15:Verona-Genoa

IL BALLA MATADOR ALL' ARENA DI VERONA

Autore: 
tidon grifo

Ballardini ha dato del gerovital al genoa come se gli allenatori più scafati detenessero il segreto di lunga vita, anche se a noi serviva solo un piccolo elisir volenteroso che ci tenesse in piedi e ci garantisse la sopravvivenza.
Ha fatto due partite in cui tutto è sembrato girare bene e in due partite ha trovato uno schema da equilibrista nonostante lui non sia un allenatore da difesa a tre.

Ma si è trovato a gestire un sacco di giocatori senza capo né coda, senza sapere cosa farne e nell’immediato serviva equilibrio seppur instabile, in coppa italia ha messo in campo tutte le riserve solo per vedere chi fossero.
E lo stesso schema con undici protagonisti diversi ha funzionato anzi Omeonga in verità dava anche più velocita alla manovra di un Veloso.
Migliore ha dato anche molta più efficacia alle sgroppate di fascia di un Laxalt.

Ma stasera a Verona giustamente ci affidiamo all’undici titolare, quello che ha fermato la Roma e ha vinto a Crotone.
Resta ancora un grosso punto interrogativo su quale sia la verità su questo Genoa in questo campionato.
Ci ripresentiamo con il centravanti assente, con Pandev e Laxalt avanti.
È una prova importante per misurarci con un’ altra moritura che naviga in bassa classifica.
Nel primo tempo tentiamo un giro palla abbastanza lento, è solo Taarabt a smarcarsi sulla fascia vicino all’area e a tentare qualche cross.
Si direbbe che siamo un po’ più supponenti del solito, lasciando che le punte veronesi recuperino spesso palla sulla trequarti tentando di affondare ma senza rendersi pericolosi.
Le incursioni in area le tenta soprattutto Bertolacci mentre Pandev è abbastanza inconsistente.
È una partita nervosa e sostanzialmente brutta, non andava trasmessa in eurovisione specie dopo il flop mondiale del calcio italiano.
Accade pero un flash appena prima del fischio finale, un lampo inaspettato, un tuono che scuote una serata totalmente silenziosa.
Mancano pochi secondi alla fine del primo tempo , una palla giostra sulla linea laterale e improvvisamente compare Pandev, che solitamente fa giravolte lente su se stesso, solo che in un attimo di ispirazione lancia Taarabt che è in fuorigioco leggero, la var si guasta, Taarabt raggiunge il fondo e crossa, Bertolacci svirgola indietro e arriva di nuovo Pandev che segna.
Come in un film muto l’improvvisa irruzione del sonoro, come in una recita teatrale insulsa l’improvviso crollo del palco.
E’ l’episodio chiave della partita.
In un contesto in cui il Genoa per la verità dava l’impressione di giostrare male a centrocampo , senza una ripartenza veloce sulle palle recuperate e senza avere soluzioni efficaci in attacco.
Con un Veloso quasi invisibile, un Bertolacci perlomeno volitivo nei falli sulle loro ripartenze e con qualche progressione in attacco.
Taarabt fa come sempre l’elastico , l’unificatore del gioco ma spesso anche lui non trova le sponde giuste per i passaggi.
Nel secondo tempo il Verona attacca a test bassa ma la difesa regge bene, i cross scaligeri non vanno oltre qualche rimpallo, qualche flipper che mette un po’ di ansia per la pallina che potrebbe finire in buca ma non succede.
In compenso molti contropiedi possibili non riusciamo a finalizzarli.
A volte anche in superiorità numerica.
Esce RigonI oggi quasi assente per Omeonga che mette un po’ di dinamicità, dopo che è entrato anche Lapadula per Pandev, un cambio usuale negli ultimi tempi.
Infine entra Biraschi al posto di Laxalt che esce zoppicante.
Era una partita brutta che doveva probabilmente finire in pareggio.
Abbiamo vinto ed esultiamo, abbiamo vinto davanti alla curva più razzista d’Italia, che aveva esposto anche una forca.
Abbiamo vinto anche grazie ad un piccolo fuorigioco non segnalato dalla var, una gamba di Taarabt leggermente oltre al difensore, che a velocità normale, sarebbe risultata perfettamente in linea
Gioiamo perché Balla ha infilato in breve tempo tre vittorie e un pareggio con la Roma.
A ripensarci è quasi incredibile.
Spolli Izzo e Zukanovic sono i nuovi alfieri della difesa rocciosa targata Balla.
Per il resto vedremo, quell’amalgama che da fluidità al gioco è ancora da venire.
D' altronde non è una cosa che può venire deposta magicamente al centro del campo e che automaticamente può irraggiare i nostri giocatori come per magia.
Specie dopo che per mesi siamo stati fra i peggiori del campionato
Forza Genoa, oggi saremmo salvi.