Balla con Gala

Autore: 
Ianna

Se "la Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte",Andrey Galabinov da Sofia cala il suo pezzo forte sul prato spelacchiato di Marassi e con un gol di testa estrapolato dal sacco pieno di dolci di Ballardini,regala al Genoa la seconda vittoria casalinga e la bellezza di 21 punti in classifica.
Alzi la mano chi lo avrebbe mai detto e pronosticato che questo Genoa 2017/18,uno dei piu scadenti tecnicamente che la Storia Genoana rammenti,avrebbe raggiunto alla prima di ritorno  6 punti di vantaggio sulla terzultima alla prima di ritorno.
Non siamo William Sidis tranquilli e i numeri ci piacciono solo perchè non sono opinioni e sono inconfutabili,ma elencarli senza per altro essere Srinavasa Ramunajan, è inevitabile.

Vittoria trovata come quando si vedono per terra 100 euro e ti ci butti sopra,senza cercarla piu di tanto,perchè la hai pure rischiata di perdere se non ci fosse stata la straordinaria parata di Perin su Matri da tre metri,che avrebbe probabilmente fatto perdere il record di quattro partite di fila senza subire gols e chiuso un mini ciclo di 5 punti che ai tempi di Juric te lo sognavi anche di notte,pregando tutti i santi.
In più sempre sullo 0-0 c'è stato il palo esterno del Velino,prima della azione del gol che ha dell'incredibile nella sua impostazione e realizzazione:
Doppio passo e cross di punta di Franz Biraschi e il bulgaro in odore di cessione,che mai sarebbe piu dolorosa visto che Coutinho di certo non passa per il Ferraris,insacca all'incrocio sotto la Nord di gran lunga la migliore in campo.
Fino ad allora e per tutto il primo tempo,si è stati come dopo il Cenone di Capodanno, a bivaccare in divano e assistere alle tre di un pomeriggio uggioso ad un film di Manoel de Oliveira e in particolare il lungometraggio Giorno della Disperazione che consigliamo vivamente per chi si appisola dopo le prime tre scene.
Genoa Sassuolo è stata di una noia mortale,ravvivata solo dalla scimmia urlante a bordo campo,con il solito cappellino a coprire i quattro capelli avanzati e circuiti cerebrali in evidente stato di esaurimento.
Se qualcuno voleva emozionarsi o quanto meno destarsi,poteva collegarsi con Rai Replay per una puntata de La Storia raccontata da Corrado Augias,autentico sonnifero vivente.
Il Balla che non è Pep Guardiola e non ha il coraggio di Mou di mettere il 18 davanti alla porta,ha capito ad un bel punto del sonno generale,che forse un ariete o un "muscolare" per dirla alla Scoglio ci voleva e il bulgaro che ha calcato mitici campi cadetti con discreti esiti passati,ha fatto salire la squadra,ha addirittura stoppato di petto per poi realizzare il gol con una torsione alla Gianni De Magistris.
La rumenta in panchina si dimenava e schiumava rabbia,ma piu che Ragusa non aveva ,fino a farsi ritorcere contro se stesso,il delizioso insulto che ci propinò un paio di anni fa in qualche posto vicino Scarpino.    
Capitolo a parte merita il nostro centravanti,su cui bisognerebbe dedicare una puntata di In Treatment:
Non si discute il coraggio,l'ardore,la volontà,ma se fosse solo per questo anche Ardemagni sarebbe un giocatore di calcio.
Invece il nostro Crac,si ha l'impressione che somigli a Paulo Roberto Cotechino.
Non uno stop,non un dribbling,palle fatte sfilare manco fosse il Curling,mai una sponda,un triangolo guai a parlarne,,nemmeno quelli quando buchi una ruota.
Con tutta la simpatia pr il ragazzo,ci si chiede come si possa arrivare a questi livelli,in Serie A,se non si hanno i minimi fondamentali del gioco del calcio.
E' come se Peppino Cirillo scrivesse al posto di Gianni Mura e Grifondoro fosse Lee Young-ho.
Al cospetto dell'immarcescibile Giacomelli che fischia punizioni al primo che cade per terra,e alla virale assenza di Preziosi chissà in quali affari indaffarato da lunedi prossimo per indebolire la squadra,ora possiamo pure permetterci il lusso di andare a perdere a Torino dagli invasati sugli spalti e dall'incedibile Sturaro in campo.
Forse tra un mesetto ci ritroveremo senza Treccine al vento,senza piu genero e senza il veneto che indietreggia ad ogni tocco manco se avesse tra i piedi una bomba a mano.
Ci toccherà vedere Taarabt,rivedere con piacere Pepito e sperare che Perin rimandi la partenza.
Chi invece ci sarà ancora e forse salverà la pellaccia anche questo anno,ce lo sorbiremo come il carbone nero,con le mani sui maroni e un occhio e un orecchio ad Orlando,ma non la città della Florida .
Ianna

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Non mi toccare Augias ,uno

Non mi toccare Augias ,uno dei pochi  ancora degno di essere chiamato giornalista.

Corradino

Non te lo tocco anche perche questa estate sono andato a vederlo a Bologna alla festa di Repubblica,per un intervento su Leopardi.
A dire il vero ero andato anche per Saviano(lui non sfiorarlo propio:-))
Comunque  innegabile che qualche abbacchio lo può far prendere:-)
Ianna 

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