02:Genoa-Juventus

Provaci ancora, Sam

Autore: 
edoardo

Arriva al Ferraris la Juve dei sei titoli italiani vinti negli ultimi sei anni e delle glorie sfiorate in Europa, anche e soprattutto per l’apporto di Grifoni quali Sturaro, Rubinho e Rincon, decisivi per il salto di qualità dei bianconeri.
I quali tuttavia hanno recentemente sofferto il campo di Marassi e scendono oggi a Genova con evidenti preoccupazioni.
Il nocchiero genoano, Ivan Bogart, passa la notte della vigilia sorseggiando whisky e fumando Lucky Strikes, mentre prepara insidiose trappole tattiche.
Prima di coricarsi, senza staccare la sigaretta dalle labbra, pronuncia la sua frase più famosa: “Suonali ancora, Sam”. E finalmente si scende in campo.
La paura degli juventini è talmente evidente che, con grande delusione del pubblico, dagli spogliatoi esce la squadra del Chievo.
Banti non ha ancora finito di fischiare il calcio d’inizio e il Genoa è già in vantaggio.
Magia di Pandev e carambola che fa autogol. Il macedone, in evidente trance agonistica, prova a ripetersi due minuti dopo con un preciso colpo di testa.
Purtroppo è indirizzato nella nostra porta, ma Perin compie un miracolo.
Al 5° minuto Rugani scalcia Galabinov in area. L’arbitro fa lo gnorri, ma interviene la VAR e sancisce il rigore.
Sarà un caso, ma con la VAR la Juve incassa due rigori in due giornate, quando non gliene veniva fischiato uno contro da una quarantina di partite.

Va sul dischetto Galabinov e segna. Cacchio, la VAR che fa giustizia e Galabinov che segna. Credo che Grifondoro abbia avuto un attacco di diarrea.Tracciamo una bella linea di demarcazione qui, perché da questo momento succedono due cose: scende in campo la Juve al posto del Chievo e il Genoa di Bogart comincia a trasformarsi in quello di Juric.
Segna Dybala, Higuain si mangia un gol e il Genoa di Juric dimostra i suoi limiti in fase di conclusione in almeno tre ripartenze: un colpo di testa di Galabinov su cross di Lazovic che doveva assolutamente finire dentro, un cross di Pandev su cui Galabinov e Taarabt si intralciano davanti a Buffon, un coast to coast di Galabinov e Pandev espirato nel nulla.
Perin salva il pareggio con due straordinari interventi consecutivi su Dybala e Mandzukic. Ma il pareggio è scritto. Tocco sciagurato di Biraschi che aspira all’autorete, ma la palla incoccia su Lazovic, che ha fatto una diagonale esagerata, e finisce in angolo. Così vede l’arbitro, ma qui si evidenzia la debolezza della VAR. Qualcuno, nell’ombra, che ha arbitrato solo in serie C, pretende che si riguardi l’azione. Questo tipo di azioni non devono mai essere riguardate. Motivo? Non conta a priori che ci sia stato o non ci sia stato tocco di mano. Non importa. Su una palla schizzata via imprevedibilmente dalla deviazione di un compagno, che ti colpisce mentre sei in corsa, non esiste rigore per fallo di mano, mai. Ma la regola sul fallo di mano è l’ultima frontiera dell’insipienza arbitrale. Sono contento di averlo scritto mesi fa e direi la stessa cosa a squadre invertite. Se poi un signor nessuno decide che l’arbitro deve guadare la VAR, il rigore è inevitabile, perché il colpo di mano c’è, anche se non è falloso. Fine dei giochi. Dopo l’intervallo, purtroppo dagli spogliatoi non esce Bogart, ma Juric. Il suo Genoa fa girare palla senza aggredire gli juventini, senza accelerare il ritmo, senza mai concludere in porta. Conseguenza: non fa paura alla Juve. E una Juve senza paura in gestione della partita prima o poi ti frega. Succede al quarto d’ora del secondo tempo, quando Cuadrado detta il passaggio, controlla e conclude in gol. Il Genoa non cambia ritmo e non arriva mai in area in velocità. Gli unici pericoli li crea con numeri estemporanei d Laxalt e di Palladino, subentrato a un Taarabt già in crisi di fiato dalla mezzora del primo tempo. L’ultimo gol juventino, con il Genoa sbilanciato in avanti, fa parte dell’inevitabile corso del destino. Il proclama di Juric secondo cui quest’anno si deve giocare con maggiore consapevolezza e minore aggressività è una boiata pazzesca. Lui sostiene che è doveroso perché la squadra ha maggiore qualità, ma io questa qualità aspetto ancora di vederla. Il centrocampo filtra poco, anche se, come oggi, incontra una squadra schierata a due in mezzo. Veloso fa il suo, Bertolacci prova ad adeguarsi facendo la mezzala classica, ma con evidenti limiti. Fra l’altro, se non la pianta, io un simulatore e piangina, nel Genoa preferisco non vederlo, a costo di cuccarmi Cofie. Nessuno lo ricorda perché la Juve non ha segnato, ma al 3° del secondo tempo, dopo un controllo sbagliato che gli ha fatto perdere palla a metà campo, non ha trovato di meglio che buttarsi a terra e invocare la grazia dell’arbitro, anziché inseguire l’avversario. Ottimo Perin fino al 90°. Il gol di Dybala nel ricupero ci può stare, sfilato sotto le gambe di Gentiletti. Bello, finché ha avuto fiato, Pandev. Utile Galabinov per la fisicità. Ma fin qui niente di nuovo: si sa che con Gasperini tutti i centravanti giocano bene. La pena sono gli esterni di sinistra, per ora. Taarabt morto dopo un paio di sgroppate, Palladino inconsistente, Centurion entrato ma non visto. Juric continua a credere in un modulo a una sola punta. Cosa buona e giusta se la punta è una mitragliatrice e giochi coperto; molto velleitaria se poi fai possesso palla al rallentatore. Ma lasciamo lavorare il manovratore. Dopo 7 minuti mi ero illuso che avesse sortito effetto il “Suonali ancora, Sam” di Bogart. Alla fine della partita abbiamo dovuto accontentarci di un “Provaci ancora, Sam”. Se il prossimo anno saremo ancora in A o se la Juve retrocede con noi ci proveremo. Sicuro.

