37:Genoa-Torino

E Ora Vattene

Autore: 
Ianna

Come a Teatro quando alla fine cala il sipario,oggi al termine della ennesima recita,ci sarebbe voluto uno striscione enorme che avrebbe dovuto coprire tutta la Nord e magari tutto il Ferraris,con il dirigibile Good Year dall'alto ad inquadrarlo, con su scritto a caratteri cubitali e rossi:

E Ora Vattene!

Ed invece da domani o dalla settimana prossima ci sorbiremo per l'ennesima volta le solite litanie,i rituali sproloqui,le ricorrenti scuse e falsità di un uomo,di un presidente il cui solo merito di non aver fatto fallire il Genoa a Treviso,non può compensare i disastri,le pene e le vergogne a cui ha sottoposto una società e una Tifoseria in questi lunghi anni.

Oggi con l'accondiscendente Torino,venuto a Marassi a timbrare il cartellino della presenza come un dipendente statale il venerdi mattina,si è visto un Genoa dignitoso e nulla più.

La vera partita si giocava a Torino sponda Juve,che ha fatto il suo dovere per i suoi interessi e non certo per i nostri,quando i più smemorati non hanno ricordato come nel 94-95 si scansarono dal Padova in casa e Baggio,il divin codino parente stretto di Alex Uliveto,si rifiutò di battere una punizione decisiva.

Al secondo gol della Juve contro il Real Crotone di Sampirisi e Stojan,la partita del Genoa era praticamente finita.

Sarebbe servito un suicidio alla Jonestown,cosa che ci è riuscita benissimo con il Palermo ,alla Favorita e a Pescara,ma il vantaggio iniziale di Rigoni su cross di Veloso da punizione aveva già messo la partita in discesa.

E' bastato un Genoa attento il minimo,concentrato il giusto e un avversario moscio come il suo Presidente,per chiudere la unica pratica ancora aperta di questo campionato ai limiti dell'indecente e a pochi passi dal baratro.

Da salvare oggi solo l'impegno dei giocatori,che si sono "sacrificati"in settimana dopo l'indecoroso scempio di Palermo dove sono riusciti a perdere con l'ultima in classifica ,già retrocessa,senza mai tirare in porta se non al 90 °e facendosi praticamente gol da soli.

Inutile parlare di stress o di tensione in campo,quella era presente solo sugli spalti,mai cosi pieni visto anche l'ingresso a 5 euro come una amichevole di Luglio.

Il minimo sindacale di una compagine mediocre,senza attributi,senza qualità,senza leaders in campo che si è salvata solo per la incapacità e inconsistenza altri che a momenti non li fregava lo stesso se le due prime della classe non ci avessero fatto due regali.

Il Genoa 2016-17 con il dovuto rispetto in questi ultimi due mesi era sembrato come il Dj Fabo,bello,giovane e pieno di vita fino a pochi anni fa e poi inspiegabilmente a corto di ossigeno,senza luce e prospettive nell'ultimo periodo dove si attendeva solo la fine.

Ci siamo sentiti come tanti Marco Cappato,il cui unico dubbio era solo di scegliere dove e quando staccare la spina al malato terminale.

Cosa altro è una squadra,una società una presidenza e in parte una tifoseria divisa e asettica,al cospetto di un precipizio prossimo,di un burrone mai cosi vicino?

Nel momento del bisogno,al capezzale del moribondo,il Popolo che ha rispolverato il suo unico Profeta,si è stretto intorno al suo amore, ha guardato solo la maglia del paziente e non il camice del suo chirurgo e gli ha dato un ultimo sussulto di vita,una altra bombola di ossigeno fino alla prossima crisi chissà quanto irreversibile.

Una Gradinata Nord con dei tifosi cosi appassionati e amorevoli non meritano un quint'ultimo posto,non dovrebbero sperare mai nella Juve e null'altro che nubi minacciose all'orizzonte.

Non sapremo se finalmente il chirurgo che somiglia a Leonardo Cazzaniga, passerà la mano o ci riempirà di chiacchere e falsità per quanto tempo ancora.

