Napoli...

Autore: 
P.A.P.

Il 16 settembre del 1973 il Genoa avrebbe dovuto scendere in campo a Napoli, avrebbe disputato la prevista partita di Coppa Italia; non se ne fece nulla perché la squadra rossoblu non arrivò al San Paolo e nemmeno in Campania.
In quell’ultimo scorcio d’estate la situazione economica non pareva delle migliori e sul finire dell’anno vennero presi via una serie di provvedimenti noti con il nome di austerity, il più noto fu probabilmente il divieto della circolazione delle auto private a partire da domenica 2 dicembre...
Non fu la difficoltà di trovare carburante a far saltare la partita, a Napoli nel mese di settembre “scoppiò” il colera ed i calciatori del Genoa non ne vollero sapere di partire, il Comune di Genova si oppose all’inversione di campo, la partita venne vinta dai partenopei a tavolino, il Genoa fu penalizzato di un punto da scontare in campionato.
Il colera a Napoli era una ghiotta occasione; dopo le iniziali prudenze, i giornali ed i telegiornali si “buttarono sulla notizia” e dipinsero il capoluogo campano come una città del terzo mondo sebbene colma di problemi e tra questi una certa difficoltà nella raccolta dei rifiuti, la città reagisse con un ordine ed una solerzia inaspettate.
Per i soliti, avvezzi a dipingerla come paradigma dell’Italia sempre ”pizza e mandolino”, era dura.
Alcuni senza aver uno straccio di prova arrivarono ad accusare le autorità di nasconderei morti nei cimiteri, altri senza temere vergogna vaticinarono scenari apocalittici.
Non macò nulla del repertorio moderno: vi fu chi si distinse nel considerare il colera come un sintomo di un malessere sociale e passò il tempo a concionare sui giornali ed in televisione, vi fu chi si peritò di cercare le cause “a monte” e chi a mare... vennero presto individuati gli “untori”: quelli che a Napoli chiamano cozze e a Genova muscoli, coltivati nelle acque inquinate del golfo.
Curiosamente il “vibrione” che non è una amenità per “signorine” in cerca di rimembranze in solitaria della gioventù, bensì il batterio responsabile della malattia, si trovò solo negli ammalati; infatti nelle cozze o muscoli che dir si voglia vi era un concentrato tale di colibatteri che impedivano al vibrione del colera di sopravvivere.
Dopo tre mesi l’emergenza finì, finì per il lavoro affidabile, continuo e discreto dei medici e non solo... la popolazione si dimostrò migliore delle caricature che ne fecero i media.
Alcuni anni dopo, il 2 ottobre 1977, il Genoa da Napoli ritornò con un pareggio per zero a zero e ritrovandosi tutto solo primo in classifica dopo quattro giornate.
Il Secolo XIX pubblicò nei giorni successivi, doveva essere martedì perché il primo giorno lavorativo della settimana era appannaggio della Gazzetta del Lunedì supplemento al Corriere Mercantile, una vignetta dove il Grifone artigliava lo scudetto.
Coloro sono solitamente attenti alle “coincidenze”, ricordando come si concluse quel campionato, immagino indichino il quotidiano come “beneaugurante”.
Fossati è uno dei pochi Presidenti del dopoguerra che potrebbe affermare : “con me alla guida il Genoa è giunto al primo posto solitario in Serie A”...
Gli anni settanta furono anni terribili, gli episodi peggiori furono quelli firmati dal terrorismo sia “rosso” che “nero”, erede diretto delle violenze politiche nelle scuole e nelle università che incubò dalla seconda metà degli anni sessanta; entrambi si lasciarono dietro una scia di morti, feriti ed invalidi impressionante.
Uno dei tanti aspetti bizzarri dell’Italia è quello che porta questa manica di assassini a pontificare riveriti vuoi sulla stampa, vuoi negli atenei, vuoi nelle televisioni quando sarebbe meglio lasciarli nell’oblio.
Il “terrorista” si è avvalso sempre di vari benefici pur avendo le mani sporche si sangue, lasciando così dei “puffi”, per contro un “ladro di polli” la pena la sconta per intero e paga il suo debito.
Il 16 maggio del 1982 il San Paolo vide nuovamente le due squadre in campo e fu un altro pareggio, questa volta per due a due, in quella circostanza il Genoa più che il temuto amico del giaguaro trovò sulla propria strada un giaguaro per amico...
Nacque quel giorno il “gemellaggio” tra le due tifoserie, un “gemellaggio” che certe teste vuote capaci di riempirsi solo delle più insulse scemenze avrebbero il piacere di compromettere come accaduto con il gemellaggio che vedeva uniti i genoani e granata.
Alcuni comportamenti avvenuti in occasione dei recenti Genoa Napoli, comportamenti tenuti da una infima ed infame cerchia di imbecilli ne sono stati un esempio.
Evidentemente per alcuni l’amicizia, un sentimento che implica lealtà, è dura da digerire; magari perché incapaci di mostrarla.
Un altro esempio di cretineria da scoglionati i medesimi bellimbusti lo hanno dato in occasione della recente partita Genoa Catania di Coppa Italia.
Molto meglio per costoro che si piccano di dare patenti di genoanità e di cavare dal cilindro della loro limitatezza il classico “meritate Mengo, Carfora, Pelliccia e Scatamburlo” seppur ai tempi dei citati la loro presenza al “Ferraris” non fosse così assidua come millantato, godere di una fanfaronata faraonica come un bel “Yes we go”... a questi viaggiatori non resta che augurare di visitare questo e soprattutto quel paese.

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tifoso occasionale del calcio il vero male!

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