Caro Presidente...

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Nemesis

Nel bunker, l’aria si era fatta pesante.
Non si capiva neanche più se fosse giorno o notte, perché le finestre non c’erano, e i fusi orari del pianeta avevano squinternato gli orologi.
Uomini con i volti sfatti dalla fatica presidiavano da giorni i loro contatti sul mondo, e il rispetto per il business non faceva distinzioni tra il Real Madrid e l’Albinoleffe.

Anche il Presidente era sfinito: la trattativa con Moratti gli aveva prosciugato le energie ma, pensando di avergli rifilato una pubalgia e un ginocchio di vetro per una banda di ragazzini sani, si sentiva come dopo una flebo gigante di Viagra.
Pensò di riposare un po’ e, prima di afflosciarsi sulla brandina da campo, diramò gli ordini operativi, che poi erano sempre gli stessi: “vado a farmi un pisolino ma, se chiama qualcuno che vuole comprare, venite a svegliarmi immediatamente”.
Non erano passati 10 minuti che suonò l’allarme: da Bari chiedevano notizie su Meggiorini.
In pochi secondi la vita azzerò lo stand-by, e riprese a pulsare come un metronomo succube del battere e del levare. Ora toccava al battere… un po’ come la famoza parabola del martello sull’incudine.
“Allora… vi do mezzo Meggiorini blindato e tre quarti di Bonucci con riscatto, ma vi dovete sobbarcare il prestito di Greco e la convalescenza di Paro… se no non se ne fa nulla; l’accendiamo?”
Matarrese, con la voce di Ventura, produsse un sibilo che a tutti sembrò un sì, e lo staff al completo si scambiò il “cinque”: infatti erano cinque milioni in più.
“Senta, già che ci siete, perché non vi prendete anche Figueroa?”
Ma si udì un borbottio che a tutti parve un no, e la cosa finì lì.
“Capo, abbiamo Istanbul in linea”.
“Chi vogliono?”
“Non lo so, mica conosco il turco io, credo parlino di motori.”
“Ho capito, ci chiedono la Freccia Rossoblu; va bene, ci sto, ma per la plusvalenza mi devono dare almeno 2 milioni e un torpedone che funzioni.”
“No, ci offrono 6 milioni per Ferrari.”
“Digli di sì, questo è un affarone, ma prima senti la Yespica perchè non si sa mai.”
“Capo, qui c’è la Fiorentina che vuole Mesto”.
“Dagliene metà, in cambio di un Dainelli pentito e con la coda fra le gambe.”
“E che facciamo per Rubinho?”
“Non voglio rompiballe in squadra: date Troest al Chievo per Sorrentino e 4 pandori e, visto che hanno una lite con Pellissier, offrite Figueroa a gettone.”
“E Pelè dove lo mettiamo?”
“E che ne so, devo fare tutto io? Chiedete al Mister!”
Detto e fatto: “pronto, parlo con il Porto? Non se ne fa più niente, vi rimandiamo la merce.”

