29:Napoli-Genoa

UN SOLO LAPILLO VESUVIANO E IL NAPOLI VA

Autore: 
tidon grifo

La vena propulsiva del Balla, che ci aveva portato al terzo posto della classifica in era Balla, nelle ultime due giornate sembra un po’ incrinata, vuoi per un calo fisiologico, vuoi per episodi di deconcentrazione difensiva, e vuoi perché stava facendo miracoli con due prugne secche e qualche peperone appassito, frutto dei grandi preziosismi del mercato ortofrutticolo.
Oggi si arriva a Napoli dai nostri fratelli di tifo e ci domandiamo quale sarà il nostro ruolo, se quello di mettere definitivamente i bastoni fra le ruote alle aspirazioni scudetto di un Napoli in declino o quello di recitare la parte amichevole del semaforo verde per lasciar loro sognare l’improbabile.

Schieriamo Lazovic mezzala ma fondamentalmente farà ugualmente l’ala.
Il problema di trovare i due centrocampisti d’appoggio a Bertolacci genera sempre una certa incertezza e oggi il Balla vede inserito nello schema il serbo.
Giochiamo nella oramai abituale maglia blu e oro con i calzoncini scarlatti, creando quella sfumatura del blu in ambedue le squadre, blu scuro e azzurro, quasi a sottolineare una continuità di intenti.
Si parte e si gioca a un batti e ribatti che vede il Napoli non particolarmente brillante, nel corso del primo tempo riusciamo a creare alcuni pericoli, una discesa di Lazovic che tira a lato, un appoggio dello svedese a Pandev che calcia su un difensore e un colpo di testa di Spolli fuori di poco.
Il Napoli crea qualche pericolo con Mertens e prende un palo, poi sbaglia un’ occasione apparentemente facile dalla zona del dischetto di rigore.
Solo verso la fine i partenopei prendono il sopravvento nel gioco mettendoci una maggiore carica agonistica.
Scambi stretti, inserimenti veloci, nessuna lentezza ne abulia meridionalistica ma una serie di triangolazioni per inserimenti a scheggia oliati come babà immersi nel rum.
Noi comunque nel primo tempo abbiamo giocato al massimo delle nostre possibilità, con un Pandev però stranamente poco incisivo e il solito Galabinov che arpiona la palla ma poi difficilmente l’arpione diventa arma letale.
Un po’ confusionario lo svedese, buone le sgroppate di Lazovic, un po’ in difficoltà Biraschi su Mertens.
Nel secondo tempo si riparte con lo stesso copione di fine primo tempo con il Napoli che cerca caparbiamente quella rete della speranza-scudetto.
Noi solo con difficoltà riusciamo a ripartire ma qualche volta lo facciamo.
Una volta con Lazovic che sbaglia l’ultimo passaggio e poi dopo un traversone di Laxalt Rosi trova Pandev in area che calcia a lato.
Entra il redivivo Taarabt e su un contropiede a tre spreca una buona occasione.
Per il resto è un monologo del Napoli ma che non impegna Perin in modo eclatante.
Colgono qualche palo però mostrando le avvisaglie di una caparbietà nel voler almeno centrare la porta.
E il loro gol arriva al settantesimo circa in seguito a calcio d’angolo e a una inzuccata di un loro difensore.
Da qui alla fine cerchiamo di aumentare la carica agonistica ma lo facciamo confusamente, entra anche Pepito Rossi ma non ha palle giocabili.
Taarabt non sembra in forma smagliante.
E compare anche Rigoni che sembra fare solo il torello nella rete di passaggi degli azzurri.
Cala il sipario e il Napoli torna a sperare l’improbabile.
Oggi non abbiamo giocato male ma raggranelliamo la terza sconfitta consecutiva.
C’è qualche ombra sul nostro immediato futuro dato che l’assembramento nel fondo classifica sta inesorabilmente risalendo, e il nostro margine di vantaggio è ora di sei punti.
Il calendario sembrerebbe agevolarci ma già dalla prossima dati i nostri limiti palesi nell’imporre il nostro gioco o una nostra superiorità presunta, Ballardini dovrà studiarsi bene ogni avversario per capire quale grimaldello usare.
Siamo una squadra che segna col contagocce e ogni schema deve essere studiato per non rischiare attacchi velleitari e correre rischi in contropiede.
Ci sono Spal e Cagliari in casa nell’uovo di pasqua e sono festività da non fallire, non possiamo permetterci sorprese sgradite
Speriamo bene, la salvezza non è un miraggio ma va ancora conquistata.
E che Preziosi ci faccia la sopresa di andarsene se non a pasqua almeno a ferragosto

