14:Torino-Genoa

Incornati come d'ordinanza

Autore: 
tidon grifo

Oggi dopo un ciclo in cui Juric doveva solo restare a galla e si era assestato nella media di pareggi in casa e sconfitte fuori, una pura media retrocessione, andiamo a Torino per capire se possiamo fare un salto verso la zona europa che è affollata e piena di squadre mediocri o restare sulla linea di galleggiamento in apnea appena sopra la zona retrocessione.
E la sentenza è: nuova sconfitta, stessa media e zona retrocessione.
Con juric è così si vede sempre lo spettro della B.
E’ stato cosi due anni fa fu cosi l’anno scorso.
C’è coerenza.
Il Toro schiera mezzo Genoa di qualche anno fa, tutti giocatori di punta che hanno vestito la nostra maglia e che adesso vestono la maglia del Torino di Cairo.

Tutti giocatori che Preziosi in sessioni invernali, in sessioni estive, di giorno, di notte, svende o cede o fa girare.
La sostanza è che il Torino di Cairo che prima era una squadra mediocre sempre a rischio serie B adesso sembra essere almeno una squadra sensata mentre noi sembriamo sempre di più degli scappati di casa.
Come matura l’ennesima sconfitta?
Questa volta con una follia di Romulo, il quale prima pesta un piede ad Ansaldi senza motivo e poi salta dando un calcio in petto ad un altro granata nel giro di cinque minuti.
Romulo decide di impazzire e al ventesimo siamo in dieci.
La partita si direbbe finita qua ma poi avrà uno svolgimento meno lineare.
Juric o meglio Murgita poiché il croato era in gabbia squalificato, insomma la coppia Murgita-Juric toglie Piontek togliendo il puntero, l’uomo più pericoloso e inserisce Gunther, il turco tedesco col baffetto.
Tutti in trincea.
Ma clamorosamente, dopo un’ azione che nasce da un corner, Kouamè, dopo un rimpallo, smarcato davanti alla porta, insacca.
Clamoroso vantaggio per noi.
E’ un miracolo, si spera in un miracolo, una santa slava che ha benedetto Juric e di converso tutta la squadra che dovrebbe oggi, vicino alle sante festività, trovare la benedizione.
No niente miracolo, alla fine del primo tempo è gia due a uno per il Toro, partita finita tutti a casa in attesa della Spal.
Ah ma come matura il risultato?
Con un rinvio in difesa che colpisce un nostro ex Rincon e con Ansaldi, un altro ex, che indovina un tiro nell’angolo.
Poi l’arbitro decide che il primo tempo non debba finire quando è finita e aspetta che Sandro tocchi il piede di un nostro ex, Iago Falque, rigore di Belotti e due a uno.
Nel secondo tempo non accade nulla, scende la nebbia su Torino anche se c’è il sole e la partita si avvia stancamente verso l’ epilogo
Entrano Pandev e Lapadula, si rivede Lapadula, questo strambo giocatore che l’anno scorso ci ha deliziato della mancanza di un centravanti.
E adesso sotto con la Spal, sarà penso un pareggio, alla media di Juric non si sfugge, pareggio in casa e sconfitta fuori.
Ma per Preziosi era l’uomo giusto per valorizzare un organico al di sopra della media di tutte le altre squadre, così disse.
Per me questo campionato ha un tono escrementale fognario, un po’ come gli ultimi due di Preziosi, Preziosi ha trasformato i nostri campionati in una cloaca di non-senso, nonostante quest’anno ci siano un ottimo Kouame e un ottimo Piontek.
Un campionato che fa schifo in alto con la Juve che domina e che presenta squadre mediocri a centroclassifica, tutte a un passo dall’Europa tranne noi

Scornati per le feste

Autore: 
mashiro

Radu 6: non fa il miracolo sul pari di Ansaldi e nemmeno sul rigore di Belotti nella ripresa ha almeno il merito di tenerci a galla con alcuni interventi decisivi.

Biraschi 6,5: suo malgrado travolto da Ansaldi nell'azione che porta al 2-1, solita partita di ottima fattura bene anche a destra.

Romero 6: si prende qualche rischio di troppo per essere aggressivo, però gioca una partita sugli scudi guidando bene il reparto contro clienti difficili.

Criscito 6,5: altra ottima partita del capitano nei 3 dietro, sembra quasi sacrificato nelle sue capacità offensive, in ogni caso marca bene, innesca un paio di ottime ripartenze. Buona partita.

Romulo 2: come i minuti che passano tra il primo e il secondo giallo, in affanno totale su Ansaldi, fa anche un fallo di foga su Meite da ammonito degno di un novellino emozionato, da quando è stato dirottato in fascia le sue prestazioni se possiible sono peggiorate.

Hijliemark 6: ci mette tutti i polmoni che ha e tutta la corsa di cui è capace, esce abbastanza sfinito al 70esimo, buona prova con alcune pregevoli intuizioni.

Sandro 5: in affanno dal 40esimo del primo tempo fino alla sostituzione, ingenuo sia nella battuta dopo il goal che nel fallo da rigore su Iago, dopo questo primo terzo di campionato possiamo dire che non è sicuramente un uomo in grado di fare la differenza, speriamo almeno che con un pò di condizione possa essere utile alla causa.

Bessa 5: non la sua partita sin dall'inizio, peggiora con l'espulsione di Romulo. Per una mezzala abile nel cucire il gioco fare 70 minuti di corsa e abnegazione non è pane, e si vede tutto.

Lazovic 5,5: il serbo non fatica troppo a contenere il diretto avversario e prova a farsi vedere in avanti con pochissime fortune, non la sua miglior prestazione.

Kouamé 8: il meritatissimo goal è il preludio a una partita di sacrificio e abnegazione in cui tiene in piedi, non senza fatica,il reparto offensivo rosoblù. Finché i compagni almeno arrivano a rimorchio riesce anche a creare qualche pericolo.

Piatek 6: una palla un incrocio dei pali, poi la sostituzione. Difficile dire di più.

Gunter 6: nel fortino il suo fisico e le discrete doti di marcatura non sfigurano, con la palla nei piedi è sempre molto timido.

Pandev 5: tirato fuori dall'armadio a 20 minuti dalla fine non trova ritmo e fatica a farsi vedere, poteva avere il guizzo giusto invece sparisce nel nulla.

Lapadula 5,5: pochi minuti tanto per dire che è vivo, ci mette l'anima come sempre e si notano meno i vecchi errori. 

Murgita/Juric ng: partita difficile da giudicare: più sfortuna che errori veri e propri. Resta qualche dubbio sul cambio Piatek/Gunter, io avrei tolto Bessa che appariva più in difficoltà. Ma l'inferiorità numerica ha falsato la partita. Non arriva nessuna scossa dalla panchina ma non è nemmeno colpa sua/loro.