RImandati al diavolo

Autore: 
edoardo

PERIN 7,5: nel primo tempo salva il risultato, nel secondo non sbaglia nulla e dà sicurezza a tutto il reparto.

 

BIRASCHI 5,5: comincia sbagliando facili appoggi e dando l’impressione di essere spaesato. Migliora nel secondo tempo.

 

SPOLLI 7,5: ti fa stare bene di salute, dalle sue parti non si passa.

 

ZUKANOVIC 5: difende bene ma si mangia un gol che grida vendetta al cielo. Nel momento decisivo pensa di accorciare su Suso, poi si impantana nella terra di nessuno e lascia Spolli solo contro 3 milanisti.

 

LAZOVIC 6,5: come sempre gli manca la perla capace di valorizzare il grande lavoro offensivo e difensivo, ma tiene in angoscia la difesa avversaria.

 

RIGONI 5,5: nel primo tempo per 3 volte 3 gioca di tacco: non è roba sua. Piuttosto anonimo, segna di testa un gol annullato per fuorigioco.

 

BERTOLACCI 6: solido e ordinato, ha imparato il mestiere e rispetto a Veloso fornisce consistenza anche se non risulta mai decisivo.

 

HILJEMARK 5,5: comincia alla grande e fa tremare il Milan sulla fascia sinistra, ma crolla nel finale quando si trova a dover fronteggiare Suso.

 

LAXALT 7: una delle sue partite più belle e più concrete da quando è al Genoa. Cala nel quarto d’ora finale, quando gli schemi saltano e la squadra si disorienta, ma la colpa è di Ballardini.

 

PANDEV 6,5: continua il suo buon momento. Mobile e sgusciante, anche se spesso sbaglia a tener troppo palla.

 

GALABINOV 6: come al solito, gran lavoro oscuro. La sua uscita regala al Milan il controllo della metà campo e la nostra difesa non respira più.

 

OMEONGA 5: entra e sbaglia 3 appoggi facili, in compenso non fa niente di buono.

 

BESSA 5: inconsistente e svagato, non fa filtro, in compenso prova un colpo di tacco e vanifica un interessante possesso palla a ridosso dell’area milanista.

 

LAPADULA 4,5: né difesa della palla né pressione sui portatori avversari, in compenso sbaglia di testa la palla della vittoria su cross di Lazovic.

 

BALLARDINI 5: va a pochi centimetri dall’impresa, poi non capisce più niente nel quarto d’ora finale, quando il Milan gioca con due punte. Bessa per Pandev è un regalo all’anticalcio e Lapadula la ciliegina sulla torta di un disastro. Con Bessa e Lapadula in campo il Milan può impostare senza contrasto. Quando Gattuso accentra Suso lascia solo Hiljermark (stremato) a contrastarlo. Succede. Anche zio Balla è umano.