Retrospettiva Vonnegut

 Chi era Kurt Vonnegut?

Chi di voi lo sa, grandissimo! Chi gli sembra di averlo sentito nominare: fate più attenzione! Chi non lo sa, bene, eccomi qua a cercare di incuriosirvi.

Nato nel 1922 a Indianapolis, nell’Indiana, da una famiglia di origine tedesche, che nel 1943 partì volontario per l’Europa, dove venne fatto prigioniero dai nazisti nel ’44 nelle Ardenne.

Questo gli diede l’opportunità di assistere all’atroce bombardamento incendiario di Dresda del febbraio ’45. Questo spettacolo unico ed inimmaginabile, soprattutto il post-bombardamento, gli ha permesso di creare nel 1969 il uso masterpiece, ovvero il romanzo Mattatoio #5 o la crociata dei bambini.

Erroneamente identificato come fantascienza, in realtà si tratta dell’unico modo da sani di mente di creare qualcosa di positivo da tale esperienza devastante.

Ma prima e dopo ha scritto molti romanzi davvero belli, spiritosi, di una pesantezza leggera, profondi e divertenti.

Nell’Aprile del 2007 ci ha lasciato, a New York, ma come eredità ci ha lasciato la sua profonda umanità, lo humor mai offensivo, il dedicarsi in prima persona in tante campagne umaniste (fin dal Biafra, chi se lo ricorda?).

Va letto, primo perché è davvero divertente, poi per tante buone ragioni che non vi tedio ad elencare (fatelo voi se vi va!).

 

Le sirene di titano – Kurt Vonnegut – Feltrinelli

Edito nel 1959, per la trama Vonnegut è da subito un po’ difficile.

Con cadenza periodica riappare, insieme al suo cane, un ardimentoso viaggiatore dello spazio, sparito appunto anni prima a due giorni di distanza da Marte.

In una di queste apparizioni invita l’uomo più ricco degli Stati Uniti ad un incontro privato e gli racconta tutto quello che lo aspetta nel futuro.

Ritmo serrato, linguaggio semplice, invenzioni strabilianti e intuizioni geniali: lasciate perdere chi vi dice che è fantascienza, questo è antropologia, religione, filosofia e, oltretutto, grande umanità e pacifismo.

Comincia subito Vonnegut nella caratteristica che ho apprezzato immediatamente: nessun personaggio è negativo, ma tutti sono buoni, tutti sono umani, le circostanze li rendono, temporaneamente, cattivi.

 

Madre notte – Kurt Vonnegut – Feltrinelli

Nel 1961 Vonnegut pubblica quello che secondo me è il suo capolavoro.

Howard Campbell, americano, si ritrova nel carcere di Gerusalemme (nella cella di fianco c’è Heichmann), in attesa del processo per crimini di guerra.

E scrive a macchina la sua storia, il suo memoriale di difesa; benché non lo siano andati a prendere (come Heichmann, appunto) gli agenti del Mossad, ma sia stato proprio lui a consegnarsi agli Israeliani.

Trasferitosi in Germania da bambino con la famiglia, cresce lì e diventa un autore teatrale di successo.

Si innamora, si sposa, e con l’avvento del nazismo gli viene proposta una rubrica radiofonica anti-americana. Al crollo del Terzo Reich riesce a fuggire e si ritrova in un quartiere desolato di New York. Finché non gli scoppia intorno il finimondo perché viene ‘scoperto’, dai russi, dai servizi americani, dagli ebrei e dai neo-nazisti locali.

Ma dentro di sé nasconde un segreto: durante il nazismo viene avvicinato dai servizi segreti Americani che lo usano per tutta la guerra come messaggero, passandogli frasi in codice che diligentemente lui passa alla radio.

Però ha un problema, come dice Vonnegut nella dedica: servì troppo scopertamente il male, e troppo segretamente il bene.

E il grande Vonnegut aggiunge: il crimine del suo tempo. Un film con Nick Nolte è stato tratto (molto bene) da questo romanzo, intitolato Confessione Finale: da non perdere!