Armi impari

Autore: 
GiRRed

Perin 6.5: prende il prendibile, salvato due volte dal palo, nulla può contro il colpo di testa da calcio d'angolo di Albiol. Molto bene nelle uscite e nei disimpegni, in quello che potrebbe essere il suo prossimo stadio di casa

Zukanovic 6: clienti difficilissimi stasera per la difesa del Genoa che non va mai in affanno e patisce solo qualche rara giocata individuale e da calcio da fermo.

Spolli 6: un paio di sbavature evitabili come quella che stava per costarci il 2-0 su palla persa malamente in imposazione e contropiede non finalizzato da Insigne

Biraschi 6: luci ed ombre per il difensore romano che viene fuori alla distanza sopratutto quando viene messo sull'esterno. Da una sua sbavatura nasce il calcio d'angolo del goal. Nel finale salvataggio fenomenale.

Rosi 5,5: molta imprecisione, sommata alla solita generosissima corsa, ma davvero troppo balbettante in fase difensiva ed inconcludente in fase offensiva

Hiljemark 6: corre tanto lo svedesone, grande gamba e tanti inserimenti, a volte non debitamente premiati dai compagni, ottimo in contenimento

Lazovic 5,5: che sia un ragazzo sfortunato lo si capisce quando il suo dirimpettaio Hamsik esce per infortunio. La sua collocazione tattica di interno di centrocampo sarebbe servita, nelle intenzioni di Ballardini, a stancare lo slovacco e farlo correre all'indietro. Invece entra subito Zielisky, che viene molto ben contenuto, ma che certo non teme confronti sulla corsa.

Bertolacci 5,5: molto bene in fase di interdizione, contro avversari molto forti come Giorginho e Allan, manca un po' nella fase di cucitura di gioco e nelle ripartenze, dopo un avvio incoraggiante, si spegne alla distanza.

Laxalt 6: contiene benissimo Callejon, il che è già un pregio, ma va spesso ad imbucarsi in dei vicoli ciechi quando avrebbe la possibilità di spingere verso il fondo del campo

Pandev 6,5: buonissima partita, anche lui esce per effetto del cambio tattico deciso da Ballardini, fino a che sta in campo molto bene. Nel Genoa attuale, imprescindibile.

Galabinov 6: fa la guerra con due giganti e cerca di tenere su la squadra, non sarebbe la partita adatta per giudicarlo come centravanti, ma sembra sempre che manchi un po' come presenza in area, quando invece va sempre a giocare bene la palla dentro al campo

Taarabt 5,5: il suo ingresso non porta grandi benefici, abbozza un paio di giocate potenzialmente pericolose ma sempre senza dare continuità. Potrebbe chiudere un contropiede con un buon tiro in porta ma strozza un sinistro senza velleità

Rigoni 6: fa il compitino, senza infamia e senza lode, in un partita che di li a poco avrebbe inesorabilmente cambiato l'inerzia nel verso partenopeo.

Rossi n.g.: tocca pochi palloni in una ripresa in cui il Genoa, davanti, ha fatto davvero molto poco. Speriamo che sia un piccolo passo per il suo reinserimento in squadra, che di giocate offensive ne abbiamo bisogno come il pane.

Ballardini 7: mette dentro tutto quello che ha, cerca di far rendere al meglio gli ingredienti che ha in cucina, ma quando devi competere con caviale e champagne, per bravo che tu sia a cucinare, a fave e salame è dura tenere testa. Ora tutti con la testa alla SPAL, la partita da non sbagliare, visto che è l'unica squadra di quelle che ci inseguono ad avere vantaggio nello scontro diretto. A tutti i costi bisogna vincere, per finire il campionato tranquilli e, sperabilmente, mettere semenza per il prossimo anno.