Buonanotte vecchio Genoano!

Autore: 
Nemesis


Poveretto!
La notizia ti ha colto di sorpresa, inaspettata e brutale, ma ora che la Asl ti ha dichiarato esente dai tickets per raggiunti limiti di età, hai finalmente capito: sei diventato vecchio!
Nel frattempo Preziosi ti ha fatto sapere, con il solito stile ambiguo e mendace, che il Genoa sarebbe in vendita… ma solo a certe condizioni, che tradotto significa “me lo tengo finché mi serve”.
 

Mettendo insieme queste due notizie, se ne ottiene una terza: probabilmente non farai in tempo a vedere in diretta un Genoa liberato dal guinzaglio di Preziosi, e dovrai accontentarti della differita sul grande schermo del terzo piano.
Quando due anni fa è nata la tua nipotina,  gli scienziati della finanza le hanno caricato sulla schiena la sua quota di debito pubblico, e l’incolpevole già deve allo Stato 35.000 euro salvo complicazioni.
Tu invece, come tutti i Genoani, non sai neppure a quanto ammonti il reale passivo della società, perché è alimentato da un fiume carsico che scorre tra le pieghe del bilancio e sfocia nel delta delle illusioni ottiche.
Sarebbe come se lo Stato vendesse il Colosseo e la Torre di Pisa per evitare la bancarotta, e replicasse ogni anno lo stesso saccheggio per scansare la stessa minaccia; e invece, nel tuo piccolo universo rossoblu, il Colosseo è Perotti, Rincon è la Fontana di Trevi, e dalla torre che pende sono volati via Motta, Milito, Palacio, oltre a un centinaio di bravi giovanotti liquidati un tanto al chilo.
Sai com’è, amico mio, i vecchi ormai sono considerati una zavorra, ma non tutti, solo i critici, i diffidenti, i pedanti e i mugugnoni; per gli altri, quelli che non disturbano il manovratore, c’è già un premio speciale: invece di “vecchi” saranno chiamati “anziani”.
Infatti, l’anziano è un patrimonio di esperienza e un riferimento per le nuove generazioni; il vecchio mastica rimpianti e si dà ragione da solo.
Ti capisco, della lunga vita del Genoa a te è toccata la fetta più tribolata, due volte in serie C e una decina di retrocessioni, ma tutto questo ti sembrerà lieve in confronto alla burrasca latente che si profila all’orizzonte.
Lo so, i garantisti ti chiedono le prove dei tuoi sospetti sul bilancio, così come le chiedevano a Moggi quando si imbertava i campionati, e mentre zittivano i malpensanti si gonfiavano le tasche.
Però, quando l’evidenza dei fatti supera quella delle scartoffie ufficiali, bisogna prenderne atto.
E infatti, da qualche tempo, i Tribunali condannano gli assassini anche se non si trova il cadavere del morto, perché non se ne può più di alibi inverosimili e versioni strampalate.
Povero vecchio Genoano, sei già troppo avanti nel viaggio per poter cincischiare con i dettagli del futuro, e passi il tuo tempo a barattare ricordi, proprio come da bambino scambiavi figurine all’uscita della scuola.
Il vantaggio è che i ricordi sono gratis e non hanno doppioni, tengono vispo il cervello e danno un senso a quel turbine di emozioni  che, per fortuna, non hanno scadenza, non si possono tassare, e non creano plusvalenze.
So che ora ti sei trasferito a Villa Arzilla, e che il destino è stato benevolo.
Lì hai trovato altri Genoani e insieme, invece di sbirciare gli scavi in città o di girare a vuoto su una Panda guidando con il cappello, parlate in codice e vi capite tra voi.
Gira voce che lo chiamiate “gioco delle attinenze”: uno dice una parola a caso, e l’altro deve inventare un riferimento.
Che so… “pecora” e l’altro aggiunge “Branco”, oppure… “casa” e quindi “Milito”, “pelliccia” e “Carfora”, “alcool e livore”… “Gir”, o ancora “piazzista”… e qui il gioco si ferma perché diventa un coro polifonico: “Preziosiiiiii”.
Povero vecchio! Ti hanno insegnato che il Genoa deve essere bellezza, e che chiunque lo veda o ne parli dovrà rimanere coinvolto dal fascino che emana.
Ed è per questo che ti sei infuriato quando hai scoperto che, nell’ambiente calcio, l’opinione più diffusa sul Genoa riguarda gli imbrogli, gli intrighi e i maneggi.
La tua vita non è stata agevole, l’hai fatta disfatta e rifatta una decina di volte, proprio come fa Preziosi con la squadra, e come succede alla sagra del paese quando si devono vendere tutti i numeri della lotteria altrimenti non si comincia.
Peccato amico mio, potevi goderti gli anni della saggezza e del raziocinio, e invece si sta profilando l’eventualità che questa gestione presidenziale duri più di quel che ti resta da vivere.
Però, nonostante la malinconia, hai trovato una soluzione per tirare a campare: ti sei convinto che Preziosi non esista, che sia solo la metafora delle nostre debolezze, perché lui fa veramente le cose che noi saremmo imbarazzati a fare.
Lui è la rappresentazione della fatica di sopravvivere nella jungla degli affari, dove i sentimenti valgono la durata di una cambiale, e le promesse muoiono appena nascono nuove convenienze.
Preziosi non può esistere, è un’allucinazione, perché solo un mostro potrebbe sfacciatamente scrivere che nel Genoa… “l’attività caratteristica si estrinseca nella preparazione, formazione e valorizzazione di calciatori con la finalità di generare valore attraverso la cessione dei relativi diritti pluriennali”.
Povero vecchio, forse l’orologio biologico ti risparmierà il peggio, perché l’inerzia dei Genoani favorisce chi saccheggia il Genoa e in più vuole anche una medaglia.
Intanto, per fortuna, a Villa Arzilla sei ben accudito.
Mi raccomando, fai quel che ti dicono e non contestare tutto e tutti come al solito.
Alla sera prendi le pillole, e non ti sbagliare: prima la rossa e poi la blu, se no ti succede un guaio.
E dormi sereno, noi continuiamo a volerti bene.
Domani vedrai, al tuo risveglio, troverai tutto come prima, e anche se ti diranno il contrario, non sarà cambiato nulla.
Buonanotte!

Commenti

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matrix

sono mesi che ci propinano le pillole blu della speranza, non il viagra intendo, quelle di matrix che ci illudono con file di compratori alle porte, ormai non ci resta che la pillola rossa, quella della realtà catastrofica : preziosi per sempre

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