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Giuseppe Papadopulo, il vincente che non ha richiamo mediatico
Una carriera tra B e C, spesso nei campi del Sud, con autentiche imprese nel proprio curriculum.
Ha una promozione in serie B con l’Acireale.
Una promozione in B ad Avellino, non accreditata per il suo allontanamento a Maggio.
Una, sempre in serie B, con la Fidelis Andria, e successivo strepitoso nono posto nel campionato cadetto.
E dopo una brutta esperienza a Cremona, con retrocessione in C2, si lega al Siena dove è autore di un triennio da favola:
allontanato dopo le prime giornate in serie B, viene richiamato a Febbraio con la squadra ultima in classifica, ottiene 30 punti in 13 partite e una salvezza miracolosa.
Sarà la base per il trionfale campionato dell’anno successivo, primo posto e storica promozione in serie A.
Ciclo completato con la salvezza ottenuta nella massima serie.
Recentemente, a Lecce, compie qualcosa di analogo, a Dicembre subentra a Zeman, con già 10 sconfitte in 18 partite sul groppone, e con un girone di ritorno da media promozione, si assesta al nono posto, campionato che farà da base alla promozione in serie A ottenuta l’anno seguente, con ben 83 punti, e una serie di record:
- record assoluto di vittorie in trasferta, 11 in regular season, più 2 ai playoff vittoriosi.
- massimo numero di vittorie in un singolo torneo nella storia del Lecce, 23.
- maggior numero di goal segnati in trasferta nella storia dei salentini.
- eguagliato il loro record di goal segnati in un campionato.
- eguagliato il minor numero di sconfitte interne, 3.
Un palmares, quello del tecnico pisano, che avrebbe meritato maggiori chances ad alto livello, e invece l’ha trasformato nell'uomo dei miracoli, in chi subentra cercando di riparare i danni altrui, e poi lascia verso altri lidi.
Ed è con questo bene in mente che il Bologna si è affidato a lui in queste ultime 7 partite.
Difficile capire cosa potrà fare in così poco tempo, così come è ancora più arduo comprendere come si possa affidare la panchina a Mihajlovic, all’esordio da allenatore, per semplici ragioni di immagine, di appeal mediatico, e di "stile", o forse di giochi e pressioni da parte di procuratori e affini, chissà, sicuramente per qualche santo in Paradiso che non hanno i Papadopulo.
Se quest'ultimo riuscirà nell’impresa potrà probabilmente programmare qualcosa di serio a Bologna, perché la società ha risorse superiori rispetto a quelle con cui si confronta ora, altrove non si spendono 7 milioni a Gennaio per Osvaldo, e non si pagano tre allenatori in stagione.
La situazione però è tutt’altro che facile, ed è figlia, a mio giudizio, della serie di 5 pareggi consecutivi ottenuti subito con l’arrivo del secondo di Mancini all’Inter, la squadra dava segni di risveglio, giocava anche discretamente, ma non è riuscita a capitalizzare in quel momento, e senza fieno in cascina ora si trova con un piede oltre l’orlo del baratro.
Bologna e Genoa si presentano a questa sfida con due curiose serie, ben diverse tra loro, ma apparentemente convergenti: il Grifone quest’anno non ha mai perso due partite consecutive, i felsinei arrivano con una serie di 5 sconfitte di fila.
Sembrerebbe quasi una partita che converga statisticamente verso il pareggio, ma nessuna delle due può permetterselo a priori.
Troppo importante per il Genoa sfruttare l’occasione, sapendo pure in anticipo l’esito di Fiorentina-Roma, e il Bologna sarà atteso da scontri con Reggina, Torino, Lecce e Chievo nelle prossime gare, un minitorneo da spareggio salvezza, e non può permettersi di fare calcoli a base di brodini.
Il Bologna visto nelle recenti apparizioni non lascia certo tranquilli i propri tifosi, la squadra è stata in grado di prendere almeno un paio di goal a partita senza che gli avversari partecipassero, facendo tutto da sola, e questi sono campanelli d’allarme gravissimi.
A Papadopulo il compito di rigenerare psicologicamente la squadra, anche se dietro il materiale non è certo di qualità, fuori causa Britos per tutta la stagione, devono anche fare i conti con gli infortuni del portiere Antonioli e di Castellini.
Tatticamente abbiamo solo il precedente di Palermo, quando sono scesi in campo con un 3-5-2.
Ma non credo che ripeteranno quel modulo.
Secondo me contro il Genoa si schiereranno in maniera speculare alla nostra, un 4-5-1 utile per chiuderci gli spazi, disporsi in numerosi duelli individuali, lasciar al Genoa la gestione della partita, cercando di far male nelle ripartenze.
Se non si suicidano da soli, con qualche svarione che ci spiani la strada, non credo che cadranno nell’errore di Chievo, Lecce, Cagliari, puniti perché, sbilanciati, ci hanno lasciati tantissimo campo.
Cercheranno di togliere profondità a Milito, aggrediranno solo nella loro metà campo, cercheranno di soffocare Motta, e proveranno a sfruttare il campo che potremmo lasciare noi, con unico punto di riferimento Di vaio.
Personalmente temo molto Osvaldo, che dovrebbe partire dalla panchina, ma ha grandi qualità e mi preoccupa che, per acciacchi e infortuni vari, non si sia ancora potuto esprimere.
C’è il dubbio in porta tra Antonioli, infortunato in recupero, e Colombo.
