Rassegna stampa
Ogni anno la stessa vergogna
Settembre andiamo, è tempo di rizollare. Ogni anno, puntualmente, alla ripresa del campionato si “scopre” che il terreno di Marassi fa schifo. Zolle che si alzano, squadre che protestano, giocatori che rischiano seri infortuni. Nel lontano 2005 toccò a Palombo e Falcone. Ricordate le lamentele di Novellino, e poi quelle di Mazzarri, e quelle di Gasperini («campo da oratorio»)? Ogni anno assessori e agronomi ci propinano spiegazioni diverse (il caldo dell’estate, il freddo dell’inverno, la troppa pioggia, la poca pioggia) e promettono soluzioni «definitive» grazie a un nuovo tipo di erba, o allo sbancamento totale del campo, omagari alle lampade abbronzanti.Ora l’agronomo Ettore Zauli suggerisce alle squadre di fare il riscaldamento non sotto le tribune, ma da un’altra parte. L’assessore allo Sport Stefano Anzalone ritiene una bella soluzione che le zolle saltate vengano sistemate prima, durante e dopo la partita. E Adriano Anselmi, liquidatore di Sportingenova, sostiene che lo scorso febbraio la Lega impose una rizollatura «per esigenze televisive ». In realtà il problema non era certo il colore del campo, ma la sua condizione vergognosa che spinse il presidente Preziosi a chiedere le dimissioni di Anzalone. Come no: campa cavallo, che l’erba salta.
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E vanno già in frantumi i nuovi seggiolini per l'Uefa
GENOVA. Giorgio Guerello, allora assessore allo Sport,aveva avuto un’idea per rendere lo stadio di Genova ancora più inglese: «Mettere seggiolini rossoblù nella Nord e blucerchiati nellaSud.Non ci costerebbe niente, ma dopo poche partite sarebbero divelti, quelli genoani dai sampdoriani e viceversa». Basta meno, perché dopo tre partite della nuova stagione, i nuovi seggiolini voluti dalla Uefa, e costati 660 mila euro,iniziano già a spiccare il volo: «Non abbiamo ancora i dati della partita fra Sampdoria e Lazio premette Adriano Anselmi, liquidatore di Sportingenova che gestisce il Ferraris ma nel Trofeo Spagnolo fra Genoa e Athletic Bilbao sono stati rotti dieci seggiolini, più altri 110 nella gara fra Sampdoria e Werder Brema». Facile capire perché, e intuibile che le rotture siano iniziate quando Markus Rosenbreg ha spento i sogni blucerchiati.Perché «so che in Gradinata la partita si guarda in piedi ammette l’assessore allo Sport Stefano Anzalone e sarebbe stato meglio se la Uefa ci avesse consentito di lasciare le panche.Ma anche stando in piedi, e pure cadendo, i seggiolini non si rompono». Sottinteso: se hanno preso il volo è perché qualcuno ci si è accanito contro, e li ha rotti volontariamente. Serafico Anselmi: «Io non mi preoccupo, perché ho acquistato una scorta di 480 seggiolini in più rispetto al necessario.Poi però ho già avvertito le società: quando finiscono le scorte,quelli che vengono distrutti se li pagano loro». Precisa Anzalone: «So che ci sono proteste sulla scomodità dei seggiolini in Gradinata,ma li abbiamo acquistati più larghi di quanto fosse il limite. Il problema è lo schienale,ma è una pretesa della Uefa». In tribuna nei piani più bassi le sedutes ono state eliminate: sotto al settore vip, a pochi passi dal campo,c’è il progetto di una sorta di piazzetta dove i frequentatori della tribuna centrale possano chiacchierare nell’intervallo.
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Anzalone: "Italia-Serbia si gioca qui. Strumentali le polemiche del Werder"
GENOVA. Data: 12 ottobre; mica una qualunque, è la scoperta dell’America da parte di Colombo. Era il 1492. Qualche secolo più tardi, 2010: al Ferraris si gioca Italia Serbia, fondamentale per le qualificazioni a Euro 2012. Serve il condizionale? Perché le ultime polemiche sul fondo dello stadio, qualche dubbio lo hanno sollevato. Stefano Anzalone, assessore allo Sport,sorride: «Non scherziamo, non ho avuto alcuna comunicazione contraria: la Nazionale giocherà qui».Nonostante le lamentele del Werder Brema nel playoff di Champions League: «Penso volessero mettere le mani avanti azzarda l’assessore sul 3 0 ero convinto che avrebbero continuato con le accuse, al 92’ ho capito che non ne avrebbero più fatto cenno ». Infatti... Insiste Anzalone: «Il giorno della partita ero in vacanza in Austria. Qualcuno mi ha chiamato dicendo che il prato era giallo.Mi sono preoccupato, ho acceso una tv tedesca: era verde, e nessun commentatore ha fatto il minimo cenno alle condizioni del manto erboso». Spiega l’agronomo Ettore Zauli: «In effetti alla vigilia della partita il delegato Uefa era perplesso, anche perché i tedeschi si sono allenati nella parte sotto la tribuna che è più delicata. A fine partita si è invece complimentato per il prato, ed è venuto a ringraziare». Conferma Adriano Anselmi, liquidatore di Sportingenova: «Venerdì verrà a Genova una delegazione della Uefa. Nel programma che ci hanno mandato il campo non è all’ordine del giorno: a loro interessano gli spazi per le tv e altre cose tecniche. Sono venuti a esaminare il campo gli agronomi diConi e Lega, e lo hanno trovato in piena salute. Abbiamo avuto qualche problema solo perché a febbraio la Lega ha preteso una parziale rizollatura per esigenze televisive ». Insiste Zauli: «Ci sono prati malati, che sono in fase di rizollatura. Questo è sano. Il campo di Roma è verde perché usano graminacee, ma d’inverno vanno rimesse ogni quindici giorni».
