Destinazione Cassandra Crossing
Guardo questo foglio bianco, e non so da che parte cominciare a riempirlo.
Non che sia obbligatorio farlo, tutt’altro, ma mi sembra paradossale aver scritto per anni del nulla e, ora che c’è il “tutto”, inseguire le parole che si nascondono fra i tasti, ormai convinte della propria inutilità.
Certo, ho mille pensieri in testa, ma tutto è già stato detto e scritto, e qualunque scrivano dovrà adattarsi al pur nobile mestiere di copista, come i frati del “Nome della rosa”, anche se i nomi della nostra rosa non fanno mai in tempo a restarci in memoria.
Ormai la farsa è giunta al terzo atto, ci vuol tanto a capirne l’epilogo?
Cos’altro ancora deve succedere per smascherare il vero progetto del Joker?
Perfino un pusillanime come Alberto Sordi arrivò a sbottare in “Tutti a casa” (erano i Daspo dell’8 settembre?): “… e non si può sempre far finta di non vedere”.
Siamo a Cassandra Crossing e, finché non diventerà obbligatoria la Tessera del Writer per poter mugugnare, è doveroso scardinare i vagoni piombati della ragion di stato e urlare ai finestrini il vero tragico destino che ci aspetta.
Vedo in Enrico Preziosi la mantide religiosa del calcio: individua il partner, lo circuisce, lo attrae, si accoppia con lui, e dopo l’atto sessuale lo divora per un impellente bisogno di proteine.
Inutile citare Como, basta pensare al Genoa e alla lenta agonia che lo consuma, spolpato a ogni giro dei suoi frutti migliori, finchè la carcassa vuota sarà preda di un altro bracconiere.
A volte, il sistema immunitario della tastiera mi oscura la lettera P, e diventa complicato analizzare il contesto.
Impossibile citare –reziosi, vietato criticare le –lusvalenze ossessive, inutile recriminare su –alacio regalato in nome del –rofitto, sbagliato credere che –erin al –escara avrebbe causato il cataclisma: la vera ragione del ribaltone con Lo Monaco va cercata dentro, nel cortocircuito mentale di un –residente che si contesta da solo e che disfa in differita quel che aveva costruito in diretta.
Imboccato dall’illuminata intervista di Brenzini, il Doctor House di Cogliate ha emesso la diagnosi: la colpa è come al solito del “lupus”, la nota malattia autoimmune che costringe il corpo a distruggere se stesso; tradotto… colpa dei tifosi cattivi, e meno male che 250 di loro migreranno dalla cucina al tinello invece che dalla Nord ai Distinti.
E’ tempo di Olimpiadi.
Comunque la pensiate, medaglia d’oro a Enrico Preziosi nella specialità “idiozia”.
Era già tra i favoriti, ma con l’operazione Lo Monaco ha sbaragliato il campo, perché nemmeno la testa di serie Zamparini aveva osato tanto, pur licenziando Panucci dopo 36 giorni.
Preziosi è arrivato a 57, ma il tonfo è stato amplificato dall’enorme potere che gli aveva conferito.
Inoltre, ha purtroppo trascinato alla vittoria anche il Genoa nella speciale classifica a squadre del “ridicolo”, e oggi siamo la macchietta del calcio italiano, e lo saremo ancora di più se domani decidesse di riassumerlo, improbabile ma non impossibile.
Tutti si chiedono come facciano i Genoani, non solo a tollerarlo, ma continuare a idolatrarlo, eppure questo avviene nonostante qualche sparuto livoroso si affanni a denunciare i pericoli.
Ma i successi olimpici di Preziosi sono molti altri.
Oro nel tuffo carpiato con doppio avvitamento e salto mortale, dicendo il contrario del giorno prima e facendo l’inverso di quanto promesso.
Oro nel salto triplo, con un passo indietro e tre avanti, ma con la folla in visibilio per cotanta agilità.
Oro nel canottaggio con il 4 senza, per la precisione senza Lo Monaco ma con il seguente equipaggio: Preziosi Senior, più uno Junior a scelta, più Capozucca e Zarbano.
Direi che bastano e avanzano per gestire l’agenzia di collocamento “Preziosi & C. – Calciatori e affini”.
Oro nella Ginnastica al cavallo con maniglie, intese come Galliani e Moratti, grazie ai quali può stare in sella nel suo maneggio preferito.
Sì, gli tocca fare il collaudatore di talenti per conto terzi, ma che libide quando alla tavolata dei grandi lo mettono sul seggiolone e gli ficcano il ciucciotto in bocca, perché stia bravo e obbedisca.
Oro nel ciclismo su pista, specialità inseguimento, ma di cosa non si sa.
Dopo la serie A (promessa e conquistata) siamo passati dalla Stella (non solo Lo Monaco l’ha citata) all’Europa, poi alla sinistra della classifica, ora alla salvezza, e sarà dura nonostante le altrui penalizzazioni latenti: bisogna fare attenzione perché nell’inseguimento, quando uno è doppiato, crede di essere primo e invece è ultimo, e non sempre trovi qualche amico che ti concede 6 punti sul filo di lana.