 

Ghiaccio-nove – Kurt Vonnegut – Feltrinelli

Solo due anni dopo, nel 1963, esce quest’opera che valse all’autore la Laurea ad honorem in antropologia (!) dell’Università di Chicago, dove risiedeva a quel tempo (nel ‘ghetto’ nero!).

Ufficialmente si rituffa nella fantascienza, ma la funambolica storia raccontata attinge alla politica, alla religiosità, alla filosofia, etc.

Il ghiaccio-nove è una sostanza con la proprietà di solidificare l’acqua col semplice contatto.

Uno scrittore viene a conoscenza che i tre figli di uno scienziato sono in possesso ciascuno di una particella di tale materiale.

In un susseguirsi di incroci casuali e scontri volontari, si arriverà al disastro su un’isola rappresentante una repubblica delle banane con tanto di dittatore egoista.

 

Mattatoio n°5 – Kurt Vonnegut – Feltrinelli

Nel 1969, col sottotitolo la crociata dei bambini, esce il suo unanimemente riconosciuto capolavoro.

Ci vogliono venticinque anni per rielaborare e mettere su carta l’esperienza agghiacciante della guerra, poi della prigionia e soprattutto del bombardamento di Dresda.

E solo con la fantasia più sfrenata, fino a far classificare per decenni il libro come opera di fantascienza, Vonnegut riesce a tirarci fuori un senso.

Un senso completamente, totalmente, irresistibilmente pacifista.

Tant’è che il sottotitolo non si riferisce solo alla crociata vera e propria, ma alla guerra in generale dove uomini vecchi decidono di mandare a morire uomini giovani, ovvero bambini.

Il protagonista di ritrova a viaggiare nel tempo e nello spazio e a vivere mille avventure che alla fine sottolineano il valore ‘volatile’ della vita, che ci vuol così poco a distruggere.

Nel 1972 ne è stato tratto un film che però io non credo di aver visto.

 

La colazione dei campioni – Kurt Vonnegut – Feltrinelli

Nel 1973 il nostro autore pubblica un romanzo sull’America, un paese che va, come uno dei due protagonisti, verso la pazzia.

Mentre una parte della popolazione, come l’altro protagonista, cerca nel suo piccolo di creare qualcosa di sostenibile, nel senso filosofico del termine e non in quello moderno ecologico.

Il realismo con cui Vonnegut stigmatizza i comportamenti tradizionali della provincia americana è quasi rozzo, ma certamente efficace per rendere con forza la sua critica ad una società sempre più disumanizzata. Spettacolari i riassunti delle trame dei libri di Kilgore Trout, il secondo protagonista e presente in tanti libri di Vonnegut, quasi un alter ego idealizzato.

Tali storie sono spesso spiazzanti, per quanto siano morali ma anche paradossali.

 

Un pezzo da galera – Kurt Vonnegut – Feltrinelli

Nel 1979 Vonnegut realizza un romanzo tipicamente Americano, raccontando la vita di Walter Starbuck che esce di prigione dopo aver scontato una pena per un ruolo minore nello scandalo Watergate.

Il romanzo è estremamente divertente (c’è un punto nel quale regolarmente scoppio a ridere) ma anche un compendio della storia del sindacalismo di sinistra nell’America capitalista, con critiche aspre alle Corporations che sono sempre più lontane dall’essere umano, mentre il sindacato almeno come filosofia fondante ha quella di difenderlo.

Lettura agile e divertente, un libro che non si scorda. Bon appétit!

 

Il grande tiratore – Kurt Vonnegut – non disponibile in Italia – cercate Deadeye Dick in lingua originale

Nel 1982 un altro romanzo che racconta il percorso della vita del personaggio, di nuovo nella cittadina immaginaria della Colazione dei Campioni.

Rudy Waltz ha appena nove anni quando uccide con un colpo di fucile una donna incinta che fa le pulizie a casa propria.

