Il Cielo capovolto

Autore: 
Nemesis

Buongiorno Genoani, e benvenuti nel Paese dal Cielo capovolto.
Qui da noi il mondo gira al contrario: il sole nasce a ponente, gli orologi fanno tac-tic, le moto se la spassano nelle righe gialle, le badanti badano a loro stesse, la cassa integrazione è disoccupata e la mafia, per davvero, non esiste.

Abbiamo deciso di intitolare le strade ai ladri e ai farabutti, e non per riabilitarli, ma per esporli alla gogna della storia e per tramandare ai posteri la loro bassezza.
Infatti, la nostra Giustizia ha un modo originale di funzionare, e con la sufficienza di prove si va in galera senza trucchi o immunità.
Da quando abbiamo istituito il “processo lungo”, ogni sentenza arriva a buon fine, e abolendo la prescrizione si è estinta da sé la corruzione, perché è caduto il preservativo che la proteggeva.
Se uno falsifica i bilanci si becca la pena doppia: una per il reato, e l’altra per essersi avvantaggiato slealmente nella concorrenza con gli onesti.
Il principio che ci guida è l’uguaglianza di tutte le persone, che a loro volta rispettano lo Stato perché lo Stato garantisce una parità senza privilegi.
Per ottenere ciò abbiamo eletto un Leader introverso ma trasparente, scelto tra i più poveri del Paese: in questo modo abbiamo evitato che legiferasse per la propria ricchezza, che si lacerasse tra i conflitti d’interessi e che trasformasse i ruffiani di corte in complici dei propri intrallazzi.
Qui da noi gli stipendi sono proporzionati alla fatica, e per questo i minatori girano in Mercedes.
Le pensioni si raddoppiano ogni anno perché, invecchiando, servono più cure e più assistenza, ma per sostenere questo impegno tutti sanno di dover pagare le tasse, e l’ultimo evasore si è suicidato per la vergogna.
Naturalmente sappiamo anche divertirci, e lo sport più in voga è il calcio.
Nel nostro Cielo capovolto i diritti Tv sono divisi in parti uguali perché, in un campionato, tutte le squadre hanno le stesse esigenze, gli stessi doveri e appunto gli stessi diritti, anche televisivi.
Non è che tutto sia perfetto, qualche problema lo abbiamo, gli arbitri per esempio.
Non si riesce a debellare la sudditanza psicologica e, magari inconsciamente, i nostri fischietti continuano a tutelare le piccole squadre e, forse attratti dal fascino dell’impari lotta fra i deboli e i potenti, compensano il divario.
Il team più forte è l’Aoneg, nato da poco ma amato da tutti, che indossa con orgoglio la casacca blurosso.
I suoi tifosi sono molto sereni e passano il tempo libero a discutere, sapendo bene che il confronto rappresenta un arricchimento e non un mostro da temere o da ammaestrare.
L’allenatore, Mister Inirepsag, è la persona più amabile dell’universo, ed è così umile che quando incontra un ammiratore gli chiede l’autografo.
E’ sincero e a volte scortese, ma è gioviale anche se concede pochi sorrisi, forse per non confermare la Legge di Jones… “colui che sorride quando le cose vanno male, ha pensato a qualcuno cui dare la colpa”.
Infatti, sbagli ne fa pochi, e quando accade si prende ogni responsabilità, evitando così le facili allusioni alla Legge di Jacob… “errare è umano, ma dare la colpa a un altro lo è ancor di più”.
Per fortuna non è presuntuoso e si mette spesso in discussione, ben sapendo che se in autostrada vedi che tutti ti vengono incontro, sei nella carreggiata sbagliata.
E’ duttile e di larghe vedute, e passa le serate nella sua cameretta a sfogliare migliaia di figurine, per individuare i futuri campioni che si annidano nei posti più astrusi del mondo.
Conosce un’infinità di calciatori, e per questo rifiuta quelli che ha già allenato, ritenendo che le nuove sfide siano più stimolanti delle comode certezze.
Il suo modulo prediletto è il 3-4-3 ma non c’è da stupirsi: infatti è uno schema speculare e, letto al contrario, resta uguale anche sotto un Cielo capovolto.
