12:Genoa-Napoli

GIOVE PLUVIO TIFA CIUCCIO

Autore: 
edoardo

La prima azione significativa della partita comincia da lontano.

Con grande agilità, quaranta minuti prima del calcio d’inizio, una colonna di tifosi si lancia sulla corsia che dal Pontetto conduce agli ingressi della Nord, dove entra in contatto con altre centinaia di genoani imbandierati e tutti formano una massa compatta che riempie la gradinata, si impossessa del terreno di gioco e, inarrestabile, prorompe in un coro potente contro Enrico Preziosi. La partita non è ancora cominciata e il GenoaCFC1893 già conduce 2-0 nei confronti del GenoaDP

Poi entra in scena anche il Napoli e i cori di contestazione si trasformano in cori di sostegno per l’armata rossoblu di Ivan Juric.

 

L’impresa era nell’aria, come avevo previsto, ma ci si è messo di mezzo Giove Pluvio e il quarto d’ora di sospensione per pioggia ha cambiato la partita.

Nel pantano gli episodi hanno favorito la rimonta del Napoli e si può solo annotare che Juric ha veramente la sfiga addosso: la volta che si affida a un “normale” 352, senza voli pindarici, un evento esterno gli gioca contro.

Per obiettività bisogna dire che, anche nel brillante primo tempo del Genoa, molto dinamico e sempre pronto a ripartire, il Napoli ha avuto una mezza dozzina di occasioni da gol mancate per un soffio. Al 10° il centrocampo rossoblu si è aperto come le gambe di una pornostar e Hamsik ha potuto puntare la porta e andare indisturbato al tiro: alto. Subito dopo palo di Insigne. Al 19° tiro a colpo sicuro di Milik respinto miracolosamente da Biraschi.

Nel miglior momento del Napoli arriva il gol del Genoa. Azione insistita di Piatek sulla destra, con due cross consecutivi tentati. Sulla respinta si impossessa della palla Romulo che inventa un cross perfetto sul quale si proietta Kouamé per depositare di testa in rete.

La faccia di Ancelotti è uno spot contro l’anoressia e a favore della buona tavola.

Al 25° pericolosa palla per Callejon sul secondo palo e pugnetta birichina di Radu per liberare. Ma il Genoa è molto dinamico e spaventa il Napoli con tre contropiedi consecutivi. Al 35° Allan, a porta vuota, si fa intercettare la conclusione e un attimo dopo Radu conferma di essere un portiere scarso nella normalità ma votato ai miracoli, respingendo su Milik da un metro.

Alla fine del tempo conto 6 occasioni da gol per il Napoli contro 2 del Genoa, che ha però tenuto il campo oltre le più rosee aspettative.

 

Nell’intervallo Ancelotti decide di fare entrare Mertens e Fabian Ruiz al posto di Milik e Zielinsky. Lo decide in fretta e utilizza il resto dell’intervallo per farsi una tagliata di salame e un paio di bicchieri di Lambrusco.

Si riprende che piove a dirotto. Il Genoa smette di pressare alto e presidia la propria metà campo. Giocando basso fatica a ripartire.

Tra il 50° e il 55° Mertens ha tre palle gol: in un caso si fa stoppare in corner, in un altro arriva con un attimo di ritardo sul cross di Mario Rui, nell’ultimo sfiora l’incrocio con un tiro a giro.

Al 58° l’arbitro sospende la partita, sotto una pioggia torrenziale che rende impraticabili alcune zone del campo. Si tifa per la sospensione definitiva, dato che il Genoa sembra più stanco e meno reattivo che nei primi minuti. Juric sostituisce Veloso con Omeonga. Ancelotti nello spogliatoio si fa un piatto di tortellini, un litro di Lambrusco e mezzo pacchetto di sigarette.

Dopo un quarto d’ora si ricomincia in un pantano. Sotto i distinti tutta la fascia è impraticabile. Si smette di giocare a calcio e ci si affida a respinte casuali e a rincorse affannose. In teoria il campo favorisce chi si difende, ma la teoria va in vacca dopo soli 4 minuti dal rientro. A difesa del Genoa schierata e senza particolare pressione, si apre inspiegabilmente una falla centrale, dove Mertens, solo soletto, può servire di tacco Fabian Ruiz, anche lui solo soletto, che la piazza da una decina di metri.