Ma Preziosi insegue, insegue sempre qualcosa, ma campa sull’equivoco perché la sua vera meta è il grano, mentre i gonzi credono che voglia veder vincere il Genoa.
Qualcuno l’ha finalmente capito, ma invece di ribellarsi sforna il più bestiale dei salvacondotti: “faccia quel che vuole purchè ci tenga in A”, come se il rispetto e la dignità fossero merce contrattabile.
Tra pochi mesi, per la precisione a gennaio, è matematico che si venderà chiunque abbia mostrato un briciolo di talento, per il solito meccanismo dell’uovo e la gallina.
Io punto su Jorquera, l’unico (per ora) a poter solleticare le voglie milanesi, ma forse anche romane… e giù applausi per la geniale plusvalenza.
Tanto ormai il Genoa è un fastidio, una zavorra, un orpello da sopportare e, ma questo non lo dice, uno strumento per arraffare decine di milioni.
Quanti in questi ultimi due mesi?
Mi sono immaginato che all’interno di Preziosi ci sia un termostato: si aziona automaticamente quando le vicende negative alzano troppo la temperatura; una ventola la raffredda, ma poi ricomincia tutto come prima.
E’ successo con la Fondazione, quando si spossessò del 25% delle azioni per una forma di risarcimento ai Genoani che si ritrovarono in C a causa sua.
Bel gesto, tra l’altro gestito male, ma il senso era quello della penitenza anche perché non ne traeva vantaggi ma ne subiva i costi.
Poi il distacco, ricordo perfino che stentava a nominare i membri di cui aveva diritto per statuto, finchè all’improvviso il termostato ha smesso di funzionare e ha ribaltato il tavolo, chiedendo indietro il gentile omaggio e inserendo nell’organico i propri scherani.
Con Lo Monaco stesso meccanismo. Dopo una stagione disperata, dopo due anni di orrido mercato, dopo dichiarazioni da principiante, dopo lacerazioni devastanti, ecco il passo indietro e la consegna delle chiavi a un vero manager.
Ma era solo un placebo, e subito il pentimento.
Peccato che questa finta e controfinta abbia spiazzato i sudditi, costringendoli a penose inversioni a U di rara disinvoltura.
Ora Lo Monaco non è più il salvatore, ma un pregiudicato e un doppio-giochista, molto peggio di Foschi, Pastorello, Gaucci e Sogliano, che per fortuna sono stati bloccati in tempo.
E’ un’allucinazione di massa, spiegabile in una semplice frase: paura dell’ignoto.
Resta da capire come si faccia a non aver paura del “noto”.
Ora dice che vuol vendere: speriamo sia vero e che accada prima del crash di Cassandra Crossing, anche se esiste il rischio di inciampare in qualche tagliola vagante.
Il passaggio di mano è necessario per tante ragioni, ma una vitale, che non è la serie A o qualche piazzamento di riguardo: almeno per me, è la riunificazione del Popolo genoano che in questa diaspora perde forza, e genera effetti devastanti che si ripercuotono perfino nell’appoggio a “Un cuore grande così”.
Senza unità non c’è futuro, e il caro vecchio Grifo non merita un sostegno così frammentato, uno in battere e uno in levare, uno in rosso e l’altro in blu: la nostra storia è fatta di un colore solo, il rossoblu.
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Commenti
ah ah ah mi sono un po'
ah ah ah

mi sono un po' lasciato andare con la metafora ...
Comunque più Jorquera a tutti !
Ciao Massimo , mi sono
Ciao Massimo , mi sono soffermato a lungo sulle ultime righe e la prima cosa che mi è venuta in mente , analizzando il penoso momento di questo Genoa , è stata l'immagine di Sophia Loren come ambasciatrice di pace.
Non me ne volere
Stefano...
Sì, lo temevo... ma speravo in qualcosa di meglio
grande !
Leggere quest'ultimo pezzo di Nemesis mi ha convinto a tornare a scrivere un piccolo messaggio (anche io ho preso il giallo e mi sa che rischio il DASPO .-) )
:-)
Non ho più partecipato alle discussione del muretto, anche se rimane per me sempre una brillantissima fonte d'informazione su tutto il mondo Genoa. Per diversi motivi non frequento più lo stadio, quindi a volte mi sento un po' distante da alcune dinamiche e non mi sento ingrado in realtà di offrirvi grandi contenuti o elementi di discussione non già trattati da voi.
Voglio esprimervi comunque tutta la mia simpatia e ammirazione: è difficile discuisire di Genoa con tanta passione, competenza ed intelligenza. In particolare mi colpisce l'onestà intellettuale con la quale avete cercato in questi anni di capire il "Fenomeno Preziosi" (da non confondere con il "progetto"). E' stato un lavoro di alcuni anni in cui direi senza preconcetti ma con capacità di analisi ci siamo dibattuti ad analizzare, criticare, interpretare tutte le contraddizioni del Fenomeno.
Direi che il percorso verso la Verità si è compiuto, e mi avete aiutato non poco in questo cammino
Un saluto a tutti.
Belin numero otto , mi sa che
Belin numero otto , mi sa che dopo sto' post di autoanalisi, ti arriva una parcella dagli psicoterapeuti della redazione , che devi rateizzare per 20 anni come Lotito ....
8)