L’unica diversità sta nei 3 davanti perché, questo Mister rivoluzionario, preferisce schierare gli attaccanti nel tridente, riuscendo così a intimorire gli avversari e a limitarli, facendosi forte di una difesa a dir poco imperforabile.
L’anno scorso prendeva un sacco di goal, ma oggi la musica è cambiata perchè c’è un dogma su cui l’allenatore non transige: a ciascuno il proprio ruolo.
Il Mister ha preteso una rosa ampia che compensasse le emergenze e le defezioni, e dovreste vederlo come se li coccola senza distinguere tra figli e figliastri, evitando ripicche o puntigli, scansando i pregiudizi, e scegliendo solo dopo aver dato a tutti le stesse chances.
Ha un bel rapporto anche con i giornalisti, e a fine partita è lui che intervista loro per ascoltare gli apprezzamenti o le eventuali critiche, sempre ben accette, e nel caso ne fa tesoro e le utilizza per migliorarsi nel futuro.
Ogni tanto protesta per qualche articolo che non condivide, ma l’altro giorno un inviato ha reagito così: “visto che mi rimprovera per quello che ho scritto, venga lei a fare gli articoli, ma dopo aver fatto gavetta come cronista di nera”.
Meno male che Mister Inirepsag non è permaloso, altrimenti se la sarebbe legata al dito.
Nel Paese dal cielo capovolto avviene un fatto che per molti è incomprensibile, ma da noi funziona: per potenziare la squadra ogni presidente si vende i giocatori migliori ma, siccome lo fanno tutti, tutti si rinforzano: è così semplice che chiunque potrebbe capirlo, se solo si spogliasse dei preconcetti.
Domenica prossima arriverà l’Oveihc, una squadra scorbutica che vende cara la pelle, e affidandosi al ritmo è capace di qualunque prestazione.
La partita dell’anno scorso fu un po’ strana, perché l’Oveihc era a un passo dalla zona Champions ma sembrò accontentarsi del pareggio, giunto dopo un singolare botta e risposta che lasciò qualche perplessità, ma reciproca soddisfazione.
Il loro allenatore si chiama Olracid, che sembra un nome magrebino ma invece è nato a Cassino.
E’ stato un buon mediano e un leader dell’Azneciv, protagonista della sua promozione in A e della sorprendente vittoria in Coppa Italia del 1997, fino alla semifinale dell’anno dopo in Coppa delle Coppe persa con il Chelsea.
Al corso allenatori si è piazzato primo con una tesi sulle palle inattive, ma poi deve aver preso ripetizioni anche su quelle attive perché, alla guida dell’Avotnam, ha realizzato il doppio salto dalla C2 alla B e, considerando la rosa che aveva a disposizione, si può parlare di un’impresa.
Poi qualche tribolazione con l’Amrap, e finalmente all’Oveihc per celebrare una stagione che sembrava compromessa e che ha rivoltato come un calzino.
Negli ultimi tempi, voci di corridoio raccolte in cantina lo danno come possibile sostituto di Inirepsag, se questo dovesse accasarsi altrove, perché qui da noi tutto è possibile e l’improbabile diventa verosimile.
Sotto questo Cielo capovolto, i fiumi scorrono verso la sorgente e per i salmoni è diventato uno spasso sfuggire alle imboscate degli orsi, che deperiscono per il digiuno e devono inventarsi altre strategie, dando così nuovi impulsi all’evoluzione della specie.
Non so dire se questo mondo sia migliore del vostro, non so neppure se esista davvero ma, quando tutto sembra immutabile, chi riesce a immaginare un’alternativa è già un po’ più avanti.
Voi forse avete un modo diverso e meno nobile di capovolgere la realtà perché vi limitate a rivoltare le frittate, che è cosa diversa, e in questa degenerazione lasciate che vincano sempre i più furbi.
Come quel tizio che, in un bar affollatissimo, incontrò chi gli aveva prestato dei soldi e si sentì sputtanare così: “Allora, come la mettiamo per quei 5 milioni?”
Ma il tizio, con un colpo di genio, ribaltò la scena e uscendo di corsa gli rispose ad alta voce: “non si preoccupi, me li darà quando potrà”.
Se la realtà esiste, può esistere anche il suo rovescio, e a volte basta guardarsi allo specchio per scoprire che, quel fastidioso neo sulla guancia destra, in realtà si trova a sinistra.