24:Genoa-Lazio

Minestrone Genoa

Autore: 
Ianna

Immaginiamo di essere all'ascolto di "Tutto il Calcio Minuto per minuto per minuto".
Nessuno ha visto nulla,non ci sono imagini televisive,non c'è Sky,non esistono gli scienziati Adani e gli odiosi bordocampisti novelli allenatori in seconda con tanto di patentino da un finto Coverciano.
C'è solo Enrico Ameri,che se non ricordo male era pure Genoano
In studio Roberto Bortoluzzi,che ha appena dato la parola a Sandro Ciotti ,quando Enrico Ameri da Marassi irrompe con la sua voce,si prende la linea e con sotto il frastuono di Marassi,annuncia che "con un gran sinistro dal limite di Criscito,il Genoa è passato in vantaggio".
Proprio cosi,il Genoa passa in vantaggio e batte la Lazio per 2-1.
Ma dato che la Tv esiste,Condò si è dato alla televisione e non scrive più come ai bei tempi e che soprattutto tutti siamo competenti ed esperti,ognuno allo stadio e in poltrona si sarà fatto una idea.

La nostra sommessamente,sgombra da tifo e paraocchi,è che si è trattata di una vittoria trovata per terra e complessivamente immeritata.
Cominciamo dall'inizio chiedendoci come mai Prandelli che di didietro pare abbastanza dotato visto il suo passato juventino,anche oggi si sia ostinato a riproporre la stessa identica squadra,con un medianaccio davanti alla difesa a scacciare cani che non c'erano,due interditori che non facavano un centrocampista dai piedi semi buoni,isolando l'unico vivace Kouame largo a sinistra e lasciando Sanabria nel deserto senza spalle,sponde e soprattutto palloni.
A 25 punti contro una Lazio che sembrava l'infermeria del San Camillo,stanca dell'impegno contro il Siviglia a tre giorni dal ritorno,ci ha dominati per tutto il primo tempo e non ha mai avuto il timore di essere superata,tant'è che il primo tiro in porta lo abbiamo prodotto su rimessa laterale con Rolon,bravo Strahoska,e poco dopo con Sanabria che con un tiretto impegna per modo di dire l'albanese.
In avanti c'era l'Innominabile,dimenticato mezzo uomo e mezzo cavallo,sostituito per evenienza e scarsa preparazione,mentre il centrocampo laziale era composto da Cataldi e Romulo due delusioni totali del passato genoano.
Tolto Acerbi,altro purosangue della infinita Scuderia Preziosi,la Lazio non aveva nessun titolare eppure era in vantaggio alla fine del primo tempo.
Nel secondo tempo sotto di un gol,Cesare l'aziendalista,si convince che forse è il caso di osare e rischiare qualcosa,visto che è sotto,che ha 25 punti in dote e che il campionato è già praticamente andato in naftalina.
Toglie un abulico Lazovic che si è pestato i piedi con Biraschi per tutto il tempo e inserisce Bessa che da il senso dell'Idrolitina nell'acqua da rubinetto.
Ed infatti vista la cronica incapacità a costruire tre passaggi di fila,la Lazio sfiora il raddoppio due volte prima con Correja che trova un miracoloso Radu e poi con una traversa di Badelj,che avrebbe sancito il raddoppio e la cosidetta fine dei giochi rossoblù.
L'Aquila del Lotito,compagno di merenda del nostro Conducator arretra,la stanchezza si fa sentire,i cambi sono di ex giocatori e debuttanti ed infatti il Genoa con una minima pressione incalza i biancocelsti che capitolano su rinvio di Lucas che incoccia Sanabria per il pari estemporaneao del Genoa.
La Lazio non ne ha piu, il Genoa e Prandelli ci credono mettendo Pandev al posto dell'acquisto più inutile di gennaio,Radovanovic.
Ci procuriamo due angoli che Rolon batte malissimo,Pandev che inscena una simulazione vergognosa, una mezza palla gol con l'erede,a diversi anni luce di Piatek,che arriva un attimo in ritardo per la deviazione vincente.
All'ultimo sussulto in piena Zona Cesarini,con l'ennesimo cross da destra,svirgolato da Caceido,Criscito fino ad allora anonimo e timido,si inventa un gran sinistro all'angolino sotto la Nord che fa impazzire Marassi,regala 3 punti sicurezza al Genoa e l'ennesimo regalo di Giochi Preziosi al Milan. 
Certo vincere cosi alla fine fa sempre bene e morale,specie contro Ciruzzo a'papà e Lo Tirchio,ma di gioco,di qualità ,di giocatori se ne sono visti davvero pochi.
Ed in fondo è quello che vuole la misera proprietà che ci ritroviamo:
Giocatorini in prestito,mestieranti della pedata,pochi che si affezionino alla maglia,vedi Criscito anche per il futuro da dirigente che lo attende,e soprattutto dimenticare in fretta il recente passato,quelle fatte di vendite  a quattro palanche per oscure trame e probabili depositi in ben custoditi paradisi fiscali.
L'importante è andare avanti,girare pagina,dimenticare,che tutti e tutto vadano nell'oblio.
E queste vittorie inutili servono appunto a questo,condite anche da un buon pubblico che a quanto pare ha recepito il messaggio mediale del Conducator che si fa vedere poco allo stadio,ma che non smette mai di promettere e prendere per i fondelli chi ancora lo crede.
E sono ahime tanti.
Ianna 

