FAITES VOS JEUX

All'ovest niente di nuovo.
 
Puoi fare la cura disintossicante, promettere sulla testa dei figli, ma se hai il morbo del gioco nel sangue, come ti trovi per caso nelle sale di un casinò e cominci a vedere la pallina che saltella nella roulette, pumfete!, gli occhi strabuzzano e le mani tremano e dopo un attimo cominci a sparare fiches sul tavolo come fossero chicchi di riso.

 
Il Prez non può resistere alle tentazioni, come tutti quelli che sono preda del vizio del gioco. Ci dà degli alcolizzati, ma è lui che ha un problema. Il calciomercato, per lui, è come una gita a Las Vegas. Si giura e ci giura che l'ossatura rimarrà quella, ma poi subentra il morbo e le promesse vanno a farsi benedire.
 
La cosa certa è che, per lui, come sale la febbre, i giocatori sono figurine scambiabili. Tutti i giocatori. Teniamolo presente nel caso ci venisse ancora la varicella dell'innamoramento o la malaria del "lui sì che è una bandiera". Milito come Wilson, Borriello come Greco, Ferrari come Santos. E, domani, Criscito come Danilo. Non si salva nessuno se c'è in ballo la libidine del gioco. Non sono nemmeno sicuro che la motivazione di fondo sia il denaro. È più profonda e complessa.
 
E così, ogni anno, prepariamoci a mercati spumeggianti, senza troppa coerenza né troppi risvolti tecnici. Abituiamoci a divertirci a sentirle sparare, senza prendere troppo sul serio le ragioni delle cessioni e, a maggior ragione, delle scelte. Via Milito? Che risate! E chi arriva al posto del Principe? Suspence: può arrivare chiunque, dipende da come gira la pallina. Tanto alla fine c'è il Gasp che fa il suo minestrone, con un modulo di gioco dove Konko vale Kakà. E lo scemo è Florentino Perez. E mal che andasse, all'ultimo minuto, con o senza lancio del contratto, se proprio serve, gli amici un similNedved da dare in pasto alla gente te lo rimediano sempre. Divertiamoci. Impariamo a ridere.
 
Immagino che risate si farà Gabriele il giorno in cui, semmai, verrà presentato Dainelli.
 
Tanti anni orsono ci avevano spiegato che un giocatore che si metteva la maglia del Genoa doveva avere un cuore speciale. Era magari un brocco, ma aveva un carattere "da Genoa". Ora ne arrivano a frotte, da tutte le parti, sconosciuti perfino a chi li acquista sulla base di due righe di bigino in un vorticoso susseguirsi di scambi. Che vuoi che ne sappiano del cuore del Genoa? I vecchi simboli valgono solo per noi. Cosa vuoi che se ne faccia dei simboli e della storia la risorgente Gea? Impariamo a divertirci.
 
Quello di Bologna è uno scandalo abilmente montato dal clan di Moggi per dare un avvertimento. Hanno messo di mezzo i citrulli Menarini sbertucciandoli in braghe di tela di fronte all'Italia intera per far capire a chi di dovere le regole del gioco. La partita vera la stanno giocando a Roma. E come diceva lo slogan del bolognesissimo produttore degli Hatù: "A buon intenditor...".
 
Avvertite Grifondoro che è rimasto solo in trincea a sproloquiare di calcio, mentre qui è cominciata l'happy hour. Un'happy hour che non durerà un'ora, ma tutto il tempo che servirà al prestigiatore per divertirsi e ai suoi burattinai per riciclare le giacenze. Dite a Flavio che è rimasto l'ultimo a combattere sull'isoletta sperduta, ma che la guerra è finita da un pezzo e stiamo già facendo meravigliosi affari con i nemici di ieri. Tiriamo a indovinare, spariamo nomi e cifre a caso, tanto chi se ne frega? Motta per Kharja non vi diverte? E a paragone del Principe, il buon Floccari non diventa Teomondo Sfloccaro? No? Fa lo stesso. E Dainelli al posto di Ferrari non sarebbe come uno Jachini o un Novellino al posto di Gasperini? E chi lo dice che i primi nella lista delle partenze sono quelli troppo devoti (Rubi come Santos) e quelli con le mogli strafighe (Ferrari come Borriello)? Divertiamoci.
 
Divertiamoci così. Una serata con PAP, una birra con Danilo, una scampagnata con Flavio, Citto, Massimo, Micché, Fabio, Alberto e tutti gli altri amici e amichevoli nemici che non sto a nominare, alla fine rimangono il succo di tutto quanto il discorso: l'ultima linea di resistenza umana. I valori che ci propinano altrimenti sono quelli piuttosto abusati dello spettacolo mediatico. Anche se ci sentiamo troppo vecchi per cambiare, impariamo a divertirci così. Con i compagni di merenda, rimpiangendo il calcio antico in un angolo del luna park. Non per altro: per non farci sangue cattivo.
 
Il mio psichiatra ringrazia Enrico Preziosi. Prima mi incazzavo per il Genoa e non sapeva come farmi sbollire la rabbia e farmi guarire. Ora il Prez mi ha insegnato a sorridere e a prenderla con la dolce Euchessina. Un miglioramento decisivo.

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