GROUND ZERO GENOA

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Nemesis

Le dedico a te, vecchio genoano irriducibile, queste poche parole sgangherate che però, nella loro inutilità, potranno almeno fregiarsi del rimbombo di una denuncia.
Oggi tu, dopo 70 anni di onorata militanza, hai scoperto che il 2019 sarà il “ground zero” del tuo Genoa, il punto più basso in cui può precipitare la dignità della prima squadra di calcio, che non si misura in vittorie o in classifiche, ma nell’azzeramento dell’intento sportivo divorato da quello commerciale.
La verità, così sgradevole da riconoscere, svela che il Genoa non è più una società di calcio, ma un’agenzia d’affari che tratta giocatori e ne regola il traffico, gestita da un sommo broker che ha inventato l’asta al ribasso, e vende a chi offre meno purchè affiliato alla Spectre.

I giocatori vanno e vengono come le nuvole, a volte ritornano, raramente si fermano, pare siano più di 500 in pochi anni, e capita spesso d’incontrare squadre così zeppe di ex che non si sa più per chi tifare.
Sembra quasi l’attività di un’Immobiliare, il cui unico scopo è acquisire e vendere senza trattenere nulla per sé, nemmeno quel fantastico attico luminoso e panoramico ceduto al primo bauscia della ghenga.
Povero vecchio genoano, ti stupisci di questo o dell’indifferenza generale in cui tutto ciò avviene?
Eppure la bestemmia è pubblica, e che la finalità del Genoa sia valorizzare e vendere talenti è addirittura scritto e firmato in un recente bilancio.
Il merito o la colpa (secondo i punti di vista) di questa sciagura appartiene a un uomo che crede di giocare in borsa, e infatti vende allegramente allo scoperto, nel senso che lascia scoperti i ruoli chiave della rosa pur di intascare il malloppo.

Enrico Preziosi è senza scrupoli, e fin da bambino andava dritto al sodo. Pare che in terza elementare, temendo di essere bocciato, si sia salvato portando in una valigetta due salami e una caciotta alla maestra: e poi dicono che l’imprinting non lasci il segno!
Con un fiuto molecolare per il denaro, ha moltiplicato i pani e i pesci, ha camminato sull’acqua, ha riattivato i morti, però non ha cacciato i mercanti dal tempio anzi, da loro ha appreso i trucchi del mestiere con cui oggi imperversa nel calcio e sfama i figli, i nipoti… e i generi.
E’ come se i giocattoli fossero ormai un diversivo o una copertura, e la vera attività che produce dobloni riguardasse questo strano gioco delle 3 carte dove, al posto di un asso, ti ritrovi due scartine.

Povero vecchio: ti eri illuso che le medaglie al valore raccolte sul Carso rossoblu ti avrebbero concesso un sereno crepuscolo, e invece sei di nuovo lì a urlare la tua inutile rabbia, appeso alle griglie immaginarie di uno stadio stipato di rimpianti.
Sì lo so, ti sei dilaniato in 8 retrocessioni, ma compensate dall’euforia di 8 promozioni, una perfetta metafora della partita doppia.
Sei stato umiliato da 2 cadute in serie C, ma attenuate dal nobile orgoglio con cui le hai affrontate.
Hai visto arbitri imperversare come Lanzichenecchi in libera uscita, penalizzazione di 7 punti per una telefonata malandrina, mezza squadra squalificata per doping, figuracce senza frontiere, e forse migliaia di occasioni svanite in quel perfido e imponderabile ingranaggio chiamato “cose da Genoa”.

Per ben 4 anni ti sei goduto Abbadie, il tuo idolo, e forse lì ti sei illuso che fosse normale scovare un fenomeno e trattenerlo fra le mura di casa.
Poi però è arrivato Meroni, il più grande di tutti, e con la sua furtiva cessione hai compreso le inique regole della legge del più forte, un far-west dove arriva Jessie James e ti ruba il cavallo migliore; e se nella corsa all’oro ti capita la pepita Pruzzo, diventa normale barattarla con i cocci di Musiello.
E dopo falangi di bidoni immondi, campioni demoliti dalla sfortuna, partite strane, intrugli da sottobosco, licenze negate e promesse tradite, hai deglutito e fatto finta di non capire per quell’amor di patria che si concede senza pretendere nulla in cambio.

Povero vecchio, non ti resta molto tempo ancora, e proprio quando credevi di aver conquistato il salvacondotto per l’ultimo miglio, ti va a capitare il più imprevedibile degli eventi: il distacco del cordone ombelicale e l’alterazione genetica di un mito violato dagli imbrogli.
Una volta, le penitenze d’ordinanza erano “dire – fare – baciare – lettera – testamento”, ma di queste te ne poteva capitare una sola!
Enrico Preziosi invece, te le ha comminate tutte e cinque.
Perché nel dire bugie e fare stoltezze non ha avuto rivali.
Il bacio del tradimento te lo rinnova ad ogni sessione di calciomercato.
Con la lettera in formato A4 per l’acquisto di Maldonado ti ha mostrato quanto sia ebete.
Rimane da scrivere il testamento: per carità, non quello per l’abbandono della vita, ma per la liberazione del Genoa dalle smanie di un faccendiere che uccide i sogni, narcotizza l’entusiasmo, non risolve i debiti, e vende l’argenteria a cifre ridicole se vere, ma vergognose se finte.

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Questo articolo sarebbe da ubblicare sulla Gazzetta dello sport pagato dai GIR! 

Nemesis

Per come scrivi,per come rappresenti il Genoano oggi ,meriteresti il titolo di Presidente Onorario del Genoa.
Sei l'ossigeno nella camera ipercarica del Grifone.
Ianna

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