Caro Presidente… scusi il disturbo ma, anche se non faccio parte di Radio Kiss Kiss, avrei qualche domanda per lei. Anzi, una sola: perché ci ha detto una bugia?
Dopo l’entusiasmante quarto posto… “faremo solo qualche ritocco per rinforzare i ruoli più deboli”.
Certo, per lei la debolezza era costituita dai mancati guadagni e dagli ingaggi insostenibili, ma da lì a farci passare le braghe dalla testa ce ne corre.
Ci sarà un motivo se l’Inter non ha comprato Floccari e Kharjà.
E se il Besiktas non ha cercato Dainelli, o Panucci o Esposito.
Va bene, dobbiamo ridimensionarci, e nessuno la crocifigge per questo, ma non ci venga a riempire la pancia con il “progetto” perché, semmai, un progetto mette appetito invece di sfamare.
Il termine progetto ha in sé un fascino dinamico, perché oggi lo elabori e domani lo realizzi; qui invece si realizza oggi, e domani si vedrà.
Lei è diverso da Fossati e dal Berrino dell’ottavo posto di Meroni; non è lo Spinelli di un quarto posto liquefatto tra le metastasi della tirchieria: lei comprerà altri campioni, che il suo fiuto tradurrà in altre plusvalenze, vendendo e riciclando, finchè un giorno la pallina della roulette andrà sullo zero e il progetto del “domani” ci lascerà con un pugno di “ieri”.
Non ci racconti le favole di Fiorentina e Udinese, modelli per un giorno, ma il giorno dopo già trasformati in possibili acquirenti.
Non venga in Tv ad annunciare, con l’aria un po’ stizzita… “il nostro mercato è praticamente chiuso, manca solo un centrocampista”, salvo poi precipitarsi nel bunker a manovrare quel godurioso gioco a metà fra il Monopoli e il Risiko.
E non faccia troppo la vittima per i giocatori che scappano verso i soldi, perché c’è aria di conflitto di interessi.
Abbia il coraggio di non rifugiarsi nel comodo… “puntiamo alla sinistra della classifica”: lei sa benissimo che, con un tale livello di qualità e di monte ingaggi, perfino il magazziniere potrebbe farci arrivare a sinistra.
Se è vero che alla fine non ci saremo indeboliti, sposti l’asticella, stimolando così il tecnico, l’ambiente e la squadra; e parli senza falsa umiltà, perché se è vero che i Genoani si sono abituati bene, forse troppo, è anche vero che lei stesso ha fatto la bocca a certi risultati.
Vede… l’anno in cui andò via Carparelli, parve a tutti una tragedia, ma era commisurata alle pezze al culo dei dirigenti di allora.
Oggi ci adombriamo per Milito e Motta ma, a me pare di farle un complimento, ci aspettiamo che lei trovi il modo di conservare un livello simile, o di avvicinarsi per difetto.
Sia coerente e limpido nelle cifre che annuncia, non spacci esborsi superiori alla realtà, perché i Genoani ci tengono alla chiarezza, e detestano l’aria fritta.
Se ha comprato l’intero Floccari, e per quella cifra non può che essere così, denunci l’errore che stride sul sito della Lega, dove si parla di partecipazione.
Avrei anche una curiosità personale, ma capisco che non mi possa rispondere: quanto cash le ha dato Moratti, all’interno dei 40 milioni?
Secondo me… zero, nel senso che avrà anticipato i denari per Floccari, e tutto il resto in giocatori.
No, lo dico perché qui giravano voci su faraonici sacchi di dobloni, e invece Moratti ha semplicemente raschiato il fondo del barile. Poi magari il pacco glielo ha fatto lei. Speriamo.

Abbia pazienza, ma siamo un po’ tutti frastornati, come bambini al Luna Park che si perdono fra le nuvole di zucchero filato e l’attaccaticcio di croccanti esagerati.
Dopo gli “autoscontri” con la Fiorentina per la Champions, il “Tiro a segno” con il Torino e gli “Specchi deformanti” con il Chievo, siamo entrati nel “Castello delle Streghe” di cessioni eccellenti e dolorose, sperando di non ritrovarci nel “Calcinculo”.
Poi sulle “Giostre” per capire quali fossero le misteriose contropartite, poi il “Tunnel della paura” nell’apprendere che Kharjà sarebbe stato il nuovo Motta, poi sull’Otto Volante di Dembèle (gente strana gli olandesi, quelli vogliono il grano): insomma, adesso ci aspettiamo il fenomeno, mago mangiafuoco e contorsionista, che ci ipnotizzi al solo pensarlo e ci conquisti con le sue evoluzioni.
 

 

 Anche perché, quello che sta accadendo fra i Genoani, è roba da non credere.
Ma lo sa che si discute sempre meno di calcio e sempre più di polemiche private?
Pensi che, su siti nati per dibattere, si tacita chi dibatte; e chi mostra un dubbio o una perplessità passa per terrorista.
Invece di obiettare sul merito, si psicanalizza chi critica, si processano le intenzioni, e occorre mostrare almeno 5 abbonamenti per dimostrare la propria fede.
Chi tentenna nelle lodi è posseduto dal fuoco del disfattismo, e i solerti Pompieri di Quaggiù aggrediscono i piromani invitandoli ad andar per figa o al cine: non sarà un metodo democratico, ma almeno propone alternative.
Caro Presidente, lei e il suo tecnico siete molto amati, e praticamente avete carta bianca: faccia di loro ciò che vuole, perché il fallimento evitato, il ricordo della C, le promozioni, la Uefa, sono crediti senza scadenza.
Però, dopo aver incrinato l’ossatura della squadra, rimetta le cose a posto, e faccia tacere i sospetti di mercimonio: purchè non ci presenti un gatto che parla, un cane che sa far di conto, e un canarino che fischia la Traviata.
Ci porti quel che può, ma ci dica quel che è.
 

Commenti

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assolutamente

splendido.
Dovresti fare un fax in sede, cosi lo legge davvero.
Ti prego, mettici anche la mia firma.
mk

Grandioso

Sempre il solito ECCELLENTE Massimo.
Grazie per queste e tutte le righe che scrivi.
 

Splendido

Splendido

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