Davide contro Golia

Autore: 
layos

Perin 6: 4 goal ma su nessuno può sostanzialmente nulla. Fa due parate pazzesche, ma più di 6, con 4 goal al passivo, è dura dargli
Biraschi 5.5: gli avversari sono fenomenali ma resta il dubbio che con Izzo in campo la partita avrebbe potuto essere diversa
Gentiletti 5.5: il quarto goal, probabilmenmte ininfluente, sotto le gambe è una pecca di una partita comunque buona

Rossettini 6: sembra che giochi con noi da anni, davvero bene, autorevole. Ripeto, contro un attacco da pazzi.
Lazovic 6: fa benissimo la parte difensiva, ma cross buoni sono pochini
Laxalt 6: al solito luci ed ombre. Tantissima corsa, ma troppo morbido sul goal del 3-2
Veloso 6: si capisce perché l'anno scorso senza di lui non ci capivamo niente. Passano dai suoi piedi una quantita smodata di palloni e anche in interdizione è notevole.
Bertolacci 5.5: speriamo che questo esperimento del "doppio play" sbocci in qualcosa oppure si concluda. Secondo me non è nel posto giusto del campo.
Taarabt 5.5: sempre questi passaggi leziosi, queste giocate fini a se stesse. Mezzo punto in più perché con una giocata propizia il rigore del 2-0
Pandev 7: fino a che dura la benzina di una spanna il migliore dei nostri. Pregevole la giocata sul vantaggio. Verrà bene in corso di campionato da inserire nei finali
Galabinov 6: vale il commento di Juric per Reggio Emilia. Ottimo a fare a sportellate ma un centravanti deve stare dentro l'area e sfondare la porta.
Palladino 6: entra e ci mette quello che ha, fa anche abbastanza benino, suo l'unico tiro pericoloso sullo svantaggio.
Centurion 5: lo ritrovo dove l'avevo lasciato, quando prende palla sembra che stia per spaccare il mondo, poi invece spacca sempre roba sferica, ma non è il mondo.
Lapadula n.g. la gamba sembra buona e la voglia quella di sempre. Speriamo che valga l'attesa e la spesa.
Juric 6.5: giocare ad armi pari contro una squadra in cui ogni singolo giocatore vale più di tutta la tua rosa significa fare una signora partita. Con i musicisti che ha più di questo spartito non si può suonare.