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IL TIFOSO: MILITO NON FA GOL ALLA MAMMA
PER UNO che abita da 15 anni nel paese di Villa Moratti, è inevitabile
che il vero Derby sia INTER GENOA. Dopo anni di prese in giro al
bar, sugli incontri in C contro il
Pizzighettone e battute su valigette con soldi in contanti,
da due anni riesco a prendermi le mie piccole
rivincite, l’anno scorso a San Siro sfiorammo il colpaccio, poi l’Inter
comprò i nostri uomini più forti Thiago Motta eMilito per darci in
cambio un Crespo spuntato, alcuni ragazzini (che però si stanno rivelando
dei talenti) e Acquafresca. All’andata ci rifilarono uno 0 a 5 in
una partita assurda. Passando al solito bar in questi
giorni l’atmosfera era «ve ne facciamo tre , nonc’è partita», io zitto
zitto quatto quatto, facevo finta di niente…Ma nel mio cuore sapevo
Che “Milito non fa gol alla mamma”… E così è stato.
In campo ho visto un Genoa ben messo e razionale, forse anche
troppo razionale, e un’Inter che sfoggiava 3 punte emezzo, e nomi
dapaura.Ma la partita non la fanno i nomi,non giocano le figurine,ma
gli uomini.Findalle prime battute si capiva che non sarebbe stata una
passeggiata per gli uomini del Mou.
Il Grifone ribatteva le iniziative dell’Inter e si distendeva in avanti
giocandoallapari, addirittura rendendosi più pericoloso e mantenendo
il pallino del gioco per tutto il primo tempo.
Criscito eMesto sulle fasce,Moretti al centro, Milanetto e Rossi
sono riusciti a imbrigliare il gioco dell’Inter che non riusciva mai a
rendersi pericolosa, e a ripartire sulle fasce tenendo lontana la
squadra milanese dalla nostra area. E così finiva il primo tempo,
senza grosse sofferenze, anzi con la sensazione che se avessimo osato
qualcosa in più avremmo potuto ottenere un risultatomigliore.
Ma c’era ancora tutto un tempo da giocare, e ovviamente l’Inter
doveva cambiaremarcia, se voleva i3punti.Nellaripresalamusicaun
po’ cambiava, perché la squadra di casa ha cercato di vincere,ma senza
troppi affanni siamo riusciti a contenere gli attacchi avversari.
I cambi del Gasp stavolta non sono stati centrati.
Soprattuttoilprimo, fuori Suazo dentro Jankovic.
Suazo è un contropiedista e dà un po’ di profondità alla squadra ,che
in quelmomento cominciava a essere pressata troppo, in più Janko
non sembrava a posto dal punto di vista fisico,e infatti dopo pochi minuti
chiedeva il cambio. Dentro Palladino e Palacio.
Alla fine siamo usciti indenni da uno dei campi più difficili della serie
A. Speriamo sia di buon auspicioper iprossimi incontri, chenon
vanno sbagliati come la gara internacol Bologna,
sevogliamoancora ambire a un posto “europeo”.
Chiudo con una lacrimuccia ripensando al “principe”.Vederlo in
campo da avversario mi ha fatto un po’ tristezza…perché per me Milito è “
genoano”sempre e la mia sensazione dei giorni passati è stata
pienamente confermata dal campo: «MILITO NON FA GOL ALLA
MAMMA».
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