La difesa a 4, col rientro di Castellini, possibile ma non certo, potrebbe essere Zenoni, Terzi Castellini, Lanna.
Con Moras e Belleri uniche alternative.
A centrocampo, squalificato Volpi, potrebbe esserci Amoroso con due cagnacci come Mudingay e Mingazzini, ma anche Mutarelli è tra i papabili.
Davanti il solo Di Vaio, con due esterni praticamente sulla linea dei centrocampisti, probabili Valiani e Marazzina a partire da lontano, ma da non escludere il cursore brasiliano Coelho, mentre l’altro brasiliano Cesar, ex Inter, è sempre ai fermo ai box.
Completa il tutto Osvaldo che, come dicevo, vedo più come possibile sostituzione per far rifiatare qualcuno, o cambio tattico per variare assetto in caso di partita da recuperare.
Come riferimento, più che Palermo, credo dovremmo prendere il Lecce al Ferraris, con Papadopulo alla guida, l’anno della nostra promozione.
Quello era un Genoa con un gioco diverso, arrembante, che costruiva occasioni su occasioni in un solo quarto d’ora, che dava la sensazione di sbloccare la partita di minuto in minuto, e venne imbrigliato da un 4-5-1, con un Osvaldo che, appena subentrato a Tiribocchi, si ingoiò un goal già fatto, a porta vuota, dopo aver scartato Rubinho.
Giocano in casa, e quindi non potranno esasperare troppo certi atteggiamenti, ma l’assetto a mio avviso sarà identico.
E Papadopulo è bravo, riesce sempre a costruirsi le occasioni per far male.
Il Genoa però è molto diverso da quel Genoa, è più cinico, ha una percentuale molto maggiore di realizzazioni in rapporto alle occasioni, ha qualità in uomini importanti, e difficilmente si scopre, la difesa è un punto di forza anche perché tutta la squadra sa proteggerla e poi ripartire.
Quel Genoa di serie B concluse con 9 pareggi e 10 sconfitte, contro i 16 pareggi e le 5 sconfitte del Napoli.
Quello di oggi è la squadra che tra le prime 7 ha segnato di meno, è la squadra che tra le prime 9 ha pareggiato di più, è la terza difesa del campionato.
Segno che la propaganda che ci identifica col Barcellona lascia il tempo che trova.
Ed è proprio con questo pragmatismo, il non prendere mai goal dalle squadre inferiori, la capacità di farlo prima o poi, che andiamo a Bologna per fare una partita che ci auguriamo si possa definire, alla fine, quella tipica della squadra più forte che sfrutta le debolezze altrui.
Ale’ Grifone!
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Commenti
Da Federossoblu.net (non so
Da Federossoblu.net (non so come si faccia a mettere il link ad una pagina internet, quindi copioincollo da li' le ultime news sugli avversari...)
Ottimismo?
Dal ritiro di Coverciano arrivano voci che predicano ottimismo, quella di Salvatori in primis, mi sorge spontanea una domanda: ma ci credono davvero? Molti di noi tifosi sono sfiduciati, stanchi di vedere una squadra (ad eccezione di Di Vaio) che non fa nulla per togliersi dalla zona retrocessione.
Dopo il fallimentare esperimento del modulo 3-5-2 adottato a Palermo, Papadopulo sembra intenzionato a proporre un 4-3-2-1, che in alternativa può trasformarsi in 4-4-1-1.
Antonioli continua ad essere indisponibile, quindi Colombo avrà una nuova chance da titolare (partita tutto sommato discreta la sua, a parte l'uscita sciagurata sul secondo gol del Palermo), la difesa a quattro vedrà Moras e Terzi centrali, Zenoni terzino destro e l'orrendo Belleri a sinistra.
Nel caso di un centrocampo a tre Mutarelli sarebbe schierato a destra, Mingazzini al centro, mentre Mudingayi si collocherebbe a sinistra, davanti a loro Adailton e Valiani trequartisti. Mentre nell'ipotesi di centrocampo a quattro Valiani verrebbe arretrato a sinistra, con Mingazzini e Mudingayi a comporre la coppia centrale tutta corsa e muscoli, mentre Adailton rimarrebbe nella posizione di trequartista.
Marco Di Vaio avrà il reparto d'attacco tutto sulle sue spalle, con eventualmente Osvaldo o Marazzina pronti a subentrare.
Gasperini conferma il suo consueto 3-4-3. Il Genoa, a mio parere, è la squadra che quest'anno ha proposto il calcio migliore di tutta la Serie A: aggressività concretezza e un buon livello di continuità di rendimento.
Per quel che concerne il reparto difensivo, Rubinho si schiererà in porta, Biava a destra, Ferrari centrale e Bocchetti a sinistra.
La coppia di centrali di centrocampo sarà composta da Juric e Thiago Motta (una delle più belle rivelazioni del campionato), Criscito sulla fascia sinistra e Marco Rossi a destra.
L'attacco sarà affidato a Sculli, Palladino e quasi sicuramente Diego Milio, apparso in netto recupero negli ultimi allenamenti.
Cosa mi aspetto dalla partita? Dignità, voglia di giocare, orgoglio! Poi si può anche perdere, col Genoa non sarebbe un disastro, loro sono squadra manifestamente superiore a noi, i tifosi ci mettono l'anima, il cuore, e voi undici??
Forsa ZenaaaAAA!