A ROMA TEMPO PER NIENTE DI BELLO

Autore: 
tidon grifo

E finalmente venne il giorno di Prandelli, nel senso che in verità è il secondo giorno di Prandelli ma speriamo tutti che non debba partire con l’handicap di giocare in dieci.
Si gioca a Roma in un campo dove perdiamo sempre e sempre veniamo sbeffeggiati, e dopo che per una settimana a reti unificate si è parlato solo della crisi della Roma, di partita da ultima spiaggia.
Tutti a parlare della crisi della Roma nonostante la grave crisi europea che stiamo attraversando, alti prelati vaticani, vip del mondo dello spettacolo, attori e attrici hanno dedicato tutta la settimana a disquisire sulla Roma.

Un clima dunque non certo agevole e per nulla pacato.
Noi siamo qua ad attendere la mano di Prandelli, qualcosa come un leggero tocco che dia la svolta, dopo che Juric come un fattucchiere fallito era solo riuscito a esasperarci gli animi, e non parliamo di Preziosi che pare che in settimana abbia pure esternato.
E come sappiamo alla fine tutto verrà apparecchiato perché la Roma riparta, con le solite beffe e i furti ai nostri danni.
Ma partiamo con ordine
 Pronti via e la partita volge a nostro favore, la Roma sembra svogliata, spenta ed impaurita e noi cominciamo subito ad impensierirla da metacampo in su.
Lazovic spadroneggia sulla sinistra e più volte mette palle pericolose al centro, Kouamè come al solito giostra bene in avanti e anche Piontek si smarca per cercare la conclusione su tutto il fronte d’attacco.
Lo Svedese e Bessa supportano le azioni.
Andiamo in vantaggio con un tiro dello Svedese non trattenuto dal portiere giallorosso con Piontek che insacca.
Ma il problema di questo Genoa è che può approfittare di squadre in difficoltà come la Roma di stasera ma che non è ancora uscito dall’approssimazione nel gestire le due fasi di gioco, quella offensiva e quella difensiva, non ha ancora equilibrio.
Il pareggio della Roma che fino ad allora non aveva fatto nulla arriva su una punizione scodellata in area e con una facile conclusione di Fazio, la Roma cercava di colpire solo su azioni da fermo.
Ma questo non inficia l’andamento della gara dato che poi su azione da corner ritorniamo in vantaggio con una bella girata dello Svedese.
A questo punto dovremmo trovare compattezza difensiva e chiudere almeno il primo tempo in vantaggio, invece a pochi minuti dalla fine subiamo una loro ripartenza con la squadra alta e con i loro cursori che da centrocampo arrivano facilmente in area segnando il gol del pareggio.
Un gravissimo errore che compromette la partita.
Nel secondo tempo però abbiamo la fortuna di trovare il gol del tre a due con un tiro di Lazovic che sorprende il loro portiere.
Ma qui comincia una danza tragica fra arbitro e var ai nostri danni.
Dopo parecchi minuti il gol viene annullato per un piede in fuori gioco nell’azione che solo parecchi minuti dopo porterà al gol.
E subito dopo la beffa: ci facciamo infilare con Sandro che viene deriso da una triangolazione alta che porta Cristante a segnare il vantaggio della Roma.
A questo punto manca ancora molto, dobbiamo restare calmi e cercare di rimediare la partita e la beffa che si sta profilando.
Entrano Rolon Pandev e Pedro Pereira.
La Roma diventa pericolosa in contropiede.
Noi riusciamo spesso ad entrare nella loro area ma senza concludere, Piontek sembra avere le polveri bagnate, con tiri velleitari, sembra avere perso la mira infallibile di inizio campionato.
Dopo un palo clamoroso della Roma che ci grazia, gli ultimi minuti sono un assedio alla loro porta, Pandev sbaglia un gol facile ben smarcato in area.
E poi all’ultimo minuto viene steso in modo clamoroso davanti alla porta mentre tenta di colpire di testa.
Rigore sacrosanto.
L’arbitro fa finta di niente, la var anche, protesta solo Pandev ma senza veemenza, e la partita si chiude con l’ennesima sconfitta.
Una Roma abbordabile e nervosa e sarebbe bastata un po’ di lucidità per darle la spallata definitiva.
Ma non siamo ancora una squadra in grado di gestire situazioni che volgono a nostro favore.
E alla fine dato che miracolosamente la Roma era rimasta in piedi l’arbitro decide che può vincerla anche in modo insperato.
E’ la legge di Roma, o si riesce a dominare e a vincere in modo netto oppure in una situazione di equilibrio per sentenza vaticana la Roma deve vincere.
E così è successo.
Prandelli dovrà ancora lavorare per dare un senso al tutto, Preziosi dovrebbe solo andarsene perché la società Genoa riacquisti un po’ di senso e intanto la zona retrocessione si avvicina.
Forse a Preziosi per continuare a fare trading di giocatori la serie A interessa mantenerla, forse, forse è il suo unico obiettivo