"... vedremo stasera alla moviola!"

Autore: 
Nemesis

Buongiorno Genoani, e benvenuti nel mondo che non c’è.
Sono io, la Moviola, e vi parlo da una dimensione incantata dove il tempo scorre lentissimo e, l’aveva previsto Einstein, un gesto di pochi secondi può durare minuti, a volte giorni, e in alcuni casi addirittura anni: il povero Bjelanovic, che nel 2004 segnò un esemplare goal di testa a Bergamo, è ancora lì sospeso in aria a contemplare il fischio di Brighi che glielo annulla, e 6 anni non sono bastati a comprenderne i motivi.
Lo sanno tutti che io vi mando in scena uno spettacolo inedito, praticamente falso, un affascinante punto di “svista” con 24 occhi che squinternano la realtà eppure c’è chi, con questa mistificazione biscardiana, s’è costruito una reputazione e una carriera, come se il ritmo della vita fosse un gomitolo da riavvolgere, piano piano, nell’arcolaio.

Ho 43 anni, e sono nata in una sera autunnale del 1967.
Era il 22 ottobre e quindi, per un pelo, appartengo al segno della Bilancia… e per il mestiere che faccio mi pare l’ideale.
E’ vero, a volte sono velenosa come uno Scorpione, invadente come un Toro, perniciosa come un Cancro, candida come una Vergine… e voi siete come i Pesci che abboccano, però ci tengo all’imparzialità e il mio motto è… “la Moviola dovrebbe essere uguale per tutti”.
La sera che venni al mondo (l’ostetrico fu il povero Enzo Tortora) c’era da dirimere un goal fantasma (tanto per cambiare!) in Inter-Milan, che l’arbitro D’Agostini (così per dire… era quello che aveva sospeso per nebbia la vittoria del Genoa a S.Siro, ma lì non c’ero ancora, se no avrei sminuzzato le implorazioni di Facchetti, magari con il labiale) aveva convalidato, ma io colsi lo sbuffo di gesso sulla riga dopo la traversa di Rivera, e da quel momento in poi tutti mi avrebbero invocato denunciando torti, danni e complotti, da Rozzi a Spinelli passando per Anconetani.
Infatti, se è vero che i miei padri sono stati Carlo Sassi e Heron Vitaletti (ma che razza di nome è Heron?), la mamma è come sempre una sola, e la mia è stata la propensione all’intrigo degli italiani.
Siete un popolo di voyeur, che adora scrutare dal buco della serratura le malefatte dei potenti, le invenzioni dei bari, e i trucchi di affermati prestigiatori.
Ognuno vuol sapere se è stato fregato oppure no ma, di solito, chi ne ha tratto vantaggio fa il superiore affermando che non mi commenta mai, come spesso affermano i Mazzarri e i Ranieri.
A chi l’ha preso in quel posto invece, concedo alibi e solidarietà, anche se il peso specifico dei torti sconta il colore delle maglie: se è a quarti dura un giorno, se è a righe mi stressano per un mese.
Non a caso, gli eventi storici riguardano il goal annullato di Turone alla Juve, il rigore negato a Ronaldo contro la Juve e quello con cui Lo Bello graziò Morini della Juve (la gobba c’è sempre!), mentre casi ben più clamorosi, come l’assurdo fuorigioco di Milito con la Lazio o il rigore fuori area del Papa su Del Piero, diventano routine e trippa per i poveretti.
Certo, con Moggi era un altro vivere, tutto più facile: lui modificava le situazioni complesse e, come per incanto, i dubbi svanivano; le pedine sugli schermi si assestavano nel giusto modo, qualcuno ritagliava alla bisogna le tessere del puzzle, e gli spettatori si liberavano da ogni incertezza, fidando nella truffaldina legge della compensazione.
Il mio sogno represso è stato quello di proporre il bello del calcio, non i misfatti: che so, le serpentine nello stretto di Baggio, gli stop impalpabili di Hagy, i passaggi filtranti di Antognoni (quelli che sembrano per nessuno finchè la palla arriva a chi non ti aspetti), oppure gli stacchi monumentali di Skuhravy, i tackle correttissimi di Scirea, i tocchi raffinati di Platini, al limite perfino i didattici cazziatoni del Gasp al Papa… e invece no, sono stata travolta dagli off-side.
Passo il tempo a tracciare bisettrici, diagonali, parallele, e per sopravvivere ho dovuto riprendere il Teorema di Talete perché Pitagora mi costruiva i quadrati sulle gradinate, ma non riesco a controllare tutto e a volte m’incarto per la punta di un piede, per un ginocchio pigro, un naso sporgente o un braccio dimenticato oltre quel confine tra il bene e il male.
Ultimamente poi, è un continuo ripropormi i goal-fantasma, proprio come in quella sera del 1967, e così ora traccio pure le perpendicolari, perché sulla riga di porta avvengono i misfatti più indigesti, e la gente s’indigna come avesse avuto i ladri in casa.
