COL BALLA SI TORNA A DANZARE

Autore: 
tidon grifo

Per la prima del Balla, sulla via del miracolo di una salvezza sperata, di una impresa sognata, il Ballardini-ter, incontriamo il Crotone, squadra che si porta appresso tutti i fantasmi croati di Juric.
Un incrocio pericoloso fra passato e futuro, contro una squadra mediocre che ci sopravanza di sei punti, col ricordo di un tecnico che fece miracoli in Calabria e disgrazie al Genoa, perché tutto ciò che Preziosi richiama a sé si trasforma in rumenta.
Solo a nominare Preziosi potrebbero anche disfarsi queste parole sulla tastiera e trasformarsi in un buco pauroso di bilancio fallimentare.
Ma procediamo con ordine, cerchiamo di allontanare gli spettri dell’irpino.
Si parlava di difese a quattro e rombi e tutti eravamo in attesa della novità del Balla, dei suoi tentativi di varare l’arca dell’alleanza per salvarci dal diluvio.

E sorprendentemente ripresenta la difesa a tre facendo fuori Rossettini per Spolli ,che è uguale a Rossettini ma con la barba meno folta.
E poi con un colpo di genio fa fuori tutti centravanti accreditati per schierare due falsi nueve, Pandev e Taarabt.
Con le solite ali mezze tacche ma con sia Veloso che Bertolacci in campo e con Rigoni nel ruolo di inseritore, colui che si incunea, l’incuneatore che infatti incuneerà nel Crotone la scheggia decisiva della vittoria.

Il Balla studia il Crotone e pensa alle loro geometrie pitagoriche e archimedee incentrate sulla corsa delle ali, sulla velocità e l’agonismo.
E cosa gli contrappone? Il possesso palla dei giocatori più tecnici del Genoa.
Invece di fare il rombo che tutti si aspettavano, fa una difesa a tre più un ettagono in cui tutti scambiano, tutti girano e tutti triangolano.
La mossa toglie spazio al Crotone che si trova stordito ad annaspare di fronte a una geometria variabile e ipnotica.
Ci lamentavamo tutti dello sterile possesso palla di Juric e il Balla lo eleva al quadrato, finalmente lo eleva al concetto e la sua filosofia oggi funziona alla perfezione.
In questo modo dopo pochi minuti su un cross di Laxalt sbuca Rigoni e insacca.
La squadra si accorcia, l’ettagono poliedrico si sposta velocemente per creare una ragnatela in cui il Crotone non trova spazi.
E il Crotone infatti non impensierisce mai Perin per tutto il tempo di questa partita sositutiva del pranzo domenicale.
E’ in realtà il Genoa a sfiorare più volte il gol, prima con un inserimento di Taraabt che gira palla davanti al portiere, poi con un nuovo incuneamento di Rigoni che spara addosso al portiere e poi con Rosi che si trova miracolosamente davanti al portiere e gli tira addosso.
Potevamo andare all’intervallo come minimo con due gol di scarto ma forse la geometria variabile senza il vertice comporta anche che le conclusioni vengono portate da giocatori non propriamente infallibili.
D’altronde non abbiamo alcun attaccante infallibile sotto porta e dunque va bene così. Anzi abbiamo tirato in porta più oggi che nel resto del campionato.
Nel secondo tempo Balla non fa cambi, non si lascia prendere da isteria da sostituzione e cominciamo il secondo tempo con un certa tranquillità .
Soffriamo di qualche ripiegamento atletico e il Crotone decide di alzare i ritmi, le nostre geometrie ettagonali non sono più corte e caleidoscopiche ma più attendiste.
Ciononostante non si soffre mai sui cross delle ali calabresi.
E’ Bertolacci che si incunea più di Rigoni nel secondo tempo e infatti l’unica clamorosa occasione da gol capita a lui con un tiro cross mancato per pochi centimetri dai nostri.
Entra Galabinov al posto di Pandev, il macedone aveva giocato bene ma era stanco, e per la verità poco lucido nei tiri ma abile negli scambi.
Galabinov sa controllare i rilanci ed è utile.
Compare poi Cofie per uno stanco Veloso.
E infine negli ultimi minuti appare miracolosamente Centurion miracolato dal Balla che in pochi minuti riesce a non perdere palle pericolose.
Esce uno sfinito Taarabt, vera spina nel fianco della difesa del Crotone e valore aggiunto ormai consolidato di questo Genoa derelitto.
La partita va in porto, la nave del Balla è varata, si respira.
Oggi con le notizie della richiesta fallimentare per Zamparini tutti abbiamo pensato a Preziosi, al fatto che sia sempre stato un clone di Zamparini, una fotocopia buffonesca dei più grandi buffoni che abbiano calcato le presidenze delle squadre di calcio di serie A.
Ma se lasciamo per un attimo in disparte queste crude certezze che riguardano guitti e buffoni, oggi possiamo solo gioire per la prima del Balla, che ha capito perfettamente come mettere in difficoltà il Crotone, con mosse che sono sembrate anche inaspettate rispetto alle previsioni della vigilia.
Aspettiamo a suonare le fanfare poiché siamo solo all’inizio ma l’inizio è stato promettente.
Con Balla abbiamo iniziato una danza sinuosa dopo mesi di orribili movenze senza sincronia e la danza di oggi concretizza qualche speranza