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Rassegna stampa
Suazo-Acquafresca, una maglia per due
Ballottaggio al centro dell´attacco per la partita di domenica prossima. L´ex cagliaritano: "Se segno, non esulto"
Confermata la diagnosi di lesione al menisco per Jankovic
Amarcord del bomber, che era esploso con la squadra dell´Isola
Suazo o Acquafresca: chi sarà l´ex che Gasperini schiererà al centro dell´attacco per andare all´assalto del Cagliari? L´honduregno contro l´Inter non ha rispettato le aspettative dopo la buona prestazione contro il Bologna, mentre il ragazzo di Torino anche ieri si è allenato a parte; Palladino e Juric, intanto, sono ormai rientrati in gruppo a tutti gli effetti. Proprio Acquafresca, ieri al Museo del Genoa, è stato protagonista di un incontro con i bambini della scuola elementare Teramo Piaggio di Zoagli nell´ambito del Progetto Scuola, promosso dall´Associazione Club Genoani. E non ha potuto non affrontare l´argomento Cagliari, la squadra con la quale ha segnato 24 reti in 68 partite, imponendosi come uno degli attaccanti di maggior talento del campionato italiano. La speranza di Acquafresca è quella di convincere Gasperini a riaffidargli la maglia da titolare e naturalmente anche di anche di andare in gol. «Ma se segno - premette - non esulto. Mi limiterò ad urlerò dentro...».
Acquafresca non può dimenticare i due anni di Cagliari. «Sono stati quelli che mi hanno lanciato nel grande calcio. Ho ricordi bellissimi, ho ricevuto tanto e credo anche di aver ricambiato. È la prima volta che affronto il Cagliari da ex e non nascondo di essere un pò emozionato, anche se spero di vincere perché i tre punti per il Genoa sono fondamentali. Ritroverò Matri e Astori che sono due grandi amici. E a Matri avevo predetto che avrebbe fatto un grande campionato: "Vedrai - gli dissi - che quest´anno segnerai valanghe di gol". E poi il Cagliari ha un giocatore straordinario come Cossu, il miglior trequartista italiano».
Intanto la risonanza magnetica, alla quale si è sottoposto ieri, ha confermato la diagnosi di menisco per quanto riguarda Jankovic. Per l´esattezza il referto parla di "pinzatura meniscale", tanto che potrebbe anche non essere necessario intervenire in artroscopia, la decisione spetta allo staff medico di Barcellona che lo scorso agosto l´ha operato ai legamenti crociati del ginocchio. Per il momento il giocatore serbo si sottoporrà ad un lavoro riabilitativo e differenziativo.
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Infortunio a Jankovic consulto a Barcellona
Notiziario
Per il serbo niente Cagliari. Anche Dainelli non ce la fa
Genova. Pinzatura meniscale. È questa la diagnosi che emerge dagli accertamenti a cui è stato sottoposto ieri Bosko Jankovic, dopo il fastidio accusato a San Siro pochi minuti dopo l'ingresso in campo, allo stesso ginocchio infortunato in estate (ricostruzione del legamento crociato anteriore). L'attaccante serbo, quindi, non dovrà essere sottoposto a un nuovo, seppur più lieve, intervento chirurgico. Per ora è previsto che salti solo la partita di domenica con il Cagliari e nei prossimi giorni tornerà a Barcellona per un consulto con lo specialista che lo aveva operato. Sospiro di sollievo. Ma ieri Gian Piero Gasperini ha ricevuto anche una notizia meno buona: il problema tendineo alla parte alta della coscia sinistra, accusato giovedì scorso, terrà fuori Dario Dainelli anche nello scontro diretto con la squadra di Massimiliano Allegri.
Due pedine ko, mentre Robert Acquafresca sarà a disposizione. «Ho finito il percorso differenziato e sono ormai vicino ai meccanismi che poi si vedono in campo. Adesso decideranno i medici e il mister, ma domenica spero di esserci». Ieri, alla ripresa degli allenamenti al Signorini, il centravanti ha svolto lavoro differenziato, ma soltanto per motivi precauzionali, legati anche al campo pesante e alla nevicata su Genova. Regolarmente in gruppo, invece, Raffaele Palladino e Ivan Juric.
