28:Genoa-Sampdoria

ZERO ASSOLUTO

Autore: 
Ianna

Era rimasto un minimo quanto  misero obiettivo in questa scadente e deludente stagione:
Non si pensava alla vigilia, in una orgogliosa vittoria che vendicasse almeno quella d'andata,ma come magra consolazione in questi tempi di carestia calcistica,almeno a non perdere contro gli Innominabili di certo non trascendentali,ma quantomeno meno modesti e discreti di questo Genoa Brancaleone.

Ed invece siamo o per meglio dire sono riusciti a perdere,uscendo dallo stadio a capo chino e a stabilire, l'ennesimo record della storia del Grifone:

Far vincere agli Strisciati il doppio derby nella stagione,cosa che non accadeva dal 1960,piu di 50 anni anni fa quando i Delegazionisti ancora si chiedevano chi fossero i genitori,non essendoci ancora il riconoscimento delle coppie gay.

Un altro invidiabile record da imbalsamare in uno di quei quadretti che il fido Gerasim,potrebbe incorniciare e portare in quel di Cogliate dal suo Ivan Ilic,a cui auguriamo una strepitosa carriera ( e fine) cosi sapientemente descritta da Tolstoj.

"Chi è causa del suo male pianga se stesso",recitava il Sommo Poeta,ma cosa vuoi piangere se non sgorgano più lacrime,se il pozzo è arido e se il vero e unico responsabile non si presenta,non ci mette la faccia e come un gran veggente si defila,prevedendo o sapendo che questo sfacelo è solo opera sua?

Se come titolo abbiamo usato un nome di un gruppo italiano,ma avremmo potuto adoperare se fosse finita a reti inviolate,quello di un bel sito d'informazione,non possono non venire in mente le più eloquenti ed efficaci strofe del Numero Uno:

"E' una questione di qualità".

Perchè in fondo di questo si tratta ed è impensabile che non vincere o almeno pareggiare contro quei quattro scappati di casa,che di certo non erano ne il Real ne il City,  se hai tra le tue fila giocatori che giocano a football non per hobby ,ma addirittura per professione.

A ciò aggiungi che vista la loro pochezza  confronto alla nostra parabonabile ad una buona C2,gli abbiamo fornito l'assist del vantaggio con uno sciaugurato passaggio orizzontale,nella propria tre quarti campo,ad opera di Ntcham che dopo due botte stratosferiche  di Julio, è stato riproposto titolare per servire Muriel ,il quale vinto un contrastino con Munoz non ha avuto difficoltà ad infilare l'incolpevole Lamanna.

La partita del Genoa,il derby di Genova era finito qua anzi ad essere sinceri non era mai iniziato,perchè non si è mai cominciato a giocare,ne si è voluto farlo dopo aver incassato il gol,che noi stessi abbiamo innescato.

A meno che non si intenda per gioco ,per tattica,per disposizione tecnica,l'unico schema provato anche a porte chiuse in settimana,del lancio lungo di Lamanna o Burdisso per le sportellate o gomitate di Pinilla,che ha vinto il solo duello aereo quando ha abbattuto Tappo Torreira.

Se è "una questione di qualità di uomini",ci si chiede se in serie A e per giunta al Genoa e al derby,si possa giocare cosi,con questo unico schema come se in campo ci fosse la pre season della Nfl e Burdisso fosse un kicker dei Giants.

Il Genoa di Mandorlini è tutto qua nemmeno parente di quello di Pippo Marchioro,di Cagni,di Giorgi,distante anni luce da quello di Bagnoli e del Gasp,e a qualche galassia da quello del Prof.

Non si gioca cosi a calcio e per giunta un derby,anche se hai brocchi e non purosangue.

Non si può giocare ,non si può ingaggiare uno che  è perennemente a terra per tuffi in inesistenti piscine o a fare wrestling per una buffonesca Wwf alla Hulk Hogan.

Il gol divoratosi nel primo tempo,incrociare e non sparare addosso al portiere,non fa testo,come l'incredibile sequenza di corners battuti male da Lazovic,l'unico sufficiente e propositivo nel primo tempo,prima del Leftovers della ripresa.

