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L'allenatore
L’allenatore è una delle figure più controverse di una squadra di calcio.
Alcuni lo ritengono dotato di poteri che poco hanno di umano, Helenio Herrera, uno di tecnici più noti degli anni sessanta, veniva detto il “Mago”...
Altri lo ritengono un semplice “guardone” da bordo campo...
I tecnici vengono issati con una certa leggerezza sugli altari in seguito ai risultati positivi e con la stessa leggerezza vengono scagliati nella polvere quando i risultati sportivi vengono meno ed in genere a farlo sono gli stessi che li osannavano.
Nei momenti luminosi vengono portati in spalla dai calciatori e nei momenti bui vengono presi metaforicamente a pedate dai medesimi.
Spesso pagano con l’esonero colpe che potrebbero essere non solo loro.
Ritengo debbano restare al loro posto sino al termine del campionato...
Nel corso degli anni sulla panchina del Genoa si sono avvicendati molti tecnici, tutti passano gli allenatori, i calciatori, i “rappresentanti legali”...con buona pace dei loro estimatori di Eterno vi è solo il buon Dio...
Arturo Silvestri, Luigi Simoni, Franco Scoglio, Osvaldo Bagnoli, segnarono il destino rossoblu nel corso degli anni settanta, ottanta e novanta.
“Sandokan” guidò il Genoa dalla panchina dal 1970 al 1974.
Durante il campionato di “Serie C Girone B” del 1970/71 fu qualcosa in più che un semplice tecnico, costituì con Angelo Tongiani la “società” che allora si reggeva sulle spalle dei volenterosi tifosi divenuti azionisti.
Fu prima allenatore e poi direttore sportivo quando in panchina sedette Luigi Simoni, un “suo” calciatore che dopo aver guidato le manovre rossoblu dal centrocampo tentava una nuova strada.
“Gigi” prese le redini della squadra per tre volte nel 1975, nel 1980, nel 1988.
Nelle prime due circostanze riportò il Genoa in “Serie A” guidandolo con decorosi risultatati anche nella massima serie, nella terza occasione non gli riuscì e incappo nella stagione che culminò con la “partita della vita” in quel di Modena.
Franco Scoglio era per tutti il “Professore” e spesso lo si doveva considerare come un illustre clinico giunto al capezzale del malato.
Nella sua prima avventura dimostrò indubbie sapienze tattiche ed alcuni limiti caratteriali, nelle successive divenne allenatore-direttore sportivo-direttore generale... salvo piantare tutti in asso quando tutti si aspettavano tutto meno questo.
Nonostante restò un “qualcuno” nella storia del Genoa, a differenza di qualche “C1” che pur pompato e leccato un “C1” rimane.
Osvaldo Bagnoli è scuramente il tecnico più citato da alcuni imbecilli che usualmente frequentano il web rossoblu, i quali da pappagalli ripetono a pappagallo una sua frase infelice, una delle poche di questo uomo che amava il silenzio, la discrezione e la riservatezza.
Guidò il più bel Genoa del dopoguerra, quello che raggiunse il quarto posto segnando la miglior prestazione in Campionato dal 1945, portandolo a disputare la Coppa UEFA e verso la finale europea vedendola svanire più che in quel di Amsterdam, sul campo del “Ferraris” o negli spogliatoi di Pegli...
Giampiero Gasperini siede sulla panchina del Genoa dal 2006 ha guidato il Genoa alla “Serie A”, ad una salvezza più che tranquilla, al quinto posto in campionato ed alla qualificazione alla Europa League.
Ha l’indubbio pregio di offrire la stabilità tattica della squadra ed il clamoroso difetto di lasciar che la stabilità divenga staticità, predilige la palla giocata e si ostina nel volerla vedere giocare sempre sia quando è l’ora di calciarla verso la porta, sia quando i piedi di alcuni non paiono portati, predica e pratica un calcio agonisticamente aggressivo e si fissa talvolta sulla corsa.
È circondato da una alea che lo vuole come colui che abbia inventato il calcio e lo dispieghi come nessun altro in passato, innumerevoli leccapiedi lo esaltano dopo una vittoria magari raggiunta con l’aiuto in quel frangente di una buona dose di fortuna ed al momento in cui i punti portati a casa sono pari a zero detta vittoria sventolano a chi storca il naso.
Ridicoli sono coloro che ritengano abbia valorizzato Milito e Motta o abbia insegnato il calcio ad altri, che lo reputino non criticabile sulla base dei risultati e quando questi latitino dal cilindro cavino il coniglio del “Meritate Marchioro” sebbene in quegli anni e nei seguenti della loro presenza al “Ferraris” pare non vi fosse traccia...
Gasperini ha meriti e qualità che non credo debbano essere nascosti e sottovalutati, ha difetti che si palesano di volta in volta e che una acclamazione continua nasconde.
Mi auguro divenga più attento alle possibilità date dai giocatori che avrà in rosa perché il Bagnoli tanto caro ai “veri genoani” cultori del “risultato” e dello “schema”usi citare il tecnico della Bovisa conoscendone solo un orpello verbale, trascurano che l’Osvaldo vincitore di uno scudetto disse:
“Il calcio è un gioco semplice, non sono indispensabili astruserie come il pressing e la zona. L'importante è avere la fortuna di trovare gli uomini per metterli poi nei posti giusti, lasciandoli liberi di esprimersi. È la volontà che è al di sopra di tutto. Ho guidato giocatori che hanno meritato lo scudetto senza inventare tattiche nuove, senza machiavellismi e scoperte, senza alcun segreto. Il gioco del calcio è uno solo.”
Per mio gusto auspico che Gasperini resti alla guida della squadra sino al termine della stagione ed in quel frangente verifichi con la società se e come continuare evitando i “malintesi” occorsi in sede di campagna tesseramenti con una dirigenza che seguita a vendere i calciatori più appetibili al primo tintinnio di moneta.
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