Nessuno squalificato per il Grifone, mentre il Cagliari dovrà fare a meno del difensore Michele Canini e del centrocampista Andrea Lazzari.
Nessun provvedimento del giudice sportivo nei confronti di José Mourinho che, squalificato, si era avvicinato a circa due metri dalla panchina per urlare indicazioni ai suoi durante Inter-Genoa: nessuna segnalazione da parte della Procura federale. Roberto Venturato, tecnico della Cremonese, aveva avuto un surplus di pena per aver comunicato dalla tribuna con i suoi collaboratori con un telefono cellulare. Domenica Gasperini aveva scherzato sulle urla da lontano del collega: «Urliamo, ma i giocatori in campo mica ci sentono. Lo facciamo più che altro per noi stessi, per scaricare la tensione...».
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La notte di San Siro tra le macerie di Concepcion
La tragedia del terremoto
Genoa Club Cile, solidarietà per rinascere
Genova. «Come se fosse il dopoguerra». Gianfranco Montero Zunino guarda la sua Concepcion, città amputata d'un terzo. E ricorda, può soltanto ricordarli, i vicini villaggi di pescatori che non esistono più, cancellati da terremoto e tsunami del 27 febbraio scorso. «Vite distrutte in pochi secondi da onde alte dai 5 ai 20 metri». Onde arrivate a 40 metri sull'arcipelago Juan Fernandez, a circa 600 chilometri a ovest della costa. A 115 chilometri dalla terra ferma, da Concepcion, l'epicentro. L'intera città slittata su un orribile tappeto, ha calcolato l'Università dell'Ohio, di tre metri verso ovest. E tre metri verso ovest, ora, la vita prova a ricominciare. «Nonostante le lacrime e le difficoltà, lavoriamo e abbiamo speranza». Mentre sono pianti gli scomparsi, racconta Montero Zunino, si riparte aiutando famiglie senza più nulla. Ripulendo dai detriti. Riportando acqua e luce e collegamenti telefonici alle case rimaste miracolosamente in piedi. Provando, faticosamente, a ritrovare il quotidiano che è stato sconvolto. Anche guardando una partita di calcio a migliaia di chilometri di distanza. Perché Montero Zunino, per 90' di vita antica e nuova, domenica scorsa ha radunato a casa sua un gruppetto di tifosi rossoblù del Genoa Club Cile, di cui è presidente: «In queste circostanze dantesche, il Genoa ci ha regalato contro l'Inter una partita intelligente e qualche minuto da dividere con i nostri fratelli genoani, per cercare di dimenticare almeno per un poco questa calamità». Solo per poco, c'è da fare. In Cile, cinque ore indietro, a match concluso la notte si stava solo avvicinando. «E noi del club, subito dopo la gara, abbiamo cominciato la sfida di raccogliere latte e acqua per i bambini di Penco, vicino a Concepcion. Distrutta».
Il bilancio ufficiale parla di 497 morti e centinaia di dispersi, sebbene altre fonti riferiscano cifre ancor più drammatiche. «La partita è stata il primo momento di gioia e di rilassamento per noi, dopo i giorni peggiori per la nostra città, Concepcion, dove ha anche sede il nostro club. È stata la più colpita da terremoto e tsunami. Case, giardini, stadi, piazze, interi villaggi vicino al mare, tutto distrutto. Ora ci stiamo dando da fare. Noi del club siamo un gruppetto piccolo, ma con il cuore grande e rossoblù. Siamo una città orgogliosa e laboriosa. E l'ambiente ora è tranquillo, dopo questo tremendo sisma».
Quinto, in una terribile classifica di devastazione. Nel 1960 la terra tremò con magnitudo 9.5 a Valdivia, in Cile. Quattro anni dopo, 9.2 della scala Richter in Alaska. Nel 2004, 9.1 la scossa che generò lo tsunami nell'oceano Indiano. E 9.0 il maglio che nel 1755 distrusse Lisbona. Il 27 febbraio scorso, 8.8, di nuovo il Cile flagellato, in ginocchio. Anche la successiva ondata dei saccheggi, indotti dal non avere più nulla. Il coprifuoco. I ritardi di soccorsi e aiuti. L'incredulità e le accuse, la ricerca delle responsabilità. Per il mancato allarme tsunami (fatale «errore di diagnosi» nella glaciale terminologia delle autorità) è stato licenziato il capo del servizio oceanografico della Marina cilena, Mariano Rojas. L'infinita sofferenza. E il desiderio di normalità, pure con il calcio e il Genoa.
