Il Pranzo non è Servito

Autore: 
Ianna

Quando vai al Ristorante e non sai se alla fine hai mangiato  bene o normale,chiedi il conto,paghi, e all'atto di digitare il PIncode,non sai se immettere o concedere la mancia per il servizio ricevuto,cosa pensi sull'uscio della porta?
E' un pò questo,quello che è successo al 96°di Genoa Udinese:
Soddisfatto per il punto strappato o deluso per i due punti persi?
Restando in tema culinario,la prima sensazione all'uscita dal locale, è chiederti se lo Chef quando ha servito il secondo piatto,poteva fare di meglio.
Il nostro di Chef che di certo non è Redzepi e nemmeno Saverio de Tor Pignattara,tra il 46°  il 65°,all'atto del pareggio,non ci ha capito un belino,indeciso tra il non fare nulla e fare un cambio ha lasciato che il Menù offerto all'inizio dovesse essere lo stesso:
Cacio e pepe per tutti.

Un buco di inattività o se vogliamo di incapacità tattica,che ha mostrato i limiti di lettura tecnica di un allenatore di Serie A.
Genoa Udinese è tutta qua,nel blackout del Grifone all'inizio del secondo tempo,dove i friulani reduci da filotto di sconfitte e con l'allenatore in bilico,senza un vero centravanti e con un banda di Colored da facce di Bronx,per poco non sbancava Marassi e non ci sarebbe stato nulla da obiettare.
Eppure il primo tempo,non è stato disprezzabile,un palo, buone trame di prima,possibilità del raddoppio fattibili,ma se il tuo Totem non riceve una palla giocabile fronte porta e tutte spalle alla porta,quella possibilità che hai di concretizzare i poche palloni giocabili,si polverizzano.
In questo contesto è venuto fuori per la seconda volta in due partite,la dinamicità di Bessa,che con la corsa,il tocco e gli inserimenti sta diventando l'ago della bilancia e il tocco in più dello Juric Ter.
Spentosi lui e con Sandro non piu raccordo tra difesa e attacco,siamo andati in bambola nella ripresa,dove un ex del Carpi,ora in Nazionale ci ha infilato di testa in mezzo a due difensori,per sancire il più ovvio e giusto dei pareggi.
Un colpo di testa e di fortuna subito dopo di Romero,ci ha riportati in vantaggio quasi inaspettatamente , facendoci veleggiare in una zona di classifica che non vedevamo da anni luce.
Nemmeno il tempo di rileggere la storia affascinante di Pindaro e De Paul l'uomo in piu dell'Udinese con un gran gol all'incrocio impatta la gara.
Le paure però non finivano, anzi aumentavano perche il nostro giovane argentino,subito dopo gia ammonito si faceva fregare sulla linea di fondo e non poteva far altro che abbattere il suo avversario lasciando il Genoa in 10 uomini per 20 e piu minuti 
Il Pirata toglieva un evanescente Kouame per Gunter a rinforzare gli argini ,poi Mazzitelli per uno stanco Sandro,fino al cambio finale di uno stremato Bessa per lo svedese.
Malgrado l'inferiorità,l'Udinese non spingeva piu di tanto sembrando quasi che si accontentasse del pari anche per salvare il suo neofita e sconosciuto allenatore e il Genoa in inferiorità numerica,a corto di fiato,a corto di cambi sostanziosi,accettava di buon grado l'esito che stava a compiersi.
Dopo il pari insperato a Torino da Madama Juve,e alla viglia di due trasferte milanesi in quattro giorni,affrontarle con due punti in piu sarebbe stato più sollevante.
Potevi pure permettirti una dieta o al massimo una pasta in bianco,non due però.
Cosa manchi a questo Genoa,orfano di Zio Balla con il Pirata ancora al timone, è presto  e difficile dirlo.
Sembrerebbe soltanto che noi la guida Michelin possiamo solo consultarla e leggere i prelibati cibi che offre e aldilà di un Menu fisso e di uno spaghetto aglio e oglio non possiamo permetterci.
Se solo riuscissimo a cambiare il percorso per arrivare al Noma in  Refshalavej 96.
Piu facile essere tra Sabatino e Ugo.
Ianna