24:Chievo-Genoa

ALTRO CHE PAR D'ORO

Autore: 
edoardo

Ero molto curioso di vedere il Genoa all’opera nella Verona più dolce e più dolciaria.

La prima trasferta “diversa” dell’Era Ballardini.

Perché? Perché se non sei una presunta “grande”, col pubblico becero che ti sospinge, o se non hai un allenatore scemo, dopo aver visto le ultime trasferte del Genoa lo affronti provando a fargli fare la partita ed evitando di scoprirti.

Il Chievo non è una grande e non ha un allenatore scemo, anzi.

È il tipo di squadra che sa ragionare senza voli pindarici in funzione della salvezza, capace di rischiare quando serve, ma geneticamente prudente, disposta, all’occorrenza, a spartirsi i punti per tacito accordo. Quindi non c’era da sperare che ci aggredisse regalandoci praterie deserte e che si facesse infilare stupidamente, come i loro colleghi gialloblu della Verona Nera. E allora diventava interessante capire come Ballardini avesse preparato la partita e come la interpretassero i giocatori genoani, a cui l’impresa di Roma potrebbe aver dato alla testa.

Il rischio di una partita bloccata sullo 0-0 iniziale ed eventualmente decisa da un episodio casuale era grande.

 

Squalificato Rossettini, rientra Spolli. A centrocampo Ballardini opta per la riconferma dei giocatori inizialmente in campo contro la Lazio e in avanti pure.

Gli uomini sono questi, l’atteggiamento iniziale quello di sempre, anche se nel primo quarto d’ora il Genoa esercita una certa pressione chiudendo il Chievo ai limiti della propria area, ma senza esiti di una certa pericolosità. Poi i clivensi prendono in mano le chiavi della partita, senza tuttavia rendersi mai pericolosi. Spolli si becca un’ammonizione stupida e la partita scivola via senza emozioni, finché un bello scambio tra Galabinov e Pandev manda quest’ultimo in gol. La rete viene giustamente annullata per fuorigioco, ma la scintilla dell’azione rimane pregevole. A pochi secondi dalla fine del primo tempo Galabinov si fa male ed entra Lapadula.

Genoa ordinato in campo, ma non particolarmente determinato. La fascia sinistra funziona bene, soprattutto grazie alla dinamicità di Hiljemark e di Laxalt. Bertolacci sta trovando confidenza con il ruolo di regista, anche nelle coperture. Il più a disagio in questo schema sembra Rigoni e la catena di destra ne risente. Biraschi e Zukanovic hanno calzato due scarpe sinistre e due scarpe destre rispettivamente, con la conseguenza che nessun loro lancio e nessun appoggio finiscono dove dovrebbero finire, ma per fortuna in fase difensiva reggono bene.

Si aspetta di capire se nel finale di partita il Genoa tenterà di fare male, in linea con lo stile imposto da Ballardini. E la risposta arriva, puntuale.

Contenimento senza particolare affanno, nonostante Lapadula, del quale sono stufo di parlare. Nove palle consegnate agli avversari, tra fuorigioco e falli inutili. Evitiamo di farne una vittima di critiche feroci e diciamo che non è il tipo di centravanti adatto a questa squadra. Poi Ballardini, al posto di uno spento Pereira, inserisce Lazovic, che sembra rianimare anche un ectoplasmatico Rigoni. Poi Bessa per Hiljemark, a corto di fiato.

Negli ultimi minuti Pandev si infila stupendamente nella difesa gialloblu, potrebbe tirare di destro ma insiste nel virtuosismo, finché il suo tocco a colpo sicuro sbatte sulla faccia di Sorrentino.

Niente paura. Questo Genoa in trasferta non lo fermano né i portieri né la VAR. A pochi minuti dalla fine avviene ormai regolarmente una misteriosa metamorfosi: il ballerino Laxalt si trasforma in un cannoniere mannaro e a Verona come a Roma colpisce infallibilmente.

Vista la situazione generale, nella Verona dei dolciumi ci accontentavamo del punto del pareggio, di un Par d’Oro per dirla con Campedelli, e invece arrivano tre golosissimi punti, che prendiamo su e portiamo a casa.

Bene la difesa, benissimo Bertolacci, ottimi Laxalt e Pandev e anche Hiljemark finché ha avuto fiato.

Un’ultima nota sul Ballardini difensivista. Qualunque allenatore, visti i risultati che arrivavano dagli altri campi, nel finale avrebbe detto ai suoi di accontentarsi del pareggio. Anzi, lo avrebbe detto a voce alta, ammiccando all’allenatore avversario. Lui no. E ancora una volta ha avuto ragione.

 

All'ultimo Laxalt

Autore: 
mashiro

Perin 6: mai impegnato seriamente, normale amminstrazione per il capitano rossoblù che per una domenica si riposa mantenendo la porta inviolata.

Biraschi 6,5: tignoso come al solito, fa la sua partita tenendo a bada clienti pericolosi come Inglese e Pellissier, si vede meno del solito in avanti ma da sicurezza al reparto e supporto a Pereira oggi in ombra.

Spolli 6: si permette il lusso di una scorribanda offensiva, buona partita condita dalla solita cattiveria peccato per il giallo e un rinvio di testa maldestro che tiene in area un pallone pericoloso.

Zukanovic 6,5: si vede spesso in avanti chiamato da Hijliemark e Laxalt che tengono impegnata la difesa gialloblù, Ballardini lo sgrida e nella ripresa si vede meno. Comunque prova positiva.

Pereira 5,5: dopo la buona prova di Roma paga un pò l'assenza dai campi e sembra imballato, il giocatore sembra esserci ma fa un paio di ingenuità che potrebbero costare caro, si vede poco e poco servito dai compagni.

 

Rigoni 6: meglio quando arriva Lazovic dalle sue parti, poco chiamato in causa dai compagni è sempre abbastanza ben posizionato. Meglio rispetto alle ultime uscite.

Bertolacci 6,5: ottima prova del romano che sembra più a suo agio davanti alla difesa rispetto al ruolo di cursore, ottime le chiusure e con il solito mestiere disinnesca molte azioni pericolose del chievo.

Hijliemark 6,5: primo tempo giganteggiante dello svedesone che si fa ammirare per qualità e quantità di giocate, cala alla distanza sparendo un pò nel secondo tempo.

Laxalt 7: l'uruguagio è ritrovato, partita splendida attacca senza paura tutta la partita e viene giustamente premiato nel finale con un goal meritatissimo.

Pandev 6,5: gran partita del macedone, ripulisce mille palloni, innesca tutte le manovre offensive dei rossoblù, peccato che Sorrentino gli neghi la gioia del goal.

Galabinov 6: meno brillante di altre occasioni, comunque nelle sportellate si fa spesso valere con mestiere e fisico.Esce per infortunio muscolare.

Lapadula 5,5: partitaccia, i compagni lo cercano poco e male, lui comunque lotta su tutti i palloni e questo gli rende onore, mezzo punto in più per l'assist a Laxalt.

Lazovic 6: appare in forte ripresa dopo un periodo in naftalina, un paio di cross sono eccellenti e un paio di recuperi da difensore vero. Magari nel finale avrà più spazio.

Bessa 6: entra bene nel match, la qualità non gli manca, forse è un filo leggero in interdizione avremo modo di giudicarlo con più minuti in campo.

Ballardini +10: partita gagliarda e di sofferenza come al solito non particolarmente brillante ma va bene così, al 90esimo gliela sblocca Laxalt e lui si gode un Genoa lontano dalla terzultima, monumentale per aver recuperato questa squadra.