Provaci ancora, Sam

Autore: 
edoardo

Arriva al Ferraris la Juve dei sei titoli italiani vinti negli ultimi sei anni e delle glorie sfiorate in Europa, anche e soprattutto per l’apporto di Grifoni quali Sturaro, Rubinho e Rincon, decisivi per il salto di qualità dei bianconeri.
I quali tuttavia hanno recentemente sofferto il campo di Marassi e scendono oggi a Genova con evidenti preoccupazioni.
Il nocchiero genoano, Ivan Bogart, passa la notte della vigilia sorseggiando whisky e fumando Lucky Strikes, mentre prepara insidiose trappole tattiche.
Prima di coricarsi, senza staccare la sigaretta dalle labbra, pronuncia la sua frase più famosa: “Suonali ancora, Sam”. E finalmente si scende in campo.
La paura degli juventini è talmente evidente che, con grande delusione del pubblico, dagli spogliatoi esce la squadra del Chievo.
Banti non ha ancora finito di fischiare il calcio d’inizio e il Genoa è già in vantaggio.
Magia di Pandev e carambola che fa autogol. Il macedone, in evidente trance agonistica, prova a ripetersi due minuti dopo con un preciso colpo di testa.
Purtroppo è indirizzato nella nostra porta, ma Perin compie un miracolo.
Al 5° minuto Rugani scalcia Galabinov in area. L’arbitro fa lo gnorri, ma interviene la VAR e sancisce il rigore.
Sarà un caso, ma con la VAR la Juve incassa due rigori in due giornate, quando non gliene veniva fischiato uno contro da una quarantina di partite.

Va sul dischetto Galabinov e segna. Cacchio, la VAR che fa giustizia e Galabinov che segna. Credo che Grifondoro abbia avuto un attacco di diarrea.Tracciamo una bella linea di demarcazione qui, perché da questo momento succedono due cose: scende in campo la Juve al posto del Chievo e il Genoa di Bogart comincia a trasformarsi in quello di Juric.
Segna Dybala, Higuain si mangia un gol e il Genoa di Juric dimostra i suoi limiti in fase di conclusione in almeno tre ripartenze: un colpo di testa di Galabinov su cross di Lazovic che doveva assolutamente finire dentro, un cross di Pandev su cui Galabinov e Taarabt si intralciano davanti a Buffon, un coast to coast di Galabinov e Pandev espirato nel nulla.
Perin salva il pareggio con due straordinari interventi consecutivi su Dybala e Mandzukic. Ma il pareggio è scritto. Tocco sciagurato di Biraschi che aspira all’autorete, ma la palla incoccia su Lazovic, che ha fatto una diagonale esagerata, e finisce in angolo. Così vede l’arbitro, ma qui si evidenzia la debolezza della VAR. Qualcuno, nell’ombra, che ha arbitrato solo in serie C, pretende che si riguardi l’azione. Questo tipo di azioni non devono mai essere riguardate. Motivo? Non conta a priori che ci sia stato o non ci sia stato tocco di mano. Non importa. Su una palla schizzata via imprevedibilmente dalla deviazione di un compagno, che ti colpisce mentre sei in corsa, non esiste rigore per fallo di mano, mai. Ma la regola sul fallo di mano è l’ultima frontiera dell’insipienza arbitrale. Sono contento di averlo scritto mesi fa e direi la stessa cosa a squadre invertite. Se poi un signor nessuno decide che l’arbitro deve guadare la VAR, il rigore è inevitabile, perché il colpo di mano c’è, anche se non è falloso. Fine dei giochi. Dopo l’intervallo, purtroppo dagli spogliatoi non esce Bogart, ma Juric. Il suo Genoa fa girare palla senza aggredire gli juventini, senza accelerare il ritmo, senza mai concludere in porta. Conseguenza: non fa paura alla Juve. E una Juve senza paura in gestione della partita prima o poi ti frega. Succede al quarto d’ora del secondo tempo, quando Cuadrado detta il passaggio, controlla e conclude in gol. Il Genoa non cambia ritmo e non arriva mai in area in velocità. Gli unici pericoli li crea con numeri estemporanei d Laxalt e di Palladino, subentrato a un Taarabt già in crisi di fiato dalla mezzora del primo tempo. L’ultimo gol juventino, con il Genoa sbilanciato in avanti, fa parte dell’inevitabile corso del destino. Il proclama di Juric secondo cui quest’anno si deve giocare con maggiore consapevolezza e minore aggressività è una boiata pazzesca. Lui sostiene che è doveroso perché la squadra ha maggiore qualità, ma io questa qualità aspetto ancora di vederla. Il centrocampo filtra poco, anche se, come oggi, incontra una squadra schierata a due in mezzo. Veloso fa il suo, Bertolacci prova ad adeguarsi facendo la mezzala classica, ma con evidenti limiti. Fra l’altro, se non la pianta, io un simulatore e piangina, nel Genoa preferisco non vederlo, a costo di cuccarmi Cofie. Nessuno lo ricorda perché la Juve non ha segnato, ma al 3° del secondo tempo, dopo un controllo sbagliato che gli ha fatto perdere palla a metà campo, non ha trovato di meglio che buttarsi a terra e invocare la grazia dell’arbitro, anziché inseguire l’avversario. Ottimo Perin fino al 90°. Il gol di Dybala nel ricupero ci può stare, sfilato sotto le gambe di Gentiletti. Bello, finché ha avuto fiato, Pandev. Utile Galabinov per la fisicità. Ma fin qui niente di nuovo: si sa che con Gasperini tutti i centravanti giocano bene. La pena sono gli esterni di sinistra, per ora. Taarabt morto dopo un paio di sgroppate, Palladino inconsistente, Centurion entrato ma non visto. Juric continua a credere in un modulo a una sola punta. Cosa buona e giusta se la punta è una mitragliatrice e giochi coperto; molto velleitaria se poi fai possesso palla al rallentatore. Ma lasciamo lavorare il manovratore. Dopo 7 minuti mi ero illuso che avesse sortito effetto il “Suonali ancora, Sam” di Bogart. Alla fine della partita abbiamo dovuto accontentarci di un “Provaci ancora, Sam”. Se il prossimo anno saremo ancora in A o se la Juve retrocede con noi ci proveremo. Sicuro.

Commenti

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competenza

si faceva per dire. è il contrario degli arbitri di porta degli scorsi anni, se arbitra Fabbri e ci metti Orsato, è quest'ultimo che comanda. se metti Fabbri arbitro di porta quando arbitra Orsato, Fabbri se ne sta zitto.
ora, con il supporto delle immagini, anche gli ultimi della classe mettono becco. e se Banti non ha nessuna intenzione di ritenere falloso un tocco di mano in un'azione ravvicinata e rapida, una volta che viene chiamato a guardare la VAR non può esimersi dal dare il rigore, anche se gli fa schifo farlo.
in generale la regola sul fallo di mano è la più lacunosa del regolamento, perché non è mai stata chiarita in modo da limitare la discrezione dell'arbitro e da assicurare un minimo di coerenza.
 

Unica nota...

Gli arbitri della VAR erano Fabbri (che l'anno scorso ha diretto 35 gare di serie A) e La Penna che e' un arbitro di B ma ha comunque arbitrato anche in serie A. Non e' vero quindi che si tratti di incompetenti...

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