Adesso, la rinascita con la solidarietà. «A vedere la gara con l'Inter non eravamo molti, perché siamo impegnati nei lavori per togliere la spazzatura e le rovine dalla strada, aiutare dove c'è bisogno. In particolare, portare acqua, perché la sua mancanza ha cominciato a far comparire malattie. A Santiago del Cile hanno fatto una "telegiornata" nella quale sono stati raccolti 40 milioni di euro, per ricostruire dopo la devastazione terribile qui a Concepcion, ma anche a Talca, Constitucion e nelle altre città», racconta Montero Zunino.
«Noi cerchiamo di aiutare». Il Genoa Club Cile è nato nel gennaio 2009, per conservare il legame con la passione rossoblù e per diventare un canale di comunicazione tra gli italiani e i liguri in Cile, soprattutto i più giovani, e "casa". «Ho parlato con tutti i ragazzi e le ragazze del club, stanno bene, qualcuno non ha ancora luce o acqua ma non è grave... E da qui vogliamo raccontare ai genoani e a tutti che, nonostante le lacrime, non perdiamo la speranza».
La difendono, la coltivano. Ogni giorno. «Come Genoa Club stiamo aiutando a pulire le case a Penco». Città che aveva circa 45mila abitanti, nella regione del Bìo Bìo, provincia di Concepcion. Là vive la zia di Gianfranco: «Laura Zunino, le è rimasta soltanto la casa. Ha visto come il mare le portava via tutto. Stiamo anche portando all'ambasciata italiana di Santiago la sua causa e quella degli altri pochi soci del Club che sono italiani di nascita».
E se il Genoa e il calcio servono a regalare qualche ora di serenità, il Club punta anche sul basket. Da qualche tempo, infatti, sostiene economicamente e organizzativamente la squadra di pallacanestro della facoltà di Diritto dell'Università di Concepcion, vestita con divise rossoblù. «In aprile vogliamo fare una partita di beneficenza con la nostra squadra, il Basquetbol Genoa Club, contro una importante formazione di Concepción. Tutti i soldi andranno alla famiglia di Marcelo Leiva, giocatore che è sparito in questo tsunami».
Infine, altro luogo in cui sono impegnati i genoani cileni è Dichato, borgo marinaro che aveva poco più di 3mila abitanti, con il suo porticciolo appoggiato su un golfo che era stato paradisiaco. «Dichato è un paesino di pescatori dove le onde non hanno lasciato niente. Qui andiamo ad "apadrinar" una famiglia». Una sorta di adozione. «Aiuteremo per il mangiare, indumenti e tutto ciò di cui hanno bisogno. Noi crediamo che agire così sia meglio che organizzare una grande raccolta, così l'aiuto arriva presto ed è diretto», dice Montero Zunino.
Senza sprechi. Senza lungaggini. Senza speculazioni. Senza false promesse. Gli incubi onnipresenti dopo simili tragedie, in ogni parte del mondo. «Non diamo "calci da cechi", come diciamo in Cile».
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Pinilla, grifone in pole capitan futuro è Criscito
Mercato
Per il bomber del Grosseto 4,5 milioni, il mancino non si muove
Genova. Fare di Mimmo Criscito il capitano del Genoa del futuro, "catturare" l'ambito Mauricio Pinila del Grosseto, non mollare la presa sulla stellina del Maiorca Mario Suarez, magari trattenere il neo-azzurro Leonardo Bonucci, esploso a Bari, pur ascoltando tutte le proposte delle big. Marzo, tempo di programmazione per la prossima stagione, ha spiegato Enrico Preziosi. E alcune mosse del Grifone prendono già forma. Con tanto di affondi: la proposta per Pinilla è fatta, 4,5 milioni di euro. Ora il club rossoblùè in pole.
Il direttore sportivo del Grosseto, Andrea Iaconi, ha confermato ieri l'esistenza della trattativa anticipata dal Secolo XIX. «Il Genoa me lo ha chiesto e ha mostrato un forte interesse», ha detto il dirigente del club toscano a Pianetagenoa1893. Resta l'ostacolo della folta concorrenza: Inter e Milan, Fiorentina e Sampdoria, Napoli e Udinese. Tuttavia, la mossa d'anticipo potrebbe risultare decisiva. Inoltre, al sito web rossoblù Iaconi ha ricordato: «Con Preziosi ho un ottimo rapporto. L'anno scorso ho concluso insieme al presidente l'affare Ranocchia».