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Scende in campo la squadra salva-erba
Otto persone a sistemare le zolle e un sistema per riscaldare l'erba
GENOVA. A mali estremi, estremi rimedi: contro i malanni del prato del Ferraris scende in campo una task force. Chiaro, il giorno più importante per rimettere a posto il fondo è quello successivo alla partita, ma non basta se non c’è un lavoro preparatorio in tempo reale. Così Sportingenova, la società del Comune che gestisce lo stadio, ha deciso di correre ai ripari: «Dalla prossima partita confida Adriano Anselmi, liquidatore di Sportingenovac i saranno otto persone ben riconoscibili incaricate dimettere a posto le zolle nelle tre fasi cruciali: dopo il riscaldamento,nell’intervallo e nell’ora successiva alla gara». Sportingenova naviga economicamente in pessime acque, e l’assessorato allo Sport sta poco meglio.Però la forma è anche sostanza: «Il modo migliore per mettere a posto le zolle è con i piedi assicura Anselmi ma la gente penserebbe che non abbiamo neppure i soldi per i rastrelli. Così ogni addetto sarà dotato di divisa e rastrello». Due membri della task force sono già stati individuati: sono diplomati all’istituto agrario Marsano di Sant’Ilario, cheo gni giorno monitorano la situazione del prato: «Abbiamo creato due posti di lavoro per figure specializzate che in Liguria non esistevano », sottolinea Anselmi. Stefano Anzalone, assessore allo Sport, aggiunge orgoglioso: «Aottobre andranno a Roma per un corso di aggiornamento ». Saranno fra i pochi specializzati in erba per campi da calcio, con la supervisione dell’agronomo Ettore Zauli che per anni si è preso cura dello stadio Meazza di Milano. Resta un problema serio da affrontare: «La fascia sotto la tribuna non prende sole spiega Anselmi si forma così uno scivolamento fra i due strati di terra. Purtroppo lì le squadre vanno a fare riscaldamento, ma ho scritto ai club invitandoli in futuro a fare riscaldamento altrove ». Spiega Zauli: «Spesso il riscaldamento rovina il campo più di una partita,meglio farlo in una zona del campo meno delicata». Però non basta,e certo non ci si può rassegnare ad avere un’intera fascia del campo con il rischio dell’effetto buccia di banana. «Stiamo studiando una soluzione, già adottata in Inghilterra ma di concezione olandese avverte Anselmi di più per il momento non posso dire». Confessa Zauli: «Su quella fascia c’è un microclima; anche d’inverno, quando fuori la temperatura è superiore di qualche grado allo zero, lì è sempre gelato. Serve illuminazione, altrimenti non c’è la fotosintesi, ma anche riscaldamento, per favorire l’approfondimento delle radici. Una cosa del genere l’ho sperimentata con successo a Milano,poi non ha avuto seguito per una questione di costi». Già, da qui la riservatezza di Anselmi, che conta di avere un asso nella manica per lampade fotosensibili. «Ma non è facile comunque avverte Zauli perché si gioca ogni tre giorni».Altro problema? Gli animalisti non saranno d’accordo, ma qui i piccioni sono v sti come il fumo negli occhi perché si mangiano i semi del prato. Per questo la semina terminata ieri si svolge attraverso un macchinario che buca il terreno, deposita il seme e lo ricopre con sabbia, per rendere più difficile il sabotaggio da parte dei volatili. Poi, la settimana prossima saranno acquistati due interi manti erbosi da tenere in serra, pronti a ogni evenienza: «Ci sono undici società che abbiamo contattato spiega Anselmi per i due manti spenderemo una cifra intorno ai 100.000 euro totali, per 8.000metri quadri. E acquisteremo anche un telone per coprire il campo». Puntualizza Zauli: «Non serve tanto per la pioggia, a meno di precipitazioni straordinarie. Serve in caso di nevicate,perché altrimenti spalandosi creano danni anche alle zolle. Il problema, una volta riarrotolato, è poi dove mettere il telo. Un tempo lo mettevamo dietro ai tabelloni pubblicitari,ora è più complicato».Comunque, oggi il campo sarà adeguatamente concimato. E per domenica 12 dovrebbe essere un biliardo. Forse.
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L'abbonamento solidale a quota 50.000 "Un cuore grande così" verso il record
VERSO quota 50 mila euro. "Un cuore grande così" vola alto e con questo passo entro il weekend verrà ampiamente sorpassata la quota di 50.000 euro.
I ragazzi di Un Cuore Grande Così hanno programmato una task force per il rush finale della raccolta. Saranno all'esterno del Genoa Store, con il loro banchetto e punteranno forte sull'asta dedicata al materiale da collezione risalente al periodo della Fossa.
Quindi fatti i conti, ci saranno da distribuire gli abbonamenti ai vari istituti impegnati nel campo del sociale.
"Un cuore grande così" infatti regala gli abbonamenti a chi è tifoso, ma alla passione non può dare sfogo allo stadio perché la vita è stata poco generosa, per mille motivi. Partita sottotraccia anni fa, l'iniziativa è cresciuta anno dopo anno e resta tutta basata sul volontariato. Ultimo appuntamento la cena fissata mercoledì 8 settembre al ristorante Ancioe Belle Donne di salita San Gerolamo.
l giorno prima, i Figgi do Zena organizzeranno un party ad hoc per festeggiare i 117 anni del Genoa nella sede del club di via Piantelli 10 alle ore 21.
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