Inserire Cofie per tamponare come se difronte avessimo il centrocampo del Barca,dare i francobolli allo svedese e ordinargli di non lasciare mai la moto,è stato il prologo per finire con la lingua a terra dopo 10 minuti della ripresa,e dare sfogo ai loro palleggiatori che almeno un pallone sapevano stopparlo,che qualche trama, un fraseggio elementare lo hanno fatto.

Il Genoa anche sotto di un gol,non ha mai offerto una azione,una parvenza di triangolazione,un sussulto se non quegli effimeri bagliori sul finire della gara con il corridore Laxalt,in compagnia di Ferrarelle Simeone,mai cosi solo ed evanescente come questa sera.

Il tempo che un ceco ridicolizzi Izzo con la testa ad Avellino e a Millesi,che Capitan Asado chiami lo schema kick off per la diciottessima volta e cala il sipario su questo mesto e triste derby.

Tanto mica ci va Preziosi lunedi a scuola.

Tanto mica c'è da domani Henry a prendersi gli sfottò degli eterni inferiori,che ha appena resuscitato e ben rappresentati da un pagliaccio romano.

A lui interessano le cene da Giannino,le plusvalenze milionarie e il Fantacalcio che ha portato Taarabt al Genoa che va meno della Trabant nel suo vecchio splendore. 

In attesa che questo calvario finisca con questa ennesima onta,non resta che una soluzione,la più invocata da sempre,ripetibile fino alla noia,udibile come una litania fino alla Morte:

"Vendi il Genoa"

Non meriti questi tifosi e noi non meritiamo queste umiliazioni.

Vattene  e liberaci.

E se tra venti anni ti troveranno i conti alle Cayman o alla Ubs di Lugano,ti perdoneremo e capiremo ciò che oggi è solo un forte sospetto.

Basta che te ne vai e "nun te fai verè cchiù"

Ianna

 

UN RECORD TUTTO SUO

Autore: 
Freddie Beccioni

Lamanna 6: Ormai siamo abituati al fatto che abbia il fuso orario di un secondo rispetto al gioco del calcio.
Questa sera non ha particolari colpe.

Izzo 5,5: Il migliore della difesa, ma c'è poco da stare allegri. Avrà altri cazzi per la testa, ma Shick dalle sue parti sembra la Goggia.

Burdisso 5: Non è più credibile nemmeno nella parte dell'incitamento dei suoi.
Ma tanto a fine campionato faremo i conti.
 

Munoz 5: A giugno vedrai che lo zio di Avellino un due milioni e mezzo per mollarti a un Torino o una Lazio non li rifiuta. La mollezza con cui sei andato su quel passaggio disgraziato del francese, che comunque ti vedeva in vantaggio e contro uno che ha più paura di farsi male che di sapersi sovrappeso, in un derby non deve esistere.

Lazovic 5: Nel primo tempo si propone, ma probabilmente è convinto che il cross sia una disciplina che puoi praticare solo in sella a una Husqvarna. Sui calcio d'angolo ancora peggio. Nel secondo tempo sparisce alla ricerca dell'Husqvarna e quando la trova è già ora di prestarla a Palladino.

Palladino n.g. : Non Giocatore.

Cofie 5,5: Meno peggio di altre volte, considerato che il suo derby ideale sarebbe Latina-Frosinone. 

Hiljemark 6: Nel primo tempo si danna l'anima, nel secondo la vende al Goteborg con diritto di riscatto.
In ogni caso il migliore di uno dei peggiori derby del Grifone dell'era infame.

Ntcham 5: Mandorlini conosceva il pericolo di far giocare il ragazzo dall'inizio. Facendolo giocare regista gli ha regalato la possibilità di essere decisivo. All'incontrario.

Taarabt s.v. : Senza voglia. 

Laxalt 5,5: Sarebbe ora di levarsi quelle treccine irritanti, almeno potremmo pensare davvero di trovarci di fronte a un giocatore che non ha nulla a che fare con il laterale dell'anno scorso. Nel finale di partita è l'unico a correre, ma il piede di pongo il fase conclusiva è raccapricciante.