Il centrale del Bari è pezzo tra i più pregiati, così come Bonucci. Sondano il terreno Inter (in piedi le ipotesi di inserimento nella trattativa di Davide Santon, Mattia Destro e René Khrin, mentre i nerazzurri sarebbero tornati a pensare a Giandomenico Mesto come vice-Maicon) e Milan (secondo Sportmediaset pronto a offrire, per Bonucci, 5 milioni più il cartellino del centrocampista classe '91 Jordan Pedrocchi). Per entrambi i giovani centrali in forza al Bari, o almeno per uno dei due, c'è comunque l'idea di permanenza a Genova. Sebbene a corteggiarli ci siano tanti club ricchi, in Italia e all'estero. Per Bonucci, ad esempio, chiedono informazioni pure Bayern Monaco, Manchester City e Arsenal. E ancora, la Juventus.
Con i bianconeri il Grifone dovrà tornare a discutere, probabilmente in aprile, delle comproprietà di Criscito e Palladino. Ieri l'agente del difensore di Cercola, Sandro Gedda, ha dichiarato a calciomercato.it: «Il Genoa crede in Criscito, la mia sensazione è che il principale obiettivo sia quello di trattenerlo. Circa un mese fa, si era mosso qualcosa e sembrava che ci potesse essere uno scambio di comproprietà tra le due società, con il cartellino di Palladino interamente alla Juventus e quello di Criscito al Genoa. Poi c'è stato un rallentamento, ma l'impostazione sembrava andare in quella direzione. Di comune accordo, le due società hanno rimandato ogni discorso, visto che ancora manca molto alla fine della stagione».
Infine, aumentano le pretendenti per Suarez, mediano 23enne del Maiorca. Cadena Ser riferisce che a Genoa e Atletico Madrid si sono aggiunte Valencia e Siviglia. La quotazione, 1,8 milioni di euro, è destinata a salire.
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L'isola degli attaccanti
Verso Genoa-Cagliari
Acquafresca e Suazo, gol e ricordi «Attenti a Matri, è il nostro erede»
Genova. La partita dell'Eredità, ma calza pure un altro format tv: L'Isola degli Attaccanti. Oggi i centravanti del Genoa sono Robert Acquafresca e David Suazo, da Alpignano in Val di Susa e San Pedro Sula in Honduras, entrambi esplosi nella moderna Ichnusa, terra e non birra. Il piemontese: 24 gol in 68 partite nel Cagliari. Il centroamericano: 99 in 255 gare. Calcisticamente, figli di Sardegna (nonché, per i loro affetti, fidanzato e marito di Sardegna). Pronti a sfidare, domenica al Ferraris, il loro passato. Robert ieri ha svolto ancora lavoro differenziato, ma è ormai quasi recuperato: «Sto meglio e spero di esserci. La mia prima volta da ex, sono un po' emozionato. E se segno non esulto... ma urlo dentro...». Per aumentare i rimpianti, contro i loro eredi.
Alessandro Matri e Nené, sostenuti da Andrea Cossu; senza dimenticare Joaquin Larrivey e Jeda. Tutti insieme, punte rossoblù di Liguria e Sardegna, discendenti di Rombo di Tuono. Sua maestà Gigi Riva di Matri ha detto: «Ha trovato la sua dimensione, è nel pieno della maturità». E di Acquafresca: «Eccezionale talento, una realtà». Ex gemelli contro.
Dall'Isola si passa per parlare di gol, sebbene domenica si giochi a Genova, scontro diretto per l'Europa. Acquafresca non ha dubbi, sarà giornata da uomini offensivi: «Gasperini e Allegri si somigliano, nel voler giocare per vincere e nel chiedere al centravanti di essere il primo difensore. Il Cagliari, come noi, ha entusiasmo. Ma, al Ferraris, puntiamo sempre a vincere. Siamo in casa e vogliamo i tre punti».
