Ganar con Corazon

Autore: 
Ianna
Nello spogliatoio di Marassi da qualche parte deve esserci uno specchio.
Qualcuno lo avrà fatto notare  alla fine del primo tempo, perché tra urla e  Gatorade, è apparsa la famosa  Strega di Biancaneve, vestita in bianconero che avrà detto ai giocatori del Genoa :
“ Specchio, servo delle mie brame, chi ora è la più bella del reame?”
Possibile si saranno detti i nostri, che dobbiamo assistere quasi impotenti alla  leziosità e alla bellezza dell’Udinese senza apporre quelle armi, quelle capacità che fanno parte del nostro Dna?
 
Lancia in spalla, tanta corsa, grinta, volontà e tanto cuore ed in tre minuti il Genoa ribalta la partita, la suggella mettendola quasi in cassaforte fino al regalo dell’arbitro, il quale  rende elettrizzanti e drammatici i minuti finali in cui Frey chiude la saracinesca del Garage e regala 3 punti d’oro , tanto morale e ossigeno al Genoa.
Vittoria del cuore quindi con una squadra  in crisi di giocatori, in piena confusione societaria e con un nuovo tecnico che rinsalda la statistica che non lo vede mai sconfitto con Don Francesco Guidolin, indimenticato prete della canonica Genoa del 2005.
 
Successo che si spera non episodico se finalmente si agirà sul campo e sulle scrivanie con criterio, con oculatezza e non solo per il gusto di essere protagonisti ai limiti dell’egocentrismo dilagante.
Senza difesa, con Rossi inventato difensore alle prese con il capo cannoniere del torneo, il Genoa assiste alle trame friulane per quasi venti minuti del primo tempo, con Jankovic a seguire Armero a sinistra e Kostant trasformato terzino  ad attendere il serbo Basta a destra.
 
Biondini ottimo il suo debutto con Veloso tamponano alla bene e meglio, ma è Merkel che non trova mai posizione, facendoci  trovare sempre con un uomo in meno in mezzo al campo.
L’Udinese è un ragno e tesse le sue ragnatele a menadito e dopo pochi minuti si può già essere sotto di un gol per un fallo di Jankovic sul colombiano, cosi come Gilardino che non dribbla bene su Handanovic, vanificando un assist di Palacio.
 
Lo  sloveno salva su Merkel a botta sicura e poi è Frey di piede su Floro Flores a salvare il risultato.
Sembra Real Barca , fino al gol di Ferronetti su un angolo, in cui viene lasciato solo in mezzo all’aria.
 
Il pari lo meriteremmo pure, ma è ancora una volta l’estremo difensore udinese ad impedire il gol del pari a Gila che da terra tenta un tiro che incoccia sul ginocchio del portiere.
 
L’Udinese bella a vedersi e impossibile a tenere 90 minuti, incontra nella ripresa un altro Genoa, che sopperisce alla tecnica con la corsa e prima Granqvist su punizione da 30 metri di Jankovic impatta la gara e poi è lo stesso serbo al volo ben servito da un ringalluzzito Kostant, a portare nel volgere di 3 minuti il Genoa in vantaggio.
Un uno due alla Klitschko.
 
Kostant che sembra con le valige in mano, finalmente si libera dalla timidezza e dai compiti difensivi e attacca Basta sulla sua corsia .
Stesso dicasi per Bosko  che denotando una buona condizione fisica, non solo copre ma si propone  sulla fascia.
 
I due sono la mossa decisiva di Marino che senza cambi e senza difensori non poteva solo subire.
Palacio prima si divora uno stop facile per lui, poi infila di piatto il 3-1 su assist di Gila che in 90 minuti ha mostrato tutto il suo noto campionario:
 
Stops velleitari, tocchi di mano sotto rete, triangolo alto invece di uno due rasoterra da scuola calcio ,grande difesa della palla e sacrifico. Arriveranno anche i suoi gol quando meno ce lo aspettiamo.
 
La partita sembra chiusa ,anzi si sfiora in un paio di contropiedi  anche il quarto gol, ma poi è l’arbitro su segnalazione del guardalinee a inventarsi il rigore e la espulsione di Rossi che in recupero, tocca chiaramente la palla prima che Di Natale potesse tirare.
Frey sfiora soltanto la palla del 3 2 .
 
A questo punto probabilmente Veloso si avvicina al Mister e gli ricorda che può giocare lui centrale insieme a Granqvist, ricordandosi della sue prime prestazioni da difensore in Portogallo prima di passare allo Sporting .
Kucka e Seymour a fare diga a centrocampo ,prima che salga in cattedra il Prof Frey che prima su Isla miracola di sinistro e poi è ancora sul Totò napoletano a salvare la vittoria e i tre punti che ci portano ad un rassicurante e tranquillo ottavo posto.
 
Il tempo delle lacrime di Don Francesco ci sarà, delle promesse di Preziosi pure e sarà già tempo di Palermo ,dove si spera si potrà  contare sui recuperi dei difensori e su una gara in trasferta non più passiva e sonnolenta.
Certo se le scelte di mercato fossero come Biondini polmone e fegato rosso, saremmo tutti più tranquilli.
 
Di Ze dai capelli  rossi non ne abbiamo bisogno, ne di funamboli ,ne di discotecomani.
Vogliamo solo vedere un Genoa volver y Ganar con Corazon.
 
No queremos de mas.
Ianna 

Commenti

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Pero' Gilardino l'ho xisto

Pero' Gilardino l'ho xisto anche controllare molti palloni sparati alla bene e meglio verso di lui, metterli giu' bene e smistarli ai compagni. Anche di testa, nella medesima situazione non ci da' a casaccio ma la tocca verso un compagno. Un altro pianeta rispetto a Toni, Pratto, Caracciolo. Gli va riconosciuto. Certo si puo' sottolineare, giustamente, che ci sarebbe servito un altro tipo di attaccante e che si e' speso troppo per quello che ci puo' dare.

In ogni caso credo che oggi abbia fatto bene,ed in fondo da lui mi aspetto solo che faccia i gol contro le altre medio piccole...

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