28:Genoa-Milan

RImandati al diavolo

Autore: 
edoardo

PERIN 7,5: nel primo tempo salva il risultato, nel secondo non sbaglia nulla e dà sicurezza a tutto il reparto.

 

BIRASCHI 5,5: comincia sbagliando facili appoggi e dando l’impressione di essere spaesato. Migliora nel secondo tempo.

 

SPOLLI 7,5: ti fa stare bene di salute, dalle sue parti non si passa.

 

ZUKANOVIC 5: difende bene ma si mangia un gol che grida vendetta al cielo. Nel momento decisivo pensa di accorciare su Suso, poi si impantana nella terra di nessuno e lascia Spolli solo contro 3 milanisti.

 

LAZOVIC 6,5: come sempre gli manca la perla capace di valorizzare il grande lavoro offensivo e difensivo, ma tiene in angoscia la difesa avversaria.

 

RIGONI 5,5: nel primo tempo per 3 volte 3 gioca di tacco: non è roba sua. Piuttosto anonimo, segna di testa un gol annullato per fuorigioco.

 

BERTOLACCI 6: solido e ordinato, ha imparato il mestiere e rispetto a Veloso fornisce consistenza anche se non risulta mai decisivo.

 

HILJEMARK 5,5: comincia alla grande e fa tremare il Milan sulla fascia sinistra, ma crolla nel finale quando si trova a dover fronteggiare Suso.

 

LAXALT 7: una delle sue partite più belle e più concrete da quando è al Genoa. Cala nel quarto d’ora finale, quando gli schemi saltano e la squadra si disorienta, ma la colpa è di Ballardini.

 

PANDEV 6,5: continua il suo buon momento. Mobile e sgusciante, anche se spesso sbaglia a tener troppo palla.

 

GALABINOV 6: come al solito, gran lavoro oscuro. La sua uscita regala al Milan il controllo della metà campo e la nostra difesa non respira più.

 

OMEONGA 5: entra e sbaglia 3 appoggi facili, in compenso non fa niente di buono.

 

BESSA 5: inconsistente e svagato, non fa filtro, in compenso prova un colpo di tacco e vanifica un interessante possesso palla a ridosso dell’area milanista.

 

LAPADULA 4,5: né difesa della palla né pressione sui portatori avversari, in compenso sbaglia di testa la palla della vittoria su cross di Lazovic.

 

BALLARDINI 5: va a pochi centimetri dall’impresa, poi non capisce più niente nel quarto d’ora finale, quando il Milan gioca con due punte. Bessa per Pandev è un regalo all’anticalcio e Lapadula la ciliegina sulla torta di un disastro. Con Bessa e Lapadula in campo il Milan può impostare senza contrasto. Quando Gattuso accentra Suso lascia solo Hiljermark (stremato) a contrastarlo. Succede. Anche zio Balla è umano.

Beffa Nera e Rossa

Autore: 
Ianna

La hanno "tirata" talmente tante volte,lo hanno ripetuto quasi fino all'inverosimile della vergogna umana,che alla fine ,all'ultimo respiro,all'ultimo cross,quella palla la hanno spinta dentro loro.
I titoli di coda erano gia pronti,un altro commento era gia in mente e in stampa,anche l'aggiornamento dei Testa a Testa,che ci vedeva ancora imbattuti contro il Mitico Diavolo,ma all'ennesimo Devil's Touch,non c'è stato più nulla da fare.
Chi vi chiederete?
 
Non certo quella specie di pseudo calciatori che indossavano oggi la maglia del glorioso Milan di Van Basten o di Arrigo Sacchi,nemmeno quegli indimenticabili che persero una finale di Champions da 3-0 contro il Liverpool ad Istanbul,ma undici scappati di casa,tranne forse Romagnoli,che finalmente dopo tre sconfitte di fila e una anche a Milano,sono riusciti a sbancare Marassi al 93 e 45,ad appena 15 secondi dalla fine del recupero e della partita.