All'ultimo Criscito

Autore: 
mashiro

Radu 6,5: incolpevole sul goal, tiene a galla il Genoa con alcuni interventi pregevoli ad esempio quello su Badelji nella ripresa che ci tiene in vita. Nota di merito per un paio di interventi a gioco fermo.

Biraschi 5,5: da quando è stato spostato in fascia, contrariamente alle aspettative, fatica tremendamente. Dovrà lavorare molto per adattarsi a quel ruolo.

Romero 6,5: il giallo per lui fa parte del DNA, gioca molto aggressivo, qualche volta paga,qualche vosta stasera gira a vuoto.

Zukanovic 6: la sua presenza in area di rigore offensiva è sempre pericolosa, un pò in difficoltà con gli avanti biancocelesti, un pò troppo leggero sul goal.

Criscito 7: buona partita, un paio di rinvii un pò sbilenchi, ma alcune buone aperture e una discreta gestione della palla. Spettacolare il goal al '94esimo e buono, finalmente, il corner del 1-1.

Lerager 5,5: gira a vuoto sempre messo in mezzo dal centrocampo biancoceleste. Nel mezzo comunque tanti chilomerti e una discreta tenacia.

Radovanovic 5: lentissimo nel far girare la palla, quando siamo in possesso, ma è soprattutto in fase difensiva dove sembra in affanno patendo la mediana laziale insieme ai compagni di reparto.

Rolon 6,5: la garra argentina compensa bene la difficoltà del Genoa in fase di recupero, è lui che avendo più passo nel breve quello che riesce più spesso a interrompere l'azione di Immobile e soci. Ottima l'azione che lo porta vicino al vantaggio.

Lazovic 5,5: partita abbastanza anonima, gli riesce poco in fase offensiva e al solito è poco utile in quella difensiva.

Sanabria 6,5: non una garn partita per il paraguayano ma se tutte le domeniche la timbri il tuo mestiere di centravanti lo fai benissimo.

Kouamé 5,5: sembra molto meno a suo agio con Sanabria rispetto a Piatek. Molti palloni pasticciati e tante scelte sballate.

Bessa 6,5: porta soprattutto la capacità di cambiare il ritmo in una squadra molto mono corde e mono velocità la sua capacità di verticalizzare alza la pressione rossoblù alla difesa della Lazio.

Pandev 6,5: il macedone entra nel boato del Ferraris e si galvanizza mettendo il suo indiscutibile al talento al servizio della causa, con la sua esperienza guadagna tantissimi metri. Peccato per il giallo.

Prandelli 6: uno dei Genoa peggiori di stagione e della sua gestione, soffre la lazio ma è soprattutto drammaticamente lento nel far ripartire l'azione. Ha il merito di cambiare modulo e di alzare il baricentro con Pandev per Radovanovic. Insomma non la prepara benissimo ma ennesimamente la vince con i cambi.