Genoa - Fiorentina

Autore: 
Grifondoro70

Parto da un Genoa Fiorentina dell’Ottobre 2007.
Secondo me una della più belle partite del Genoa di Gasperini, e lo 0-0 fu una vera impresa.
Non sono solito parlare di arbitraggi, ma quel giorno il signor Morganti ci fece giocare per almeno un’ora con il campo in salita, una cosa incredibile, un numero impressionante di falli a favore dei viola in mezzo al campo, zero per noi, poi si stancò pure lui, di fronte a un grifone sontuoso, e finì la partita arbitrando normalmente.
Per non prendere goal da una Fiorentina nettamente più forte, in una situazione come quella, bisognava fare una prestazione straordinaria.
Quel Genoa, tabellino alla mano, se non ricordo male, contro il tridente largo dei viola scelse la difesa a 4 con Danilo Bovo Bega e uno tra Rossi e Konko, con l’altro a centrocampo insieme a Paro e Juric, con davanti, nel tipico gioco a fisarmonica, Sculli Borriello Leon.
Con tutto ciò che si può dire dell’organico attuale, mi pare che dal punto di vista della qualità non ci siano paragoni, soprattutto se lo confrontiamo con quello viola di allora, che era già molto più vicino al loro standard attuale rispetto a noi: Frey Mutu, Pazzini, Ujfalusi, Gamberini, Montolivo, Kuzmanovic, Pasqual, Liverani, Vieri, Donadel, Kroldrup non erano certo gli ultimi arrivati.
Il Genoa li affrontò con grande compattezza, grande corsa, grande abnegazione, tutti uniti, tutti a darsi una mano a vicenda, grande attenzione a chiudere gli spazi e consuete ripartenze gasperiniane con un Leon capace di ribaltare l’azione di 30 metri, facendo rifiatare la squadra, e un Borriello con la schiuma alla bocca.
Sono queste le armi che saranno necessarie mercoledì sera.
I viola, squadra super organizzata da Prandelli, arrivano alla sfida attuale con un’ulteriore evoluzione tattica, liberatisi degli esterni d’attacco alla Santana e Semioli, che a conti fatti non incidono mai in maniera importante sul piano dei numeri, preso atto che Mutu a fare un certo lavoro largo a sinistra patisce, e in concomitanza con la crescita e l’esplosione di Jovetic, sono passati a un 4-4-2 che ha rilanciato alla grande anche Vargas, protetto da un terzino dietro può liberarsi nelle sue tipiche discese fatte di potenza ma anche di ottimi mezzi tecnici che gli consentono cross tesi e liftati, manna per Gilardino, e anche tiri da fuori sempre molto pericolosi.
Questo nuovo assetto ha portato anche una migliore qualità di gioco, rispetto allo scorso anno, in cui parecchie volte sono stati salvati da qualche colpo di fortuna dopo aver subito l’avversario, destano una migliore impressione.
In vista della sfida, se il Genoa certo non sta bene sul fronte infortuni e squalifiche anche i viola hanno qualche problema di troppo, in difesa soprattutto: Dainelli ha problemi al ginocchio che vengono monitorati di ora in ora, Kroldrup era in tribuna contro il Napoli per i postumi di una bronchite, Natali si è infortunato, lo stesso Gamberini, unico arruolabile certo, viene dato in difficoltà fisica, il rischio è quello di dover utilizzare Comotto centrale.
Altro dubbio riguarda Marchionni, dovrebbe essere convocato ma era assente nell’ultima per una distrazione muscolare, situazione aggravata dal fatto che il suo naturale sostituto, Santana, è uscito nella gara di ieri per infortunio.
Alla fine potrebbero recuperare in tanti, anche se non al massimo, e schierare Gobbi, Kroldrup o Dainelli, Gamberini e Comotto in difesa, Marchionni o Jorgensen, Montolivo Zanetti e Vargas a centrocampo, Gilardino e uno tra Mutu e Jovetic davanti.
In più Donadel si candida per far tirare il fiato a Zanetti lì in mezzo.
Il Genoa, facendo la conta, contro il 4-4-2 potrebbe tatticamente tornare alla difesa a 3, e a quel 3-4-3 sporco che in tempi di normalità garantirebbe qualche vantaggio, in quel caso si potrebbe ipotizzare un Papa Biava Bocchetti, o un Esposito inserito al posto del greco, difficilmente credo lo vedremo centrale come Moretti.
Zapater e Milanetto in mezzo, con Mesto e Rossi sulle fasce, sulla scelta di chi dovrà opporsi a Vargas, con l’altro a sinistra, potrà pesare sia la facilità di corsa del primo che la maggiore attenzione e concentrazione in marcatura del secondo, io penso a un Rossi a destra e Mesto a sinistra.
Davanti Sculli Floccari e un Palladino in buona condizione, a cercare di dare qualità soprattutto nelle ripartenze.
Altra soluzione potrebbe essere invece un qualcosa di speculare ai viola, disegnare un 4-4-1-1 che porti a tanti duelli individuali, alla ricerca di un brodino.
Vedremo, intanto non so perchè ma a sensazione preferisco giocare di sera, poi comunque farlo ogni 3 giorni non è facile per nessuno e quindi il divario attuale sulla carta potrebbe assottigliarsi, e in ogni caso serviranno però le qualità citate in occasione della partita di due anni fa, oltre a tanta semplicità e buon senso, rifuggendo dalle alchimie, e una grande mano dalla tifoseria, senza quei silenzi spagnoli inframmezzati da mugugni al primo disimpegno sbagliato.
Ale’ Grifone!