32:Genoa-Lazio

PUNTICINO TUTTO GRINTA

Autore: 
delcu

LAMANNA 6,5: Torna la voglia dei tempi migliori, l'occhio è meno ricciola di fondale, ma il fondoschiena non c'è ancora. Para un rigore ma lo riconsegna al mittente, fa muro su Ciro o' strunz e non può nulla sulla staffilata di un desaparecido.

MUNOZ 6: Non sempre preciso, ma rispetto alle ultime apparizioni è Sergio Ramos.

BURDISSO 5,5: Si adatta al ritmo dei compagni, ma le sue minchiate non le risparmia. I conti si fanno alla fine.

GENTILETTI 6,5: La migliore prestazione da quando è al Genoa, ma non ci voleva molto. Sente l'avversario e anche le voci di possibile rinnovo o (meglio) plusvalenzinina.

LAXALT 6,5: Ci voleva Juric per ricordargli che se gioca come dall'inizio dell'anno non lo chiede nemmeno la Scafatese?

VELOSO 7: Non è in condizione, è timoroso, è lento come sempre ma questo Genoa ha solo lui per cambiare registro. Speriamo da qui alla fine non appaia solo nel registro delle assenze.

NTCHAM 6: Partita di sostanza, spinta, confusione e meno retropassaggi del solito.

LAZOVIC 6,5: Uno dei giocatori di Juric per eccellenza, oggi dimostra di non essere né da eccellenza né da Lega Pro.

RIGONI 6,5: Incursore, ala, mezzapunta, motorino e poi di nuovo mediano. Si sbatte è non è ancora bollito come nonno Nick.

HILJIEMARK 4: A lui non è stato spiegato lo spirito con cui avrebbe dovuto giocare. Sbaglia avanti e soprattutto indietro. Ho l'impressione che se rimarrà Ivan, l'anno prossimo lui non ci sarà.

CATALDI s.v. : Non ci aspettavamo nulla di buono in questa partita, per fortuna non fa danni.

PALLADINO 6,5: Fare questo favore all'amico Ivan gli deve essere costato un anno di vita. Sembrava tornato ai tempi del primo Gasp. 

SIMEONE 7: Quando è motivato e si sente il terminale, difficilmente sbaglia. Undici gol in una stagione del genere, con tante panchine, è tanta roba. Gol e tanto fastidio per l'acquirente sognato da Enrico.

PANDEV 7: Scatenato come mai al Grifone, il riposo mandorliniano gli ha fatto bene. Peccato per l'ultimo sforzo che ci avrebbe salvato già oggi.

JURIC 8: Qualsiasi cosa abbia detto ai ragazzi, l'ha detta bene. Speriamo che il tutto non si limiti a questa gara. Giocherei molto rilassato a Torino, per avere il sangue agli occhi col Chievo.

 

 

AMARCORD

Autore: 
mashiro

Direi che non c'è miglior titolo per la giornata di oggi se non questo: si comincia con la contestazione della Nord che per l'occasione rispolvera cori sepolti nel passato sia contro  la squadra che contro Preziosi, si passa per il ritorno di Juric e di un Genoa che ricorda  quello di inizio anno e si conclude con Pandev che ritorna il giocatore determinante del periodo interista.

In mezzo spolverate di un grande Palladino, di un eccellente Rigoni e il ritorno al goal di Gio Simeone.
Non ci fosse un mezzo pasticcio di Hijliemark che spiana la via al pari laziale sarebbe stata una giornata trionfale, ma siamo il Genoa e fa anche bene ricordarselo.
Quando mi avvio allo stadio ho l'entusiasmo di un condannato a morte, ripasso velocemente classifica e calendario per fare 2 conti, sempre per rimanere in tema di amarcord.
Nelle chiacchiere pre partita siamo tutti concordi: oggi è da goleada a meno che non ci siano strani accordi extracalcistici.
I primi minuti del Genoa sono comunque confortanti: la scelta di tornare all'antico sembra dare fiducia ai giocatori e il rientro in campo di Veloso, per la verità non brillantissimo, da fiducia ai compagni. Un buon cross di Palladino permette a Simeone di portarci in vantaggio ma sono i successivi 30 minuti di buon Genoa a riconquistare il pubblico.
Nel finale di tempo ci pensa l'arbitro a dare un rigore per mani in mischia che riporta i laziali in parità, risultato nel complesso giusto ma che sta a significare che non rubiamo niente.
Parte male il Genoa nella ripresa con i biancazzurri che ci schiacciano nella metà campo e complice il calo di condizione di Veloso e la scelta di ripartire sempre palla per terra il Genoa fatica, anche se non rinuncia a pungere e in un paio di occasioni riesce anche a pungere.
Ma è l'ingresso di Pandev a stravolgere gli equilibri della partita: il macedone da trequartista illumina i compagni con ottime aperture e una buona copertura di palla, il Genoa riesce a eludere sistematicamente il pressing degli uomini di Inzaghi e ad arrivare spesso alla conclusione: al termine dell'ennesima ripartenza è proprio Pandev che riporta gli uomini di Juric in vantaggio.
La notizia del pareggio viola e del contemporaneo vantaggio granata sembrano avviare il Genoa ad un più o meno meritato finale di stagione balneare, ma il calcio si sa da queste parti fa rima con sofferenza e a Marassi la rima la porta Hijliemark: da un suo controllo pessimo sulla trequarti nasce l'azione del pari laziale che con i goal di Empoli e Crotone ci tengono coi piedi ben saldati per terra.
Nel finale di tempo c'è ancora spazio per Pandev e Palladino che provano a suggellare il ritorno di Juric con un contropiede eseguito magistralmente ma Strakosha si supera e rimaniamo sul 2-2.
Risultato che è giusto, la Lazio ha controllato la partita, ha creato molte occasioni piazzandosi spesso nella metà campo rossoblù ma i nostri sono stati molto bravi a difendere con ordine e a far male in contropiede.
In conclusione: il Genoa sembra tornato una squadra di pallone, finalmente convinta dei propri mezzi e intenzionata a dar battaglia, niente a che vedere con le scialbe prove viste con Mandorlini e nemmeno con l'ultimo Genoa targato Juric.
Tocca continuare così, all'insegna di questo dolce amarcord e poi per dirla con Burdisso ognuno per la sua strada.
Speriamo che il primo dividere il suo cammino dal nostro sia Preziosi: perché il pesce si sa puzza sempre dalla testa.