Pinilla 4,5: Dopo averne spizzate inutilmente tre o quattro, Silvestre capisce che tanto vale mettergli sotto Torreira.
Ex giocatore che non riesce nemmeno più a fare il trascinatore, dovendo fare una fatica boia a trascinare se stesso.
L'unica vera occasione della partita è comunque sua.

Simeone 4: Gran delusione. Sarà che ora lo conoscono, sarà che non ha più stimoli, sarà che era l'unico a cui stava simpatico Juric. Sarà, ma ad oggi il Cholito non è.

Mandorlini 5,5: Deve fare i conti con la pochezza, ma quando dopo pochi minuti del secondo tempo il centrocampo cala e gli attaccanti non lo supportano, attende fino a sera tarda per cambiare qualcosa, e il primo cambio è Palladino. Il terzo, Morosini, è forse per perdere tempo e non prendere il 2-0.
Il campionato è finito, se ha delle idee migliori, può anche iniziare a sperimentarle.

Preziosi 2: Come i derby persi nella stessa stagione, dopo 57 anni. Un altro fantastico record del miglior presidente del dopoguerra. Nell'impossibilità di avere un altro presidente, ci vorrebbe almeno un'altra guerra, per poter avere un dopo.
 

 

 

LA PRESENTAZIONE: "Un derby psicologico"

Autore: 
Grifondoro70

Derby.
Partita che vale una stagione, sentitissima, tensione a mille, e via proseguendo con tutta la retorica utile a promozionare l'evento.
In realtà, a meno che il mio sentire non mi faccia prendere una cantonata, sta sempre più assumendo i connotati di una partita normale.
E' una partita normale per due presidenti lontani anni luce dal nostro ambiente, il nostro che si vende tutto quello che può prima ancora di acquistarlo, e i conti sono sempre in rosso, e il loro saltimbanco che nemmeno li compra, se li fa girare tra i vari fondi di investimento, e guadagna nei vari passaggi, il loro interesse nei confronti di Genoa e sampdoria è chiaro a chiunque, quindi quale rivalità coi dirimpettai, quale tensione pre-gara potranno provare al di là delle manifestazioni di facciata a uso e consumo della piazza in caso di vittoria o sconfitta?