Non sappiamo se la Banca rivorrà i suoi soldi ,se il giro di connivenenze e intrallazzi verrà fuori o sarà ancora a tenere il piede il cadavere che brancola.

E soprattutto per quanto tempo ancora ,non vedremo piu il nostro amato Grifone almeno degno della sua storia,del suo blasone,con una programmazione seria,un tecnico preparato in panchina e non solo motivatore, con giocatori che ci facciano due dribblings e sappiano calciare gli angoli e le punizioni.

In fondo non si chiede nulla di anormale o di un altro Pianeta.

 

"There are two types of fans in this world:

Those who are Genoa fans and those who wish they were"

Non disperdiamo questo patrimonio.

Ianna 

 

 

 

 

Hart Save the..Genoa

Autore: 
mashiro

Lamanna 5: nell'unico tiro pericoloso prende goal, nell'unica palla che carambola dalle sue parti uccide un compagno.Pericolo pubblico.

Biraschi 6,5: qualità pochissima, ma grinta e furore agonistico non mancano. Esce per infortunio e forse per la stanchezza, complessivamente buona partita e tanta garra.

Burdisso 6: poche parole, qualche rissa sedata, molti palloni spediti in tribuna. Giocatore d'esperienza speriamo che questa sia la sua ultima al Ferraris.

Gentiletti 6: altro giocatore d'esperienza, non fa grosse sbavature ma ogni tanto fa venire i brividi ai supporter rossoblù con qualche disimpegno un filo troppo naif.

Lazovic 6: alla fine un bell'assist e un paio di discese pericolose le mette anche nel tabellino ma nel corso della partita spesso sparisce o fa scelte che fanno dubitare delle sue qualità, decisivo l'assist per il secondo goal che chiude la partita e la pratica salvezza.

Cofie 6,5: partita ordinata e di sostanza, sicuramente è meno bello di Ntcham o pulito di Cataldi ma almeno oggi si dimostra tremendamente efficace, chiude bene gli spazi mantiene equilibrata la squadra e ripulisce un sacco di palloni.

Veloso 6,5: smista bene parecchi palloni e impreziosisce il match con la punizione velenosissima che rasserena lo stadio. Quando serve ci mette anche la gamba.

Laxalt 6: solita mole di chilometri, alcune scelte sbagliate in fase di disimpegno favoriscono i granata, sempre piuttosto in affanno quando Iturbe riesce a prendergli spazio.

Rigoni 6: guida i suoi alla carica con la solita generosità, si dimostra poco lucido sin da subito prendendo un meritato giallo in apertura di match. Gioca una buona gara ma il giallo gli vale mezzo punto in meno.

Palladino 6,5: partita di sostanza e di qualità sparacchia via molti palloni e altrettanti li riconsegna puliti ai compagni, dialoga bene con Laxalt e Veloso, a volte si perde in proteste inutili o in giocate velleitarie ma oggi c'è da apprezzare anche l'abnegazione che lo porta a tornare più volte in difesa per dare una mano ai suoi.

Simeone 7: si fa trovare al posto giusto al momento giusto per segnare un goal pesantissimo e questo conta, il fatto che sia claudicante e non al top della forma si vede ma non gli impedisce di metterci la solita grinta e la solita voglia.

Pandev 6: esperienza al servizio della squadra, da centravanti soffre parecchio ma la qualità e l'esperienza una mano gliela danno, alcuni palloni ben gestiti e altri meno, apprezzabile l'impegno.

Munoz 6: entra per dare solidità alla difesa dopo l'ingresso di Maxi Lopez e fa il suo marcando molto bene il connazionale e buttando via il pallone con le cattive quando è necessario.

Ntcham 6: un buon finale di partita con le classiche giocate da play station che lo rendono amato e odiato dalla Nord, complessivamente non sfigura e guida un paio di  contropiedi che alleggeriscono la pressione sulla difesa e sui poveri cuori dei tifosi.

Juric 7: prepara molto bene una partita delicata e la gestisce con criterio, è fortunato che Hart non sia in giornata e benedice i granata non al massimo della forma.Merita gil applausi dello stadio anche se non è esente da colpe, non banale quando guida i suoi ragazzi sotto la Nord e fa segno con la mano che si meritano degli applausi.