Giustizia nel Silenzio

Autore: 
Ianna

Si può giocare una partita di calcio dopo che una città intera ha vissuto un 14 Agosto da Ground Zero?

Si può proclamare una giornata di lutto nazionale,celebrare funerali di stato per chi crede ancora nelle istituzioni e dopo 4 ore far iniziare un campionato solo perchè al debutto è arrivato uno dei migliori giocatori del pianeta ?

A quanto pare si in Italia ,paese dove nel 2018 si può e si muore quando si attraversa un ponte per andare al lavoro,in ferie o solo per spostarsi.

In questo marasma generale,di ipocrisie e falsità,di negligenze e silenzi colpevoli,ancora una volta sono stati i tifosi a tirarsi fuori dal marciume precostituito,dai riti di circostanza,dalle processioni e dai proclami,rinunciando per proprio conto e a nome della loro città e delle loro vittime,al circo del calcio,al teatro dell'ignominia.

Senza i tifosi il calcio non esiste,senza la passione niente e nessuno vive e a chi li considerava inetti e li schedava,non andare allo stadio,non presenziando allo spettacolo del Carrozzone,ben prima che altri si degnassero di percepire che c'è prima il rispetto per i morti e dopo un futuro da ricostruire per i vivi.

I 43 minuti di silenzio dei tifosi genoani allo stadio questa sera,i loro nomi sul maxi schermo,il caloroso e commovente applauso valgono mille punti di dignità al cospetto di chi nemmeno in una occasione luttuosa,si è fermato per una semplice stupida domenica d'estate senza calcio.

Con le immagini negli occhi,il dolore nel cuore ,il Genoa ha fatto la sua partita trovando due bei gol con il sempre più positivo Piateke e Kouamè mettendo dopo 20 minuti il risultato in cassaforte.

L'empoli ha preso due pali,uno dopo il vantaggio iniziale e ha trovato il meritato gol solo alla fine non prima di una strepitosa parata di Marchetti,che se non ci fosse stata forse avrebbe avuto un risultato diverso,vista la qualità dei toscani,insufficienti solo in avanti,ma rivelatosi una bella squadra.

Nel mezzo si è visto il solito Genoa targato Ballardini buono a difendersi,a rinforzare il Bunker,sperando di limitare i danni il piu possibile nel piu veloce tempo possibile.

Niente di nuovo ma stasera l'alibi era nelle due  settimane difficili trascorse.

Ma la testa questa sera non può che andare a chi non c'è piu, a quel pezzo di ponte sospeso come le vite di chi dal 15 agosto deve vivere tra tante difficoltà e da chi a settembre si aspetta di ripartire,perchè "non esiste perdono senza giustizia."

Ianna