Ci sono portieri che hanno salvato dei goal fatti… nel vero senso della parola, cioè regolari, ma è bastata una loro piroetta disperata per impallarmi la visuale e impallinare la verità… già, perché è quella che tutti si aspettano da me.
Da… “l’ha detto la radio”, siamo passati a… “vedremo stasera alla moviola”, e i gaglioffi più spregevoli dell’etere mi stuprano con il goniometro, il regolo e il microscopio.
E come non bastasse ora devo indagare pure sulle violenze, sui cazzotti, le testate, le entrate assassine, i calcioni da dietro, e mi spiace per le povere vittime che, nel mio mondo rallentato e ripetuto, devono ogni volta rivivere le ferite, il dolore e le fratture già subite… ma sono le regole dello spettacolo.
Io scompongo il tempo in fotogrammi e ne filtro la velocità, le intenzioni e la prospettiva; poi vi consegno il prodotto pastorizzato ma, se un rigore discutibile diventa il mangime per i Bar Sport, il “piede di porco” con cui Pestrin scardinò la gamba di Feussi dovrebbe essere la prova per un processo penale, che mai ci sarà, grazie al codice del branco.
Inoltre, mi piacerebbe avere una funzione di bonifica nelle simulazioni, ma su questo credo proprio di aver fallito se è vero che due degli attori principali, Del Piero e Totti (lui ora un po’ meno) sono addirittura indicati come esempio di lealtà sportiva, e invece hanno soltanto affinato la tecnica: una normale caduta si eleva a potenza con un saltello in più e un grido che ne drammatizza l’effetto, roba da terza categoria e da recita aziendale.
Ora c’è un po’ di confusione: dopo 15 anni in cui Biscardi mi invocava in campo per accrescere il proprio potere, sembrava che Blatter volesse convocarmi per tutelare la riga di porta, ma poi ha preferito due umani, che probabilmente saranno cornuti pure loro.
A sorpresa invece, mi giunge lettera di licenziamento (stile Marchionne) dalle trasmissioni Rai, se non per i casi eclatanti… che tradotto vuol dire Inter, Juve, Milan e Roma.
Io sono favorevole e, benché la scelta sia una goccia nel mar morto della cultura sportiva, almeno riuscirò a sottrarmi a quel guitto di Tombolini e quel trombone di Longhi.
Ma gli altri?
Mi lasciate nelle mani di Pistocchi e del figlio di Biscardi? Quello che ha avuto l’infanzia segnata da “c’è tanta carne al fuoco” e da “si portasse na’ sedia pel presidente”?
Già, il Carotone, il despota dei superlativi, il tiranno dei congiuntivi, colui che mi ha appiccicato l’accrescitivo di “moviolone”… che comunque è sempre meglio di quell’altro, il “moviolino”.
In questa decadenza però, intravvedo uno spiraglio, e punto con decisione a disfarmi del calcio e ad affrontare la vita, quella vera: voglio diventare “una finestra sul cortile” per i guardoni della cronaca, per voi che affidate la rivalsa alle Iene, che chiedete giustizia a Striscia, e che vi tafazzate con Blob.
Ho molte richieste, e già mi sto specializzando nel passaggio di mazzette, con il povero assessore di turno che incassa una tangente al ralenty, e se non viene bene la rifacciamo.
Oppure quelle belle tragedie in diretta che so, un kamikaze che tira la sua cordicella di morte, un pirata della strada che falcia una famiglia e fugge, un rapinatore a cui cade il bavaglio e il capoufficio lo riconosce, un politico che va a trans invece che in Parlamento, oppure uno stupratore che acchiappa la sua vittima e, quando torna a casa, il figlio gli dice… “papà, ti ho visto alla moviola”.
 

Commenti

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eccellente!

Il calcio è uno spaccato della nostra società, (oppure è la nostra società spaccata dipende dai punti di vista) questa "genialata" rai altro non è che una applicazione della legge bavaglio,  IO (supremo) faccio vedere solo i torti delle grandi, tu piccolo inutile servo pardon utente, intanto pagami il canone fatti la tessera del tifoso e ciucciati quello che dico io, non quello che succede veramente, oppure sintonizza le reti Mediaset, già che ci sei compri quello che si publicizza, è il minimo che puoi fare, in più vedrai la stessa cosa e udite udite avrai come opinionista imparziale Bettega!!!
Che terra dei cachi!
GG
  

A proposito di Mediaset...

Proprio oggi si scopre che Mediaset punta a un grande rilancio.
Affida la squadra sportiva a Piccinini è ingaggia Pierluigi Pardo e Marco Foroni di Sky, due fra i migliori.
Ci sarà anche la giornalista fidanzata di Casillas.
Potranno andare negli spogliatoi prima e dopo la partita, e anche loro useranno meno moviola, e il tutto a prezzi inferiori.

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