E giocatori assemblati, anzi meglio dire ammucchiati, da due presidenti con tali interessi, qui con scadenza annuale, o semestrale, quale senso di appartenenza per i propri colori, quale rivalità nata da innumerevoli confronti, che fan nascere screzi sul campo, voglie di rivalsa e “appuntamenti” alla prossima, possono avere?
Assente pure la componente prettamente sportiva, non c'è mai nulla in palio come piazzamento prestigioso od obiettivo da raggiungere in campionato, la supremazia cittadina è sempre più annacquata da campionati al ribasso e da un calcio sempre più asettico, resta solo la voglia, dei singoli protagonisti, di ben figurare per mettersi in vetrina, in una partita comunque con riflessi mediatici, motivati dai vari procuratori.
Non riusciamo nemmeno, come fanno altrove, a pretendere dalla lega che coi soliti pilotaggi ed arbitraggi mirati si allestisca un derby a eliminazione diretta in Coppa Italia.
E cosa c'è di diverso allora da un'altra normale giornata di campionato che non sia contro Crotone o Empoli?
Riusciamo ancora, come tifosi, a “sentire” la partita, a percepire, nella settimana precedente, l'aria elettrica, la tensione, a scambiare sguardi d'intesa con altri tifosi, pure sconosciuti, come di chi si “riconosce”?
Avvertiamo ancora quel sottofondo di voci, discorsi, scambi di opinione, strategici approcci con quelli dell'altra sponda, a cui era facilissimo e spontaneo unirsi e partecipare, che sul lavoro, in treno, autobus, ovunque, hanno sempre accompagnato questa settimanaspeciale?
Abbiamo sempre quel freddo nelle ossa, quel sonno disturbato, quei sogni di grandi imprese sul campo e in Gradinata, che si concretizzano nella notte insonne pre-partita?
Auguro a tutti di provarli ancora e sempre.
Personalmente temo che in larga parte rimanga solo una parvenza, un riflesso pavloviano dovuto al nostro retaggio, alle nostre esperienze passate, ai nostri ricordi, è questo, a cui siamo ancorati, che ci porta automaticamente un moto di ribrezzo quando ci troviamo di fronte certi colori.
Ciò che abbiamo dentro scatta automaticamente appena andiamo su youtube a rivedere Milito che esulta e dietro, nella gradinata, si vede la classica, tipica faccia con impresso il dna del simpatizzante doriano, inconfondibile, che rivaluta la bistrattata figura del Lombroso.
Sono ancora questi moti, questi rigurgiti, metaforici e reali trattandosi di loro, che ci tirano fuori quella grinta, quell'animus pugnandi, quella passione viscerale che stanno facendo di tutto per toglierci, e che vorremmo poter trasmettere, anche in minima parte, a chi scenderà in campo con la maglia a quarti rossoblu.
Ecco, sul campo ci sarà lo scontro tra la decima e la quindicesima forza del campionato, due squadre in due situazioni ben diverse.
Loro hanno ormai raggiunto un'identità ben precisa.
Giampaolo è riuscito a modellare il suo 4-3-1-2 selezionando piano piano tra le varie, troppe, alternative in determinati ruoli, minimizzando i problemi derivanti invece da certe caratteristiche mancanti, e muovendosi come un equilibrista nei confronti delle esigenze societarie che spingevano per l'utilizzo di alcuni giocatori da mettere in vetrina assolutamente, per interessi extra.
Trovare la quadra tra tanti giocatori provenienti da campionati diversi, tecnici ma in alcuni casi tatticamente naif, a volte più eleganti ed attenti a non sporcarsi di fango i calzettoni che a fare una giocata efficace, oppure assenti sul piano agonistico, non è opera facile.
Davanti a Viviano, dallo sguardo e dall'espressione perfetti per la loro gradinata, la coppia centrale difensiva è ormai consolidata, composta da Silvestre e Skriniar.
I ballottaggi sono ridotti esclusivamente ai terzini, Pavlovic favorito su Regini a sinistra, e Bereszynski in vantaggio su Sala nella corsia opposta.
Una difesa non certo ermetica, anche perché poco protetta dal reparto centrale, che a volte si fa pizzicare, in linea, impreparata sui tagli degli attaccanti.
I movimenti senza palla di Simeone, così come la sua velocità palla al piede in percussione, per loro saranno un bel problema, ma il Genoa, dal canto suo, dovrà trovare il modo per innescarlo, visto che difficilmente riusciranno le combinazioni aeree con Pinilla che abbiamo visto nelle partite precedenti, le caratteristiche dei loro centrali non consentiranno al cileno di colpire agevolmente di testa spalle alla porta su lancio lungo, immagino che verrà curato particolarmente, Giampaolo studia sempre molto bene l'avversario.
Il loro centrocampo è imperniato su Torreira alla Verratti, ma non può fare a meno di Barreto, che è sì un cursore più che un cacciatore di palloni, ma è uno dei pochi con aggressività, corsa e abitudine a chiudere gli spazi e le linee di passaggio, materia che si studia all'Università del calcio italiano.