Questo dramma lo segna per sempre, e guardando indietro, ora che a mezza età è espatriato a Haiti, racconta con serenità il percorso della vita, sfiorando temi grandi e importanti nei quali si riflette ancora la visione umanistica dall’autore.

 

Galapagos – Kurt Vonnegut – non disponibile in Italia – cercatelo in lingua originale

Nel 1985 esce un altro libro pseudo-fantascientifico, la cui voce narrante è il fantasma del figlio dello scrittore Kilgore Trout.

Fuggito alla leva per il Vietnam, si è ritrovato a morire in un cantiere svedese dove viene costruita la nave Bahia de Darwin, della quale decide di seguire il viaggio.

La nave infatti è destinata a portare un gruppo di ricchi verso le Galapagos.

Ma il destino è in agguato e il mondo intero verrà stravolto con la nave e i suoi occupanti al centro della scena.

Va da sé che qui Vonnegut non possa esimersi da farci apprezzare l’evoluzionismo e ancora il pacifismo, ma si incastrano anche temi relativamente nuovi come la sostenibilità ecologica, la genetica, la violenza sui minori.

Come nei romanzi precedenti anche la mentalità provinciale americana viene stigmatizzata, e con lei l’alcolismo, e la futilità dell’esistenza viene evidenziata con la malattia.

Eppure, ancora, durante la lettura è il sorriso quello che resta in faccia, perché la lettura è agile, simpatica, piena di piccole lucciole di saggezza e serenità. Anche qui nessun cattivo.

 

Ricordo che non prendo soldi da nessun editore né autore! Wink

 

 

 

Commenti

Vonnegut!!!

Buongiorno Teddy e a tutti.
Grazie per questa rassegna. Vonnegut è il mio secondo scrittore preferito - indovina qual’è il primo Smile
Vorrei aggiungere qualche informazione. “il Grande Tiratore” e “Galapagos” sono disponibili in Italiano. Ricordo di aver letto il primo ma non ricordo con certezza dove l’ho preso. Vale la pena di provare alla Berio.
Di “Galapagos” sono invece sicuro: lo si può trovare alla biblioteca Lercari, quella a Villa Imperriale. Io l’ho preso a prestito li non più di due mesi fa (e l’ho anche restituito, tranquilli)
Infine una chicca: esiste (è un’Urania) un romanzo intitolato, se non ricordo male, “Venere sulla conchiglia” o giu di lì, di Kilgore Trout!!!
Pensavo fosse un’apocrifo di Kurt, ma pare invece che sia stato scritto da Philip J. Farmer ispirandosi al personaggio di Vonnegut (uno scalcagnato scrittore di fantascienza che scrive libri con trame genialmente demenziali e surreali), ed effettivamente ne riecheggia lo stile.
Per un appassionato feticista vale la pena, se lo trovi.
Saluti
Douglas Adams
 

Grande Teddy!

Bravo Teddy, tenere viva l'umanità, la visione, l'ironia, l'equilibrio tra senso civico e spirito iconoclasta di Kurt Vonnegut, in questo periodo storico, è un dovere morale.
Aggiungerei allora la raccolta di racconti degli esordi "Baci da 100 dollari". Alcuni sono davvero molto avanti, altri divertenti e surreali...per chi apprezza il suo stile e l'america "off" è da non perdere.
ciao

Attendo ogni mese  la rubrica

Attendo ogni mese  la rubrica di Teddy !
ps: Pasquale almeno tu! Metti solo tre puntini di sospensione e non cinque ,sette ,dieci.
Almeno tu Cool
.Sai che ho le mie ossessioni Smile

Mister signor si

Vabbuònunnemettocchiù!
vabbuonoaccussi?Smile:-)
Pensavo aspettavi anche altre rubriche!
Mi è rimasto solo o Megu:-)
Ianna

Teddy

Mattatoio n.5 libro imperdibile!
Bravo Teddy a ricordare un grande dimenticato.
Complimenti per la rubrica...l'indifferenza ai libri aiuta l'gnoranza.
Ianna