31:Sampdoria-Genoa

Primo non prenderle

Autore: 
mashiro

Perin 6,5:poco impegnato comunque sempre molto sicuro negli interventi e nel far salire il reparto.

Biraschi 6,5: partita gagliarda del difensore romano sempre puntuale negli interventi, non si fa mai sorprendere e non patisce nemmeno i continui cambi di posizione tra Zapata e Quagliarella.

Spolli 6,5: il reparto tiene ed è merito dell'argentino che come al solito guida il reparto trovandosi più a suo agio nelle sportellate che non a far girare il pallone. Ballardini però non gli chiedeva il fioretto ma le cannonate.

Zukanovic 6,5: dopo la non brillante prova di martedì, parte un pelo in difficoltà poi si riprende e sale

Pereira 5,5: prova opaca, sofrre dietro gli avanti del Doria e non brillante davanti ma ha la giustificazione che nel secondo tempo Ballardini rinuncia a giocare.

Hiljiemark 6: lo svedesone macina chilometri e dispensa qualche buona giocata, il migliore di tutto il reparto e l'unico a non soffrire troppo la mediana blucerchiata.

Bertolacci 5: primo tempo decoroso, sparisce nella ripresa anche avanzato di ruolo combina poco o niente contibuendo all'arrocco ballardiniano.

Rigoni 5: ammonizione stupida nel primo tempo e in generale partita incolore per quanto generosa, un pelo meno peggio nel finale quando va a marcare Torreira contribuendo con qualche spizzata a far guadagnare metri ai rossoblù

Laxalt 5,5: molti chilometri per l'uruguagio ma partita poco brillante soffre dietro e anche quando deve attaccare non è brillantissimo creando pochi pericoli alla difesa blucerchiata che proprio sui terzini sembra avere il suo punto debole.

Pandev 5: ammonizione stupida e partita passata più a litigare con l'arbitro che non a illuminare il gioco rossoblù, arbitro che per altro non fa niente per farsi amare dall'attaccante rossoblù.

Lapadula 5,5: mezzo punto solo perché gioca solo per 25 minuti, dopo il goal di martedì speravamo in una partita migliore del nostro numero 10 che invece fa un passo indetro e dopo una partenza incoraggiante sparisce tra le maglie della difesa blucerchiata.

Cofie 5: entra e dovrebbe dare equilibrio al centrocampo rossoblù, molto in difficoltà con la palla nel traffico, stasera soffre anche nell'interdizione che dovrebbe essere il suo punto forte.

Galabinov sv: pochi minuti per il centravantone rossoblù, peccato per il fuorigioco che avrebbe beffato i blucerchiati.

Ballardini 5,5: dovrei dargli l'insufficienza piena perché rinuncia a giocare tutta la ripresa ma dopo 29 punti in un girone e dopo aver interrotto una striscia negativa di 3 derby consecutivi, il punticino lo porto a casa e mi faccio andare bene la gestione dei cambi discutibile e discussa da tutta la gradinata..che se per sbaglio Galabinov non fosse stato oltre...

UN DERBY NON PERSO, UN DERBY UN PO' COSI'

Autore: 
tidon grifo

Ci si aspettava un derby con un po’ di effervescenza, le premesse degli ultimi tempi recitavano di un Genoa ballardinizzato che aveva conquistato diritti per poter combattere ad armi pari, e di una Samp che aveva  mostrato di essere in crisi raggranellando sconfitte col pallottoliere.
Ma nelle ultime uscite il Genoa aveva mostrato la corda mentre la Samp aveva espugnato Bergamo.
Purtroppo la realtà, la verità dell’era preziosiana recita che la squadra gregaria di Genova con al comando un Viperetta qualsiasi ha tredici punti in più e qualche vaga speranza europea e rischia di vincere il quarto derby consecutivo e sarebbe un pessimo record negativo: il progetto di Preziosi “ho un progetto non mollo” era questo, salvarsi a stento e lasciare che l’altra squadra con un Viperetta qualsiasi, un buffo e strambo personaggio, conquistasse l’egemonia.

Si comincia con una bella coreografia della nord e uno scipito sbandieramento loro.
Balla è costretto a rischierare Lapadula affiancato da Pandev e rispolvera Rigoni.
La partita è semplicemente il ritratto della tensione, del nostro tentativo di impedire il record negativo.
Aspettiamo la Samp che macina gioco in modo lento, tentando di ripartire.
Sto cercando di ricordare quali contropiedi pericolosi abbiamo effettuato nel primo tempo e faccio fatica a ricordare la azioni chiave.
Quello che mi è sembrato è che dopo un certo timore nei primi trenta minuti, nella seconda parte qualche azione in più l’abbiamo cercata.
Ricordo un tiro di Lapadula che era stato smarcato bene che incoccia un difensore.
Anche la Sampdoria nonostante macini gioco non si rende pericolosa.
E’un derby mal giocato e teso e totalmente privo di spunti.
Pandev sembra fuori forma, Lapadula viene servito con lanci lunghi ma sarebbe difficile per chiunque creare pericoli.
La difesa se la sbroglia bene, Laxalt e Pereira non affondano sulle fasce, ma stanno coperti.
Nel secondo tempo ci si aspetta qualche guizzo che ravvivi la gara, ma si riprende con lo stesso copione.
All’inizio con Pereira sulla destra qualche affondo in contropiede riusciamo a proporlo, poi la nostra luce si spegne ed è un monologo doriano che manda innumerevoli palle in area ma senza creare pericoli.
A un certo punto il Balla toglie Pandev e mette Cofie sempre per rinforzare le trincee.
E andiamo in apnea, con molta confusione, confusione e rinvii a vuoto che comunque spezzano le linee di gioco della Samp.
Sampdoria che fra l’altro è stata costretta a cambiare i due terzini dovendo rinunciare a cambi di forze fresche in attacco.
Alla fine entra Galabinov e ha un’ occasione ma gli viene fischiato un fuori gioco.
E‘difficile commentare una non–partita, un derby scialbo: lo stesso Balla aveva in mente di spezzare il loro tentativo di record di vittorie e così si è comportato.
Tecnicamente la differenza con loro c’è e si vede e poteva incidere, siamo riusciti a non dar loro i solchi per farlo.
Ma non abbiamo fatto quasi nulla per cercare di vincere.
Fino alla fine abbiamo sperato in un episodio fortunoso o in un improvviso contropiede con la Samp sbilanciata in avanti, ma la decisione del Balla a un certo punto di giocare con una punta sola mettendo Bertolacci a marcare il loro mediano infoltendo il centrocampo segnalava la nostra volontà assoluta non di vincere ma di non perdere.
E non si è perso.
Chi ci fa perdere la pazienza con questi campionati di pericolo e di umiliazioni e poi di richiami al Balla perché risolva è Preziosi.
Preziosi che probabilmente irriconoscente come al solito non confermerà il Balla
Dopo qualche fuoco d’artificio iniziale Preziosi ha stabilizzato la sconfitta nell’egemonia cittadina come una cosa normale.
Siamo entrati nella definitiva era della sciagura e dei campionati insensati.
E tutto questo è merito di Enrico Preziosi