LA PRESENTAZIONE: "IL SABATO DELL'AQUILA"

Autore: 
Grifondoro70

Se vengono a giocare, ci sarà poco da fare.
Se vengono a far finta, dovranno impegnarsi molto per rendere la cosa credibile.
Direi che la presentazione può pure chiudersi qua.
Mi pagano però un tanto a parola, allora aggiungiamone qualcuna.
E' tornato il discepolo, è tornato il 3-4-3, è tornato il possesso palla e il pressing alto, è tornato Rigoni falso esterno.
Se chiedessimo a Simone Inzaghi e ai vari Lulic, Milinkovic-Savic, Parolo, Keita, Felipe Anderson, Ciro Ignobile, quale sarebbe il loro avversario ideale penso proprio che risponderebbero in coro: una squadra che viene a giocare nella nostra trequarti, con fraseggio prolungato e tentativo di pressing immediato.

Siamo nati per le ripartenze, per buttarci negli spazi, per cavalcare nelle praterie che ci lasceranno, fatichiamo nella manovra contro squadre chiuse ma andiamo a nozze quando i nostri attaccanti hanno campo e i nostri centrocampisti arrivano a rimorchio.
Il miglior Genoa di Juric, a meno di non cambiare radicalmente atteggiamento, si consegnerebbe all'avversario, figuriamoci quello di oggi.
Sì perché facciamo un po' l'appello.
In porta tra Lamanna e Rubinho, come tranquillità e tecnica, di due non ne facciamo uno.
Abbiamo perso il nostro miglior difensore, Izzo, grazie alla cosiddetta giustizia sportiva.
Nella difesa a 3 quindi oltre a Capitan Asado, Munoz e le sue roncagliate, ci resta uno tra Orban e Gentiletti, a meno di non lanciare Biraschi.
In mezzo forse torna Veloso, ma memore della scelta sciagurata di Napoli, che ci è costata carissimo, Juric potrebbe anche temporeggiare dandogli solo minutaggio attraverso spezzoni, in attesa della partita col Chievo.
Cataldi è in ritiro con la nazionale e potrebbe anche esserci un accordo per non schierarlo contro la sua società.
Cofie è squalificato.
Con Rigoni fortemente indiziato di giocare nel finto tridente, restano solo Hiljemark e Ntcham, sempre che l'eroe delle partite con Bologna ed Empoli rientri nel taccuino di Juric dopo che è stato scaricato pubblicamente e brutalmente dal tecnico.
Uno comunque a fianco dello svedese andrà schierato.
A destra c'è solo Lazovic.
A sinistra c'è solo Laxalt, in verità ci sarebbero anche Brivio e Beghetto ma fanno fede le formazioni precedenti, c'è solo Laxalt.
Davanti Simeone e Rigoni, poi terno al lotto, Palladino, o Morosini, a quanto pare considerato una zanzara destinata in serie A a finire schiacciata, o Ninkovic, se è ancora tra noi, di Taarabt manco a parlarne, chissà che invece non venga riesumato Pandev dopo la parentesi punitiva.
Sta di fatto che il Genoa ha giocatori, a volerli ancora chiamare così, contati, e per arrivare a formulare alternative nei ruoli occorre fare esercizio di fantasia o gran fiducia, mentre la Lazio è in gran spolvero dal punto di vista atletico, sono mentalmente al top e giocano convinti di ciò che fanno, davanti poi, con un'intesa che ha messo da parte eventuali egoismi, si divertono anche a mandare in porta il compagno, e in più tatticamente probabilmente troveranno terreno congeniale.
Al Genoa restano la speranza di una resurrezione improvvisa, a suon di elettrochoc o di iniezioni, dal punto di vista mentale e fisico e l'auspicio che non ci si consegni tatticamente all'avversario, e si provi ad aspettarli più bassi, o almeno che Julio ci faccia andare in vantaggio all'inizio, sorprendendo i laziali, in modo da portare la gara su binari diversi da quelli suicidi.
Certo c'è anche l'opzione che i due amici Preziosi e Lotito si vogliano bene, con la Lazio già sicura dell'Europa League grazie alla finale di coppa Italia e abbastanza lontana dai preliminari di Champions, potrebbe anche scaturire un pareggino, ma servirà comunque un Genoa se non solido almeno credibile, perché anche senza cattiveria e volontà assoluta di strappare una vittoria, non si possono allestire farse, il burro fuso di cui siamo fatti da settimane e settimane non consentirebbe la classica divisione della posta, senza illecito, di fine stagione, perché i biancocelesti arriverebbero in porta ad ogni affondo, d'inerzia, e non potrebbero certo tornare indietro.
Buona Pasqua a tutti!