Lazzaro Lazio e Maramaldo Genoa

Autore: 
delcu

Lo spauracchio della settimana si chiama Laz. Prime parole di Lazio ma anche di Lazzaro.
 Il potere grifonico di resuscitare i morti è risaputo e anche la banda Gasp, fin dai tempi della gloriosa cavalcata della B, non ne è stata esente. Quest’anno Livorno né è già stato un fulgido esempio. Siamo riusciti a far fare due gol nella stessa partita a chi non vi era mai riuscito, al peggiore attacco della massima serie.

Questa settimana ci tocca un team che arriva addirittura da una serie negativa di 13 partite, 7 sconfitte e 6 pareggi che hanno relegato i biancocelesti nella palude della zona retrocessione. Eppure la “Lazie” era partita assai bene, sulle ali dell’entusiasmo per la cinese, influenza benefica della Supercoppa vinta a Pechino contro l’Inter sprecona. Qualche buona partita di campionato e una condizione migliore avevano fatto ben sperare e nascosto le beghe societarie (Lotito col freno a mano tirato per via dell’esborso milionario per Zarate, unico vero contante dell’anno uscito dalle casse di una società) e quelle interne allo spogliatoio, con Ledesma e Pandev fuori rosa e Rocchi mai contento e forte dell’essere una bandiera per i tifosi.
Eppure Rayban Ballardini è considerato uno degli allenatori emergenti del campionato, con la sua commistione di schemi rigidi e spazio alla fantasia. Con il Cagliari, più che con il Palermo, ha fatto vedere un buon calcio dal quale poi Allegri non si è discostato più di tanto.
Sono gli allenatori che storicamente Gasperini soffre di più, quelli che utilizzano il 4312 con il centrocampista avanzato che agisce tra le linee e una delle due punte che svaria sulle fasce e fa allargare la difesa (nel caso che lo segua il marcatore della 3) o risucchiare un laterale di centrocampo creando superiorità in mezzo. Gasperini contro questo genere di squadre l’anno scorso ovviava sacrificando un centrocampista (spesso Rossi, meno Juric, Mesto con pochi risultati e a volte perfino Milanetto), quest’anno invece punta decisamente sulla difesa a 4, stante la versatilità di Criscito e la crescita come terzino destro di Papasthatopulos. Possiamo addirittura azzardare, per domenica, un atteggiamento quasi speculare del Grifone, con Floccari a fare il Cruz o Rocchi della situazione, Palacio a fare lo Zarate e Palladino a fare il trequartista (per la Lazio dovrebbe giostrare Foggia). La contemporanea indisponibilità di Baronio e Matuzalem priva i romani del regista ed incerto è anche il recupero di Mauri come cursore.
Dietro alla linea d’attacco giocheranno quindi Brocchi e Dabo, con il possibile impiego dell’oggetto misterioso Eliseu, definito da molti tifosi capitolini “’na ventata de monnezza”. Un centrocampo che, se aggredito, può andare in paranoia. Sicuro l’impiego di Juric, nella linea a 3 Gasperson potrebbe rinunciare a Milanetto, tenendolo in fresco per il Valencia, rispolverando Zapater e facendo fare il lavoro sporco di congiunzione a Rossi o Mesto. Dietro in un ipotetica 4 salterebbe ancora Bocchetti, e non sarebbe un male, di questi tempi. La Lazio non è irresistibile nemmeno dietro, benché nelle ultime giornate il coach romagnolo abbia sistemato qualcosa e si registri i miglioramenti del giovane Radu, ex obbiettivo del Grifone e ora nelle mire del Bayern di Van Gaal. Bene per noi sulle fasce se Lichtesteiner, che non è un fulmine in diagonali e rientri, si troverà Palladino e Palacio. Importante sarebbe iniziare forte e mettere in difficoltà una squadra che ai primi problemi potrebbe crollare moralmente e trovarsi il pubblico, già in odore di proteste nei confronti della società, contro.
Liberati da pensieri in gabbie tattiche, ci auguriamo che per una volta Nostro Signore Rossoblu lasci a terra il cadavere di LAZzaro e lo identifichi in Francesco Ferrucci, a cui un Maramaldo Grifone potrebbe far dire "Vile, tu uccidi un uomo morto"!
Che piacere infierire sull'Aquila sempre un po' troppo littoria, auspicando uno di quei salti di qualità che raramente il Genoa di Gasperini è riuscito a regalare in trasferta (l’anno scorso ricordiamo la tranquilla vittoria contro un Napoli in crisi) e che ripagherebbero degli sprechi e dei pasticci arbitrali di domenica scorsa.
Vamos a ganar, Genoa!

Commenti

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perdono...

...per quell'accento che mi è scappato sul "ne"...
 

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