Il Napoli sfrutta le occasioni e il Genoa non riparte più, ma non è calcio. Al 67° una punizione insidiosa di Insigne viene deviata in angolo da Radu. Al 78° entra Mazzitelli. All’86° punizione per il Napoli. Ne consegue una mischia dove Biraschi, pressato da Fabian Ruiz, devia in autogol.

Rocambolescamente il Napoli acciuffa la vittoria. Nel finale uno scontro volante in area tra Mazzitelli e Mario Rui non viene giudicato da rigore e la partita finisce praticamente qui. Per la cronaca, è entrato anche Pandev all’89°.

 

Buon primo tempo del Genoa, con Kouamé, Romulo, Bessa e Lazovic in bella evidenza. Miracoloso Radu. Attenta la difesa. Utile e generoso Piatek.

Nei pochi minuti del secondo tempo in cui si è giocato a calcio, Genoa più basso e meno reattivo.

Poi pallanuoto, con il Posillipo più fortunato della Pro Recco.

Preziosi vattene.

Alluvionati

Autore: 
mashiro

Radu 6: non ha particolari colpe sui goal, la sufficienza giusto per la miracolosa parata del primo tempo che ci tiene vivi fino al finale, molto timido in uscita dove aiuta poco i compagni.

Biraschi 5: sfortunato nell'autorete ma soprattutto sempre in affanno nel campo pesante che lo limita molto nella specialità della casa le ripartenze palla al piede.

Romero 6,5: ottimo in marcatura, aggressivo al punto giusto, il minor pressing del centrocampo lo espone a meno rischi e questo si vede. Guida bene il reparto.

Criscito 6,5: dalla sua parte si passa poco o niente, buona partita con alcune letture interessanti, peccato per un passaggio fuori misura a Kouamé che poteva valere il 2-0.

Romulo 6: macina moltissimi chilometri, nel ruolo di laterale più a suo agio che non centrale sparisce un pò nel finale dalle sue parti si gioca a calcio saponato e esce spesso sconfitto dai duelli poco supportato da Biraschi.

Hijliemark 6,5: ottima partita dello svedese, tirato fuori dalle segrete del Pio, cala nel finale insieme a tutta la squadra prima di essere giustamente sostituito.

Veloso 5,5: sa di non essere al top e nel campo ideale per lui, rischia poco anche perché quando lo fa sbaglia, sofrre moltissimo in interdizione cerca di compensare con il senso della posizione che gli fa sporcare diversi palloni.

Lazovic 6: marcare Callejon è impresa dura per terzini di mestiere, lui non lo è e spesso si vede. Offensivamente finché la palla è stata giocabile bene, cala alla distanza insieme al peggiorare delle condizioni del campo.

Bessa 6: chiamato a fare il pendolo tra centrocampo e attacco, fa bene il suo finché gli regge la gamba e il campo è giocabile, poi nella pallanuoto finale soffre e si vede.

Piatek 6: deve migliorare in tutto quello che non sia calciare a rete, stasera si fa notare per le tante troppe volte in cui superato dall'avversario lo lascia andare. Non trova ancora la porta ma sembra più pimpante di quello visto a Milano.

Kouamé 7: partita impressionante per quantità e qualità per il giovane coloured rossoblù, oltre al goal 70-75 minuti di ottimo calcio, uno dei meno in difficoltà anche nel caotico finale.

Omeonga 5: sostituire Veloso e Sandro come riferimento non è il suo, il fisico poco adatto allo scontro fisico lo rende ancora meno adatto alla partita, spesso fuori posizione e con pessime scelte in chiusura. La sospensione 30 secondi dopo il cambio non lo aiuta.

Mazzitelli 5,5: subentra a Hijliemark, il calciatore è quel che è, ma è più adatto alla partita di Omeonga e si vede. Un paio di gestioni discutibili del pallone ma concreto in impostazione.

Pandev sv: pochi minuti per tentare il miracolo. Una bella palla e poco più.

Juric 6: la squadra per '45 minuti gioca ottimamente, l'idea di rinunciare al pressing e di crossare senza tante cerimonie quando gli avversari sono piazzati senza correre rischi inutili tenendo la palla a lungo danno i loro frutti; la gestione della ripresa, anche se oggettivamente il meteo non l'ha resa facile non mi ha convinto. Il punteggio è comunque giusto.