Avessimo preso un pugno nello stomaco ci avrebbe fatto meno male e dolore.
 
Una vigilia in cui a Milanello si pensava solo al ritorno agli Emirates,dopo aver perso contro la squadra inglese meno in forma dopo il Wba,in cui il Genoa era solo una formalità da sbrigare,prima della rimonta giovedi a Londra modello Juve.
 
Con a capo l'esagitato Gattuso,uno che sta in panchina come Kasparov in un cantiere,il Milan del Fu Berlusconi e della nuova era Capitalista Comunista fatta in chissà quale miriadi di scatole nascoste in miniere di carbone probabilmente dorato ,con  un gol dell'erede di Ronaldo(sic!) batte il Grifone che alla fine poi un punto non lo avrebbe nemmeno demeritato.
L'esultanza e la corsa dei milanisti ha portato alla mente l'esultanza di Manchester e forse anche a quella di Atene.Mancava Sheva, Pippo Inzaghi, l'editto di Belusconi contro i rumeni comunisti e l'opera era completa.
 
Se questo era il Milan figurarsi il Genoa cosa è stato e cosa è.
Una squadra di una pochezza tecnica imbarazzante,con un centravanti che con tutto l'affetto che si può avere,non può giocare il Serie A,nemmeno in questa  e che il suo sostituto,tra l'altro ex del Milan (belin come siamo messi), è riuscito in un quarto d'ora a mostrare tutto il suo campionario di inutilità,tanto da divorarsi il gol del vantaggio e merito non da poco, far rimpiangere il bulgaro,titolare ad Avellino,Livorno e addirittura a Novara.
Da Milito a Lapadula,da Shuhravy a Galabinov.
Se fossimo il Pd saremmo gia sotto la soglia del 3%.
 
Come se non bastasse dopo il gol di Rigoni su angolo annullato da Sua Maestà Var dopo 5 minuti di attesa per una spalla aldilà della linea,il Genoa nel suo miglior momento si è divorato il più facile dei gols con Zukanovic che di testa da quattro metri su angolo ha colpito incredibilmente fuori.
 
Chissà Capitan Bonucci,un attore pardon una comparsa da Uomini e Donne,cosa avrebbe fatto:
Una mano alto alla Franco Baresi o un piagnisteo modello Chiellini- Barzagli di indimenticabili anni bianconeri?
I cambi degli allenatori hanno cercato di sovvertire l'ordine precostituito e confezionato del pari a reti inviolate.
Mentre Ringhio metteva punte e liberava Suso,Zio Balla le punte le toglieva e i nuovi innesti invece di far respirare la squadra ,la facevano indietreggiare paurosamente,non avendo piu sbocchi sulla tre quarti e con Lazovic e Laxalt ovviamente stanchi alla fine.
Quando quasi alla fine Mister 11 milioni di testa sparava in Gradinata Nord su un cross perfetto di Lazovic e Suso continuava a fare il solito dribbling con rientro a sinistra, si è capito che si stava per capitolare.
E cosi è stato per la gioia effimera di Mirabelli,uno che a sentirlo parlare sembra il cugino di Razzi.
 
L'amplob finale di Ringhio ,la corsa del gobbo Bonucci e Giggio procuratore del fratello a un milione netto all'anno,su un cross di un giocatore scartato e ripudiato ma rivitalizzato al Genoa, è la beffa finale e la giusta fine di chi ha sbagliato troppo e ha fatalmente pagato caro e salato.
Ora ci tocca il Napoli e anche se non ci sarà bisogno c'è da scansarsi,perchè vedere esultare pure la Juve sarebbe consegnare l'Oscar dei Tafazzi a tutti noi.
Che le lacrime  siano state solo per Astori,quelle di rabbia oggi non è proprio il caso di versarle.
Forza Genoa sempre.
E Napoli.
Ianna