Di casa era ad Assemini, dove lo chiamavano Bobo come ad Alpignano, se non Smilzo. Il soprannome Semola è invenzione d'Under 21 azzurra. «A Cagliari ho lasciato tanti amici, mi sento un po' con tutti». Come se ci tornasse, nel dirlo riemerge un accenno di cadenza sarda. Si dice che Suazo, grazie alla moglie Elisa conosciuta al Poetto, parli il dialetto. Acquafresca? «Qualcosa, serve per ingraziarsi la suocera... La mia fidanzata è sarda e mi insegna parole ed espressioni, qualche volta in famiglia da lei restano sorpresi... o magari se la ridono per i miei errori di pronuncia». Ancor David, che negli otto anni al Quartiere del Sole ha eletto il porceddu come piatto di riferimento. Acquafresca? «Malloreddus».
Maialino e gnocchetti. I successori, Matri e Nené, pare siano ancora indietro nell'integrazione gastronomica. Il bomber capace di eguagliare il record di Riva del 1971/72, a rete in sette match consecutivi, viene da Graffignana, provincia di Lodi, come il cestista dei New York Knicks Danilo Gallinari («Ci si conosce un po' tutti, con Danilo ci sentiamo via mail»). Da piccolo ha fatto il ciclista, dai 7 ai 10 anni, nella squadra del padre che di mestiere vende formaggi nei mercati. «Ma io preferisco i salumi», confessa l'attaccante. Quanto a Nené, omonimia con il trequartista che conquistò lo scudetto con il Cagliari nel 1969/70, è abile pure tra i fornelli, ma cucina brasiliana: specializzato in fejoada. Dietro ai due, domenica, ci sarà il fantasista tascabile, Cossu.
Il neo-azzurro sarà il problema numero uno per Gasperini. Al tecnico potranno servire i consigli di Acquafresca, il quale ieri al Museo del Genoa si è raccontato agli alunni dell'Istituto Elementare Teramo Piaggio di Zoagli. Domande anche derbystiche: «Sì, me ne hanno già parlato. Spero di segnare, ma l'importante è vincere». E simpatiche considerazioni "adulte", come quella di una bimba di 8 anni: «Hai 22 anni? Sei giovane...». Dopodiché, per la punta, mirino sul Cagliari: «Conosco i miei ex compagni e il mio ex mister, verranno per giocare all'attacco». Intenzione collettiva, quindi i singoli.
Cossu? «Non da ora, da due anni è tra i trequartisti più forti d'Italia. Sono contento della sua convocazione, anche perchéè un bravissimo ragazzo». E poi Matri, che un po' aveva patito la concorrenza dell'attuale genoano. Al momento dell'addio alla Sardegna, Bobo disse: «Lo scettro lo lascio a Matri. Non conosco Nené, ma auguro soprattutto ad Ale di fare un grandissimo campionato. E avrà una grande spalla, Jeda». Capucho Neves, che Gasperini apprezza dai tempi del Crotone, in questa stagione è leggermente calato. In compenso, Matri sta facendo sfracelli. Bobo ieri: «Anche Ale, oltre a essere forte, è un ottimo ragazzo. Sono molto felice per lui».
Il numero 32 dei sardi è già a 11 centri, Nené a 7. E il brasiliano che viaggia in utilitaria fucsia aveva dichiarato: «Avverto la responsabilità di sostituire uno come Acquafresca, che qui a Cagliari ha segnato tanto». Allo stesso modo Robert, all'arrivo ad Assemini, aveva affermato: «So che non sarà semplice sostituire giocatori importanti come Suazo, ma ci proverò». Eredità e fato. Perché se l'honduriano non avesse scelto l'Inter, tenendo fede alla parola data, bensì il Milan, magari Acquafresca non sarebbe arrivato a Cagliari e poi al Genoa, lo stesso David potrebbe non essere al Grifone. Sliding Doors.
Invece, dall'Isola degli Attaccanti a Genova. Adesso Acquafresca e Suazo sono a 3 reti, ma già domenica intendono rimontare sugli eredi più prolifici. Approfittando anche delle assenze per squalifica di uno degli ispirati suggeritori del Cagliari, Andrea Lazzari, e di uno dei guardiani della difesa, Michele Canini. Il presente, senza poter concedere troppo alle dolci memorie di Sardegna. «Bellissimo ricordo. Ma domenica vogliamo vincere».
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