34:Genoa-Verona

IN B I NAZISCALIGERI VIVA IL BALLA

Autore: 
tidon grifo

Nel dramma che ci avvolge, nel pericolo di nuove malversazioni di Preziosi, dato che ormai siamo ostaggio di un delinquente che potrebbe chiamare un pinco-palla plusvalenzatore qualsiasi al posto di zio Balla, arriva in questo caldo lunedì pre-estivo a marassi il Verona.
Verona che tradizionalmente per il fatto di avere tifosi nazisti e razzisti, provenienti dal cuore oscuro del veneto nazi-clericale, non è mai stato particolarmente simpatico a noi genoani.
La speranza è che il Genoa non sia deconcentrato e non soffra l’agonismo del Verona che è all’ultima spiaggia.
Stasera il Balla presenta affiancato a Lapadula Medeiros e ripresenta Lazovic all’ala, col ritorno di Laxalt.
La partita è piacevole visto che le due squadre giocano con grandi aperture, il Verona deve vincere e noi di conseguenza troviamo ampi spazi.
All’inizio subiamo la paura della volontà degli scaligeri che subito sfiorano il gol e lo mancano per un soffio.
Ma subito dopo segniamo con Medeiros, un gol molto bello, voluto, con un tiro dal limite dell’area calibrato nell’angolo.
Dopo di che la partita veleggia verso colpi e contraccolpi ma fondamentalmente creiamo di più noi.
Lapadula sembra atleticamente rinvigorito ma in area se stoppa bene poi tira male, se si smarca bene non stoppa e quando tira di prima colpisce l’avversario.
Lazovic non è propositivo, con qualche difficile intesa con lo svedese sulla fascia destra.
Sulla sinistra invece Laxalt sembra molto propositivo, con qualche bella chiusura anche nella fase difensiva.
Comincia il secondo tempo e il Verona sembra aumentare la carica agonistica.
Si porta spesso sulla nostra tre quarti ma poi non affonda.
Noi negli spazi penetriamo spesso in area ma senza stoccate risolutrici.
Senonché un tiro nella nostra area viene deviato da un braccio dello svedese.
Rigore e pareggio.
C’è scoramento, perché un pari non salverebbe il Verona ma non sarebbe piacevole per noi.
E’ cosi mentre restiamo in bilico sull’orlo della beffa il Verona comunque favorisce le nostre ripartenze.
Lapadula precedentemente aveva un po’ litigato con la palla mentre cercava la conclusione, ma su un cross di Lazovic riesce ad arpionarla, lo svedese rimette al centro e Bessa segna.
Bessa che era entrato al posto di Cofie, un Cofie a volte un po in affanno nell’inseguimento ma che aveva fatto la sua onesta partita.
In seguito entreranno Pandev e Pepito Rossi.
E sarà proprio Pandev a chiudere il discorso nel recupero con un gol fantastico di pallonetto a scavetto in corsa.
Pandev che ritorna ad essere il Maradona di Macedonia.
Si chiude in bellezza dunque e sigilliamo i veronesi in B.
Alla fine fa passerella anche Pepito Rossi che ancora deve ritrovare la forma.
Adesso tutti i riflettori sono puntati sull’orrore che ci attende per le decisioni di Preziosi, per il suo progetto che ha di nuovo riaffermato, per la sua volontà di veder soffrire i tifosi del Genoa da qui all’eternità.
Riusciremo mai a liberarci da quest’incubo, da questa peste presidenziale, da quest’orrore che ci impedisce di dormire sereni?
Ci sta provando anche la guardia di finanza a fermarlo ma non ci riuscirà.
Cosa accadrà dunque?
E Ballardini cosa deve aspettarsi da un simile personaggio ?

Arenati di Verona

Autore: 
edoardo

Perin 5,5: Poco impegnato, ma stranamente impreciso coi piedi. Una sbavatura sul finale del primo tempo, ma Romulo lo grazia.

Biraschi 6: Purtroppo quando ha la palla tra i piedi spesso indulge in cross da centrocampo di stampo rugbistico. In fase difensiva bene con qualche ruggine.

Rossettini 6: Non è Spolli, ma si fa apprezzare per un paio di salvataggi preziosi. Chiedo scusa di aver detto preziosi.

Zukanovic 6: Partita sicura e tranquilla, come sempre quando non deve strafare. Un assurdo colpo di coscia in area bilanciato da un bellissimo assist che mette davanti alla porta Bertolacci, che però si addormenta,

Lazovic 6,5: È tra i pochi che prova a saltare l’uomo in velocità, ma per ogni sprazzo di luce ci regala ancra troppe ombre. Suo l’assist per il gol di Bessa. Continua a studiare da grande giocatore e noi continuiamo ad aspettarlo.

Hiljemark 6,5: Con maggiore o minore fortuna, fa comunque sempre il lavoro della mezzala e risulta utile. Tanta corsa e tanta sostanza.

Cofie 6: Primo tempo mostruoso. Il ruolo di centromediano metodista gli calza a pennello. Ricupera un sacco di palloni ed è anche preciso negli appoggi. Poi si perde inspiegabilmente nel secondo tempo

Bertolacci 5,5: Ritorna nel suo ruolo classico di mezzala, ma non brilla. Sembra lento più nel pensiero che nell’esecuzione. Si addormenta solo soletto in area su assist pregevole di Zukanovic.

Laxalt 6,5: Ritrova corsa e agilità. Regge fino all’ultimo. Atleticamente mostruoso, soliti chiaroscuri con la palla tra i piedi. Sfiora il gol nel finale. Suo il passaggio per il gol di Medeiros che impropriamente gli attribuiscono come assist.

Medeiros 7: Semina il panico tra le linee scomposte del Verona. Prova il sinistro parato dal portiere, poi piazza un gol bellissimo, di pura classe. Cala nel secondo tempo, ma fornisce un ottimo assist a Lapadula, che spreca. Deve perdere qualche palla in meno ed evitare alcune finezze inutili.

Lapadula 5: Va bene la volontà, va bene la tolleranza, ma quando un centravanti, nel secondo tempo, ha 4 occasioni 4 nell’area piccola e non la butta dentro non è da serie A. Sempre troppo frenetico e approssimativo.

Bessa 7: Entra col dente avvelenato e porta una camionata di qualità. Molto agile, approfitta della freschezza per affondare tra le linee della difesa veronese. Preciso e non frenetico in occasione del gol.

Pandev 8: Il suo pallonetto vale la partita. Peccato che il calcio di Ballardini sia noioso.

Rossi SV: Speriamo che abbia modo di giocare di più e ritrovare la condizione.

Ballardini 8 : settimana difficile per lui dopo le esternazioni di Preziosi e l’implicito comandamento di fare calcio spettacolo trovando il modo di esaltare Lapadula. Una sorta di esame di terza media col professore che aspetta solo di sentirti balbettare. E questo proprio quando i veronesi, arenati nei bassifondi della classifica, meditavano il colpaccio. Se l’è cavata a modo suo. Partenza brillante, calo, iniezioni di qualità.