Realisti e sognatori. Un pareggio filosofico

Autore: 
delcu

Nove minuti di apnea.  
Dall’ottantacinquesimo fino al quarto di recupero.  
Credo di avere battuto il record di Maiorca. Nonno Kazungu me l’ha omologato per il Kenya.
A 33 gradi, con umidità  al 75 per cento, mi sembra un gran bel risultato. Un genoano durante la partita sta male, specie se non è nella Nord o in uno stadio dove è forte la presenza della Gradinata.

 
Ma a bocce ferme, non riesco a capire se sono felice o rammaricato, per questo eccezionale risultato, ottenuto a San Siro in 11 contro 11.
Bisogna prenderlo con filosofia, questo pareggio contro l’Inter. Non soltanto esserne istintivamente soddisfatti, se non addirittura orgogliosi. L’impegno della squadra è stato encomiabile, il “conducator” ha letto benissimo il match, tolti gli ultimi dieci minuti più recupero, in cui siamo crollati, abbiamo fatto noi la partita e abbiamo avuto più occasioni gol noi degli avversari.
E allora perché non riesco ad essere contento? E’ dovuto all’apnea?
L’insoddisfazione è uno degli stati meno sondati dell’animo umano. Da cosa deriva il non sapersi accontentare? Cosa ci spinge a volerci continuamente migliorare? Che cosa ci sgranocchia dentro come bruscoline e ci sputa nel cervello sentenze sempre troppo amare per goderci la vita a fondo? Forse la soluzione sta nella distanza tra il sapersi accontentare e il non voler ammettere di essersi accontentati, o tra l’acquisto di vaselina e la smorfia di dolore leggermente minore del preventivato. Per me il discorso è sempre e solo uno, a noi genoani piace sognare…e i risvegli sono sempre meno colorati del sogno, perché viviamo una realtà diversa da quella ideale. Ma siccome sappiamo anche trasformare la nostra passione in sogno collettivo, se ci si sveglia in tanti, nello stesso istante, tutto diventa più accettabile. Anche l’insoddisfazione. Al punto da fregarsene di sapere da dove arriva.
Il genoano non è pessimista, perché un sognatore non può esserlo, in quanto non sarà  mai eccessivamente realista. E poi, pessimista è chi è solo. In tanti al massimo si è consci, si è “contro” o ci si appassiona, (si idolatra, nelle forme moderne).
Ecco, io una partita così  perfetta tatticamente, contro un Inter un po’ imballata e con un centrocampo inesistente, avrei proprio voluto vincerla.
Ora mi direte che sono un sognatore, un illuso e che sfogo la mia insoddisfazione sull’allenatore, che invece ha imbrigliato i nerazzurri e ha motivato i nostri 11 grifoni a meraviglia. Intanto il Papa ha dimostrato di essere uno dei più forti terzini destri del campionato, e tra i giovani, il migliore d’Europa. Uno che non cambierei con Sagna dell’Arsenal, per dirla tutta.
Bocchetti, ora che sta perdendo i mondiali, e quindi non può credersi Beckembauer, ha fatto una delle migliori prestazioni in rossoblu. Marchino è Marchino e alla fine non ne aveva proprio più, come e più di sempre. Zapater è una riserva importante, anche per una squadra di prima fascia. Meglio lui di Donadel, allo stesso livello di un Pazienza o di un Nocerino, insomma.  
Ma in una squadra che vuole entrare nella storia, dato che ormai al campionato non abbiamo più nulla da dare e dire, se non arrivare prima della Lampre-Panaria, si poteva anche osare Palacio dall’inizio? O comunque dall’inizio del secondo tempo, tenendo Suazo in campo?
Perché non riesco a gioire completamente di questo pareggio contro la corazzata Inter? Forse perché in tre anni non siamo mai riusciti a fare un colpo esterno che potesse rimanere negli annali, pur avendo la squadra più forte degli ultimi cinquant’anni? Ci coccoliamo un 1-1 contro il Milan e due 0-0 contro l’Ambrosiana come fossero imprese eroiche. E a Torino e Roma le abbiamo sempre buscate. Quindi, ennesima occasione persa, direbbe il realista. Oppure, bastava un po’ di fortuna e ce l’avremmo fatta…Ma allora chi è che critica Gasperini, il realista o il sognatore? Mi sa che sto facendo un po’ di confusione.  
Per diradare i dubbi, alla fine della partita, abbiamo raccolto queste impressioni.  
Via con il contributo audio: 

SOGNATORE: “Dopo un primo tempo così…speravo proprio nel colpaccio…e invece”
REALISTA: “E invece abbiamo preso un punto a San Siro…godo!”
SOGNATORE: “Se Mesto avesse coronato quell’ultimo scatto…” 
REALISTA: “Ianna direbbe: Si teneva cinq’ palle ‘o nonno mio era ‘nu flipper” 
SOGNATORE: “Io dico che saremmo entrati nella storia…Josè Mourinho non perdeva in casa da 8 anni”
REALISTA: “Suvvia…l’Inter è di un altro pianeta…ci è andata bene che Balotelli si è innervosito, che Cambiasso e Thiago non c’erano, che lo Special One ha messo Pandev troppo largo…” 
SOGNATORE: “Con un Papa e un Bocchetti così, stasera c’era poco da fare…”
REALISTA: “Ma con Suazo unico centravanti, Jankovic e Palladino ancora impresentabili, Milanetto non al meglio, Acquafresca ai box, com’era possibile vincere?”
SOGNATORE: “Intanto non togliendo Suazo, per poi togliere anche Sculli. E poi non presentando Jankovic. Che infatti si è rotto subito, costringendoci a vedere Mesto paralizzato nell’ultimo quarto d’ora…magari portando Aleksic in panca?”
REALISTA: “Avremmo firmato tutti per un pareggio, anche tu. Quindi va bene così” 
SOGNATORE: “No, io non avrei firmato…i sognatori non firmano mai”
REALISTA: “Già…sono analfabeti…”
SOGNATORI: “Evidentemente no, altrimenti avrei messo una X, quindi pareggio…”
REALISTA: “Sei proprio irriducibile…” 
 
Questa sera il realista è  contento, il sognatore è insoddisfatto.
Come mai le parti si sono invertite?  
Il sognatore è diventato realista e il realista sognatore, segno che c’è stato un brusco risveglio (con ultimi momenti REM tumultuosi…), nonostante il primo tempo da tavor. Ciò mi fa pensare che il mondo del genoano sia un mondo alla rovescia. E in un mondo alla rovescia può accadere il contrario di tutto, quindi coi tempi che corriamo, anche diventare il mondo in cui viviamo.  
Quindi è giusto rammaricarsi per non avere vinto questa partita, ma è altrettanto umano pensare che un pareggio contro l’Inter al Meazza, sia un punto guadagnato.
“L’importante è chi il sogno ce l’ha più grande” canta Roberto Vecchioni.   
Ecco da cosa nasce l’insoddisfazione del genoano: dal constatare che il sogno è sempre troppo grande rispetto alla realtà. E allora continuiamo a bearci dei nostri sogni, che la realtà non conta…
A volte, la filosofia è  una gran rottura di marroni, meglio bersi una bella birrozza e festeggiare questo pareggio contro la grande Inter pluriscudettata che tremar l’Italia fa.