PIATEK INFAME

Autore: 
edoardo
Con tutto il rispetto per chi ha dovuto trangugiare trasferte terzomondiste su campi di serie C e di chi ha dovuto patire sofferenze d’ogni genere per il Vecchio Grifone, doversi sintonizzare su DAZN per Frosinone-Genoa, abbandonando l’inarrivabile spettacolo della Ryder Cup, è un sacrificio che si può spiegare solo con una fede cieca.
E così ci rannicchiamo in questo angolo di Ciociaria per una partita di cui ai più non frega niente, ma che è importantissima per i padroni di casa e delicatissima per il Genoa.
Ballardini sceglie di schierare il 3412 di fisionomia casalinga e, in base al modulo, sceglie i giocatori più consoni, con il risuscitato Sandro centrale. L’idea è quella di controllare il gioco e stare a vedere cosa succede.
Quel che succede è piuttosto imbarazzante. In un Genoa che cammina, non appena gli arriva una palla sul piede Piatek la sbatte in rete e due minuti dopo, su leggerezza difensiva del Frosinone e sempre su assist di Kouamé, fa il bis.
Signori, il pranzo è servito.
È la sua battuta preferita.
Io non so che morale insegnino nelle scuole polacche, a parte il catechismo, ma vedo nel serial killer Piatek una grande dose d’infamia. Evidentemente nessuno gli ha spiegato che rubare le caramelle ai bambini è disdicevole. Comunque mette in carniere altri due gol in soli 45 minuti e fa salire alle stelle le sue quotazioni.
Poi la partita gira subito, perché ad arbitrare il Frosinone, che è una squadra candidata a ricevere il reddito di cittadinanza calcistica per manifesta povertà di gioco, è stato mandato un pischello alla sua terza direzione in A. E i semi-esordienti sono inclini a fischiare rigori inesistenti pur di sentirsi qualcuno. E così fa.
Così il primo tempo finisce 2-1, col risultato in bilico. Talmente in bilico che nei minuti finali Chibsah prende il palo.
Il secondo tempo è un’orrida rassegna di orrori. Il Genoa rinuncia a giocare, ma rinuncia anche a controgiocare e si affida a una sottile tattica fondata sulla certezza dell’errore avversario. Unici due lampi un’azione personale di Kouamé, con doppio palo colpito con un solo tiro, e un salvataggio acrobatico di Sandro sulla linea di porta. Ballardini sostituisce i più stanchi (Sandro e Pandev) e un Lazovic calato di brutto dopo un paio di errori. Ma i sostituti, in particolare Zukanovic e Pereira, sono stati disastrosi. Pereira per scarsa intelligenza calcistica, che gli fa fatto sempre sbagliare la scelta, e Zukanovic per atteggiamento: mai in partita e quasi scocciato.
Alla fine abbiamo rischiato di beccare almeno 4 gol e le occasioni mancate dal Frosinone sono state incredibili. Gli eredi dei Volsci si ricorderanno con gratitudine di noi, che abbiamo trasformato la loro squadra nel Real Madrid.
Sui singoli poco da dire. Kouamé due assist e due pali, Piatek killer infame. Pandev impalpabile. Istruttivo vedere come un Sandro al 50% sia bastato per dare sostanza alla fase di contenimento del centrocampo, ma occorre fare la tara alla qualità degli avversari. Biraschi sempre sul pezzo e Spolli, tra un tic e l’altro, sembra stia ritrovando lo spirito della trincea. Radu ha fatto due parate notevoli nel primo tempo: una decisiva su un cross mortale di Campbell e una istintiva su tiro da fuori area sbucato all’improvviso. Va detto che, in via eccezionale e per la notevole distanza dalla porta, in questa occasione il simpatico Zampano ha optato per usare il piede anziché le mani. Poi, nel secondo tempo, Radu si è distinto per un’uscita a farfalle che doveva costare un gol, se uno sprovveduto frusinate non avesse messo fuori a porta vuota. In generale non dà l’idea di essere un portiere tecnico, ma la stessa impressione di elettricità esagerata la dava anche il pensionato Perin degli esordi. Affidiamoci alla speranza.
Contiamo i punti e ringraziamo il sorteggio, che ci ha fatto incontrare un bel filotto di squadre derelitte. È una buona dote per le difficoltà che verranno, a cominciare dal Parma, che è una squadra ostica: buona fase difensiva e palla in profondità per Gervinho o per la gestione di Inglese.
Ma abbiamo il polacco. E fin che dura mette una grande foglia di fico sulle nostre oscene nudità.

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Disamina perfetta, esaltarsi

Disamina perfetta, esaltarsi ora e' la peggiore delle cose da fare. Battere il Parma ,assolutamente non fare voli pindarici e Ballardini tutta la vita. Se questa squadra si mette in testa di giocare stile Gasperini-Juric a quest'ora siamo come il Chievo. Spero di sentirmi rinfacciare il mio pessimismo con ignominia fra due mesi.

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