Si domina ma con Juric non si spopola

Autore: 
tidon grifo

Si gioca il derby dopo che Genova è stata martoriata e scossa da una terribile catastrofe, e su un altro piano si gioca il derby dopo che quella catastrofe vivente di Preziosi è sempre al suo posto.
In due anni Preziosi è riuscito con scelte cervellotiche, infami e dettate dai suoi soli interessi a perdere tre derby su quattro e a farsi surclassare in classifica da un Viperetta qualsiasi che ha portato una ventata di vis comica ai cugini in aggiunta alla loro buffa maglia ma nonostante questo per noi Preziosi riesce sempre ad essere solo triste e tragico.

Una bella coreografia con i grandi nomi della storia dei nostri colori si dipana dalla gradinata nord accogliendo le squadre in campo per ricordare giustamente a tutti che il Genoa non può essere sequestrato da Preziosi, ma ha una sua storia.
E un derby è comunque sempre tensione pura.
C’è da capire il destino di Juric che non ha ancora vinto, è un derby ma è anche una partita casalinga contro una squadra in crisi con delle assenze a centrocampo.
In partenza è la Sampdoria che tiene il campo con maggior agonismo non lasciando alcuno spazio ai nostri che arrancano.
Pressano a tutto campo e appena possono verticalizzano per i loro tre attaccanti mobili.
Il risultato di questa loro egemonia iniziale è il gol di Quagliarella che salta indisturbato assieme ad un altro blucerchiato all’altezza dell’area piccola e insacca con violenza.
Sembriamo un pugile che va ko al primo round.
E invece da li in poi la partita cambia .
Loro sembrano scomparire e prendiamo campo, prima con lo scoprire che anche sui lanci lunghi loro vanno facilmente in crisi e che poi fondamentalmente non sanno, se messi alle strette, tenere il pallino del gioco.

Allora riusciamo sia a scendere sulle fasce con Romulo ma soprattutto con Lazovic e poi che un Kouamè in grande spolvero riesce a recuperare anche molte palle nella loro metacampo.
La partita sembra in discesa per noi e il gol viene da un rilancio lungo verso Piontek che viene steso dal portiere.
Rigore e pareggio.
In seguito sono talmente tante le occasioni di gioco fra scambi sulle zone laterali della loro area, occasioni di penetrazioni centrali e cross, che sembra che la Sampdoria possa crollare da un momento all’altro.

Invece non riusciamo ad andare in vantaggio nonostante una clamorosa occasione su tiro di Piontek che riesce a smarcarsi ed un gol fallito da Romulo che avrebbe segnato forse anche Radu.
Si chiude il primo tempo sull’uno ad uno a tutti temiamo che nel secondo tempo l’egemonia evapori.

Invece anche per larga parte del secondo tempo dominiamo ma stavolta creando solamente un’ occasione clamorosa su colpo di testa di Kouamè.

Dominiamo  fino agli ultimi dieci minuti quando stanchi e un po’ cotti lasciamo campo alla Sampdoria che rimette il naso fuori dalla tana.
Ma senza creare nessuna preoccupazione se non la preoccupazione di subire la beffa nel finale.
Veloso ha la possibilità di calciare almeno due punizioni pericolose ma questo luogo comune che sia pericoloso sulle punizioni credo sia una leggenda metropolitana.
Il derby si chiude, non si è perso e senz’ altro per occasioni e per gioco si meritava di vincere ma non si è vinto.
Il risultato se togliamo l’aura drammatico-sportiva che ogni derby si trascina con sè è che Juric non ha ancora vinto una partita.
Ha perso tutti gli incontri con le big tranne la Juve e in casa ha fallito le vittorie con due squadre di bassa classifica quali Udinese e Sampdoria.
E adesso siamo quattro punti sopra la terzultima.
Questa partita può aver detto che riusciamo a essere superiori ad una Sampdoria scadente o perlomeno al momento scadente e che quindi anche contro squadre contingentemente scadenti non riusciamo per vari motivi a vincere.
In parte per sfortuna, in parte per limiti obiettivi, in parte per approssimazione negli schemi che vengono  sopperiti dalla verve atletica fintano che regge.
E adesso vediamo che succederà nel proseguo del campionato, la lotta per non retrocedere è aperta, ci sono anche i cugini visti stasera