FINALE DI PARTITA

Autore: 
tidon grifo

Ci presentiamo al Totti Day sornioni e senza fare alcun rumore per  non farci notare. Nessuno sa bene con chi giochi la Roma oggi e tutte le telecamere sono puntate sul malinconico addio del pupone.
Se avessimo perso col Torino oggi saremmo andati In B nell’indifferenza generale, nessuno avrebbe speso una parola sul nostro dramma. Per fortuna nonostante Cairo avesse stanziato una cifra astronomica per mandarci in B, così dice Preziosi, a marassi abbiamo preso il Toro per le corna e la corrida è finita bene, con la Serie A.
Andiamo a Roma si pensa per una gita d’ accompagnamento, una restituzione ecumenica della visita del Papa, con tanto di rosario di Juric che ormai non serve più per le preghiere profane . Portiamo alla benedizione anche un ragazzino, Pietro, al centro dell’attacco, come una risorsa o una plusvalenza futura da svezzare davanti a un olimpico gremito fino all’inverosimile.

E sono cori per Totti lacrime per Totti tutti i vip e i cardinali per Totti tutti i politici, è stato un grande fuoriclasse ma in fondo al di là delle fanfare merita un plauso per aver giocato sempre nella Roma, una squadra che paraltro illude sempre ma non vince mai nulla.
In questo clima siamo destinati ad essere la porchetta di contorno la matriciana scipita del ricevimento, la famiglia lontana che viene in gita a vedere i fasti della capitale.
Ed ecco la partenza dei nostri in bianco, con lo svedese messo all’ala in attacco, col ragazzo centravanti, con l’uomo ombra ex promessa del calcio che non ha mai mantenuto nessuna promessa, Palladino.
E invece la partita inizia, la Roma forse è un po’ contratta e su un rilancio il giovane Pellegri con grande autorità fulmina i giallorossi. Il nostro vantaggio dura qualche minuto, Dzeko stoppa di mano colpisce il palo e il rimbalzo finisce sul suo inguine ed è pareggio.
A questo punto sembrerebbe una formalità per i giallorossi ma è un Genoa che gioca sciolto dai pensieri della retrocessione e la Roma è molto incerta in difesa e poco sicura in attacco. Nonostante la nostra difesa spesso si sistemi male in linea favorendo la penetrazione del faraone anche noi con Lazovic o Laxalt riusciamo ad arrivare sul fondo.
La partita si strascina languida. ostinatamente bloccata sul pareggio, col Napoli che a Genova abbatte la Sampdoria come una quaglia già impagliata.
E a questo punto ci sarebbe anche la questione del puntiglio attraverso cui chiudere un’ annata orribile aiutando gli amici partenopei.
Ma la Roma al settantesimo su un lancio lungo che vede Laxalt farsi sfuggire un giocatore alle spalle va in vantaggio con un tiro di De Rossi. Ci sono tutti gli ingredienti perché cali il sipario, entri Totti , sgambetti un po’ per il campo e si chiuda la festa d’addio.
Invece con una formazione più che stramba, con un secondo tempo che vede in attacco Ninkovic più Cataldi e Ntcham centravanti, ci riversiamo in attacco approfittando di una difesa capitolina da borgatari di periferia. Laxalt fugge via e Lazovic dopo una pasquinata irriverente del portiere insacca di testa. A questo punto si avrebbe il dovere di spingere il Napoli alla qualificazione con i suo tifosi impegnati a Genova in schermaglie con i nostri simpatici cugini.
La Roma si riversa in avanti e noi sbagliamo almeno tre contropiedi per andare in vantaggio. Lazovic che si era involato da solo colpisce il palo, la ribattuta sembra facile ma Veloso decide di servire Ntcham che era distratto.
Dal tre a due per noi in pieno recupero Munoz si lascia sfuggire Perotti e il cerchio si chiude.
Si poteva chiudere un’ annata con un piccolo momento di fuoriuscita dagli schemi previsti ma non è successo.
E poi con la musica di Morricone Totti sorvola il campo con tutta Roma che piange. Noi non ci commuoviamo più di tanto ma Totti è stato talmente forte che lo salutiamo. In fondo è l’ultimo grande campione italico.
Si chiude l’annata con un sconfitta e quest’anno le sconfitte sono state innumerevoli, costanti e brucianti.

Un campionato schizofrenico che ha visto un Genoa discreto nella prima parte disastroso nella seconda.
Con Preziosi che ha tagliato i fili e i gomitoli che formavano il tessuto della squadra provocando una voragine che ha lasciato tutti allibiti, tristi e collerici. E che ci ha fatto vergognare di questa squadra.
Ora si parla di vendita, girano nomi inverosimili o improponibili e la salvezza ha lasciato che risalissero le voci di chi Preziosi l’ha sempre amato.
Noi speriamo solo che se ne vada come promesso.