Vergognamoci per loro

Sei anni dopo voglio ricordare quando "genoani" impedirono ad altri genoani di esprimere il loro diritto di pensiero ed espressione, arrivando poi ad applaudire per il loro arresto... Vergognamoci per loro
 
dal nostro inviato
Neustift. Manca mezz’ora al fischio d’inizio della prima amichevole stagionale del Grifone e il clima di attesa viene turbato da una polemica. Sulle gradinate improvvisate attorno all’impianto di Kampl alcuni giovani fanno comparire lo striscione “Preziosi pagliaccio”, con le C bene evidenziate. I tifosi più anziani rumoreggiano, intonano cori per il presidente. Insultano i contestatori che rispondono. La discussione degenera quando una donna strappa lo striscione incriminato. Arrivano gli agenti locali, la Bundes Gendarmerie che chiede rinforzi alla Polizei. I poliziotti vanno per le spicce, un ragazzo reagisce e viene ammanettato. Un altro leva per solidarietà lo striscione dell’Ottavio Barbieri che aveva messo poco prima. Un agente equivoca, gli sguinzaglia contro il cane poliziotto. E anche lui finisce in manette, fra gli applausi e i cori di scherno di parte della tifoseria e la rabbia dell’altra: qualcuno arriva a promettere che la componente ultrà non garantirà più protezione agli altri genoani in trasferta. Alle 17,50 arriva al campo Enrico Preziosi. Una parte lo osanna, l’altra lo ignora. Il presidente tenta di intervenire per mediare. I due giovani, con dolori ai polsi per le manette strette, vengono portati in caserma per essere identificati e in serata verranno rilasciati dopo il pagamento di una multa da 200 euro. «Non mi fa piacere quando un ragazzo si trova in questa situazione --commenta Preziosi - Spero che le cose possano cambiare; non entro nel merito dello striscione perché so che ci sono sensibilità su questo argomento».
Giuliano Gnecco
 

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