L'elegante e lineare Praet, su cui la società spinge, e il polacco Linetty, buon impatto col campionato italiano, più potente e abituato a percussioni palla al piede, si giocano l'ultimo posto utile, col belga ultimamente preferito.
Dietro le punte, a gravitare tra le linee, con un Ricky Alvarez sempre più ai margini, ci sarà Bruno Fernandes, tecnica, tiro, se in giornata è un giocatore importante, e dovrà essere un osservato speciale perché più volte abbiamo visto Cataldi, davanti alla difesa, perdere l'uomo in quella zona del campo, e un difensore non uscire a prenderlo coi tempi giusti, è un meccanismo sempre pericoloso, che se non scatta bene consente al trequartista una libertà pericolosissima.
Davanti Muriel ed un ultimamente ritrovato Quagliarella partiranno titolari, tanto più che il ceco Schick, un longilineo agile e con un bel sinistro, si è specializzato negli ingressi part-time, andando a segno ben sei volte in quelle circostanze, mentre ha faticato di più nelle occasioni in cui gli è stata data l'opportunità per tutti i 90 minuti.
Il triste e poco mediatico Giampaolo è un allenatore, e in quanto tale non regala le partite, anzi è sempre molto abile nello studiare ed imbrigliare l'avversario, attentissimo agli equilibri si difende dietro la palla, chiudendo gli spazi, e pressando alto solo nelle circostanze giuste, in mano ad un altro il loro organico rischierebbe imbarcate continue.
Non è catenaccio, è lettura attenta delle partite, prima cerca di far giocare male gli altri, complicando con certi accorgimenti i loro automatismi, poi confida nel talento individuale là davanti, se c'è.
Una tattica che in altre società l'ha portato spesso a ben figurare con avversari più forti, soccombendo per un episodio sfortunato, o per poco talento offensivo, ma con quella maglia sappiamo già che un tiro ciabattato, o deviato, diventa un assist perfetto unicamente a loro favore, per cui il primo aspetto non esiste, quanto a potenziale offensivo individuale, ce l'hanno.
I risultati contro Cagliari, Palermo, Empoli, Crotone, Chievo, raccontano comunque di difficoltà a fare la partita, e confermano che un buon tattico in panchina e una buona tecnica di base in alcuni elementi non mascherano completamente gli scompensi intrinseci, dovuti a una costruzione di squadra più improntata alla vetrina che alla logica.
E il Genoa dovrà sfruttare queste lacune.
Ma non sarà facile, abbiamo visto all'andata come l'approccio dato da Giampaolo, sul piano delle tensione, dell'aggressività, della cattiveria, abbia surclassato il nostro, e come andrà il derby spesso si capisce proprio già dai primi 10 minuti, dall'atteggiamento dei due contendenti.
Il Genoa è squadra nel complesso più fisica e potente, ed è un aspetto che andrebbe sfruttato, ma le recenti formazioni messe in campo, al di là del modulo e degli aspetti psicologici, sono troppo povere di tecnica e di cambio di passo in mezzo al campo.
Ntcham potrebbe sparigliare le carte e fornire gli ingredienti giusti, ma sappiamo che è un terno al lotto, e onestamente non so se Mandorlini potrebbe rischiarlo dall'inizio.
Va valutato anche il discorso già fatto sul gioco aereo spalle alla porta e su un Pinilla che dovrebbe prenderne poche, in quel caso, con gli esterni tenuti bassi e con un centrocampo mono marcia, uscire dal fortino in cui ti metti volontariamente sarà difficile.
Vedremo se Mandorlini farà le mie stesse considerazioni, di certo penserà prima, giustamente, a non cadere in trappoloni e a non mettere la partita sul piano a loro congeniale, concedendo spazi a Muriel e soci. 
Vien da ridere al pensiero che se anche Giampaolo ci aspetta, nel cerchio di centrocampo vedremo solo piccioni.
Fondamentale comunque sarà l'aspetto psicologico, dobbiamo a tutti i costi giocare più liberi mentalmente.
Mi vengono in mente un paio di appoggi laterali di Simeone per Lazovic a Empoli, passaggi di piatto, lenti, verso la fascia, sulla corsa, per il compagno, che son finiti in fallo laterale.
Sono emblematici perché in un'altra situazione mai li avremmo visti, Simeone li ha messi come si deve fare normalmente, assecondando il movimento di uscita, di salita, automatico, del compagno, Lazovic però, preoccupato, non partiva in anticipo, col movimento naturale, ha aspettato ad andare una volta che ha visto il passaggio, quindi in netto ritardo, mettiamoci anche un leggero errore di misura dell'attaccante ed ecco la frittata.
Non si può giocare a calcio se si sta fermi per paura e ci si muove solo quando l'altro fa partire il pallone nella nostra direzione, oltre al fatto che la giocata non andrà mai a buon fine, si mette il compagno in una situazione da incubo.
Presentiamoci così contratti e non avremo scampo.
Ale' Grifone!