UN SOLO LAPILLO VESUVIANO E IL NAPOLI VA

Autore: 
tidon grifo

La vena propulsiva del Balla, che ci aveva portato al terzo posto della classifica in era Balla, nelle ultime due giornate sembra un po’ incrinata, vuoi per un calo fisiologico, vuoi per episodi di deconcentrazione difensiva, e vuoi perché stava facendo miracoli con due prugne secche e qualche peperone appassito, frutto dei grandi preziosismi del mercato ortofrutticolo.
Oggi si arriva a Napoli dai nostri fratelli di tifo e ci domandiamo quale sarà il nostro ruolo, se quello di mettere definitivamente i bastoni fra le ruote alle aspirazioni scudetto di un Napoli in declino o quello di recitare la parte amichevole del semaforo verde per lasciar loro sognare l’improbabile.

Schieriamo Lazovic mezzala ma fondamentalmente farà ugualmente l’ala.
Il problema di trovare i due centrocampisti d’appoggio a Bertolacci genera sempre una certa incertezza e oggi il Balla vede inserito nello schema il serbo.
Giochiamo nella oramai abituale maglia blu e oro con i calzoncini scarlatti, creando quella sfumatura del blu in ambedue le squadre, blu scuro e azzurro, quasi a sottolineare una continuità di intenti.
Si parte e si gioca a un batti e ribatti che vede il Napoli non particolarmente brillante, nel corso del primo tempo riusciamo a creare alcuni pericoli, una discesa di Lazovic che tira a lato, un appoggio dello svedese a Pandev che calcia su un difensore e un colpo di testa di Spolli fuori di poco.
Il Napoli crea qualche pericolo con Mertens e prende un palo, poi sbaglia un’ occasione apparentemente facile dalla zona del dischetto di rigore.
Solo verso la fine i partenopei prendono il sopravvento nel gioco mettendoci una maggiore carica agonistica.
Scambi stretti, inserimenti veloci, nessuna lentezza ne abulia meridionalistica ma una serie di triangolazioni per inserimenti a scheggia oliati come babà immersi nel rum.
Noi comunque nel primo tempo abbiamo giocato al massimo delle nostre possibilità, con un Pandev però stranamente poco incisivo e il solito Galabinov che arpiona la palla ma poi difficilmente l’arpione diventa arma letale.
Un po’ confusionario lo svedese, buone le sgroppate di Lazovic, un po’ in difficoltà Biraschi su Mertens.
Nel secondo tempo si riparte con lo stesso copione di fine primo tempo con il Napoli che cerca caparbiamente quella rete della speranza-scudetto.
Noi solo con difficoltà riusciamo a ripartire ma qualche volta lo facciamo.
Una volta con Lazovic che sbaglia l’ultimo passaggio e poi dopo un traversone di Laxalt Rosi trova Pandev in area che calcia a lato.
Entra il redivivo Taarabt e su un contropiede a tre spreca una buona occasione.
Per il resto è un monologo del Napoli ma che non impegna Perin in modo eclatante.
Colgono qualche palo però mostrando le avvisaglie di una caparbietà nel voler almeno centrare la porta.
E il loro gol arriva al settantesimo circa in seguito a calcio d’angolo e a una inzuccata di un loro difensore.
Da qui alla fine cerchiamo di aumentare la carica agonistica ma lo facciamo confusamente, entra anche Pepito Rossi ma non ha palle giocabili.
Taarabt non sembra in forma smagliante.
E compare anche Rigoni che sembra fare solo il torello nella rete di passaggi degli azzurri.
Cala il sipario e il Napoli torna a sperare l’improbabile.
Oggi non abbiamo giocato male ma raggranelliamo la terza sconfitta consecutiva.
C’è qualche ombra sul nostro immediato futuro dato che l’assembramento nel fondo classifica sta inesorabilmente risalendo, e il nostro margine di vantaggio è ora di sei punti.
Il calendario sembrerebbe agevolarci ma già dalla prossima dati i nostri limiti palesi nell’imporre il nostro gioco o una nostra superiorità presunta, Ballardini dovrà studiarsi bene ogni avversario per capire quale grimaldello usare.
Siamo una squadra che segna col contagocce e ogni schema deve essere studiato per non rischiare attacchi velleitari e correre rischi in contropiede.
Ci sono Spal e Cagliari in casa nell’uovo di pasqua e sono festività da non fallire, non possiamo permetterci sorprese sgradite
Speriamo bene, la salvezza non è un miraggio ma va ancora conquistata.
E che Preziosi ci faccia la sopresa di andarsene se non a pasqua almeno a ferragosto