre al posto giusto e non lasciare mai scoperta la retroguardia rossoblù.

Bessa 5: pochissimi spunti degni di nota, poca qualità, fatica a trovare la posizione.

Lazovic 5,5: qualcosa meglio di Bessa ma anche lui dovrebbe dare qualità alla manovra rossoblù ma fatica a sovrastare Di Marco. Calcia bene sia sulla posizione che nel finale ma è sfortunato.

Sanabria 6: poche occasioni, quelle poche è pericoloso ma non punge. Non si trova con Kouamé e soffre la fisicità dei centrali parmensi. Apprezzabile comunque l'impegno.

Kouamé 5,5: continua il periodo no del giovane coloured rossoblù, fatica con Iacoponi, fatica a vincere duelli aerei, partita di sofferenza.

Rolon 6: solito impegno encomiabile, poco altro in un finale che si accende dopo il goal dell'ex.

Pandev sv: pochi minuti ma di qualità.

Lapadula sv: giusto il tempo di dire che è ancora vivo.

Prandelli 6: il Genoa è sempre accorto, mai scoperto e non soffre un cliente temibile come Gervinho. Buona l'intuizione di mettere Pereira a destra che ha spazio anche se lo sfrutta male. Sfortunato a prendere goal a poco dalla fine, forse poteva concedere più spazio a Pandev ma dopo l'impatto del macedone con il Frosinone difficile criticarlo.