UN MOSCERINO NELL'UNIVERSO

Autore: 
Nemesis


C’è un sito che la sa lunga, e aggiorna in tempo reale il numero degli abitanti della terra.
Ecco, siamo 7.494.526.932… 33 … 34… 35… accidenti, non riesco a stargli dietro!
Anche oggi 237.000 i nuovi nati e 140.000 i morti, ma che sfinimento ingegnarsi per sfuggire a questa contabilità, qui, esausto, nel mio rifugio blindato con quattro corazze: la rinuncia, la delega, il disincanto e l’ironia.
Più complicato è invece quantificare la diaspora genoana che tra distacco, fastidio e insofferenza sta cercando di sottrarsi all’abbraccio soporifero della mediocrità.

La speranza è che questa dispersione dell’entusiasmo sia solo temporanea, e che vada intesa come  il normale rigetto con cui un sistema immunitario sano riconosce l’estraneo e lo combatte.
Nel nostro caso specifico il nemico è Preziosi e se, scimmiottando Luigi XV, dopo di lui ci sarà davvero il diluvio, non illudetevi che ci fornisca galosce e ombrelli: al massimo, citando Govi, dovremo arrangiarci con i mitici Impermeabili Passalacqua.
Sì, proprio lui, l’ambiguo Preziosi, quello che ci ha salvato dal fallimento e che ci ha portato in Europa,  ma anche il Doctor Faust de noantri che ha venduto al demonio l’anima del Grifone dopo aver fatto fuori 450 giocatori, l’equivalente di 40 squadre di calcio.
E da notare che, se Goethe aveva concesso al protagonista ben 24 anni di goduria prima del fatale baratto, il “nostro” dopo solo 14 è già alla “excusatio precox” e allo sbarazzo degli scaffali.
Si dice che una partita di calcio sia la metafora della vita, ma ho capito che per me vale il contrario.
Io, insulso moscerino dell’universo, mi nutro di paradossi e inverto l’ordine dei fattori, tanto il risultato non cambia: la salute che ti fa un autogoal, il capoufficio cornuto come l’arbitro, l’Agenzia delle Entrate che ti entra da dietro, la morosa che fa un passo avanti e ti mette in fuorigioco e, se proprio ti va di lusso… potrai tirare le cuoia in Zona Cesarini.
Quest’anno, si sa,  il Genoa è di nuovo in 3D, e allo spazio e al tempo ha aggiunto la modalità della tribolazione, un vecchio amore che ci sbircia al di là dell’uscio socchiuso, e che ogni tanto rientra senza bussare, non so se per annientare le residue illusioni o per abbattere la vanità di ingannevoli progetti.
Sta di fatto che si soffre, e quando Simeone ha insaccato una pera dopo 4 partite che non si tirava in porta, ho capito il significato metafisico della sorpresa nell’uovo di Pasqua.
Peccato solo che, dismesso ogni pudore, il calcio sia diventato una truffa planetaria e il Genoa di Preziosi, umile vassallo dei potenti, subisca la medesima gabella che lui stesso pretenderebbe dai servi della gleba, se solo ne avesse a corte.
E’ la catena alimentare, bellezza, e devi scegliere: o stacchi la spina e ti dedichi alle freccette, o ti bevi la purga e ignori gli imbrogli.
Ci stiamo abituando al peggio, intorno a me vedo solo cose finte, e a volte le vedo e le sento, come le insopportabili risate che a mo’ di sciacquone inquinano in Tv le gag della Littizzetto e di Crozza, per non parlare dei comici che ridono alle loro battute ancor prima di dirle, confidando nell’osmosi.
Nel frattempo Preziosi, che non è un vero comico pur avendone l’indole, ha tracciato la linea per chi comico lo è stato, e ha suggerito al maldestro Grillo la password del perfetto apprendista tiranno: “fidatevi di me”.
Non è il caso di Kim Jong-un, che invece se la tira da guappo ed è ossessionato dall’idea che il mondo non lo prenda sul serio, ma poi si distrae e non si accorge che è il suo parrucchiere a prenderlo per il culo, tutti i giorni escluso il lunedì.
Il buon vecchio Trump intanto, lo Stranamore dell’ossimoro, è passato dalla “pazienza strategica” alla “reazione preventiva”, roba che alle “convergenze parallele” della Dc di Moro gli fa una pippa.
Tra l’altro, questo irrefrenabile bisogno di agitarsi in anticipo è tipico del Genoano quando teme di retrocedere: trae auspici devastanti dal volo degli uccelli, inclina il futuro verso il baratro, insulta a priori gli arbitri non ancora designati, e cucina alibi mordi e fuggi per resistere ai probabili sgarbi della malasorte.
Purtroppo però è impossibile  ignorare che lo sperpero dei 9 punti di vantaggio sul Crotone (in realtà 10) sarebbe  un suicidio tale da far impallidire quello di Serse Cosmi, che a sua volta ne bruciò una quindicina.
A proposito, il Venezia guidato da Inzaghi Senior è tornato in B, e questa è una ragione in più per non retrocedere, perché di Maldonado ce n’è bastato uno.
Il fatto è che anche a Crotone pensano che la speranza sia l’ultima a morire e, oltre a confidare nella malizia della Samp, si fanno coraggio con i 6 condannati a morte in Arkansas la cui esecuzione, sul filo di lana, è stata bloccata perché i farmaci letali non erano destinati a quel contesto.
Nel frattempo la mannaia ha affibbiato 18 mesi di stop a Izzo, perché evidentemente il giudice era un robot che ignorava le sfumature della vita, e premendo il tasto invio ha fatto prevalere i principi rispetto alla logica delle circostanze.
D’altra parte, se dopo 30 anni il principale rimedio al blocco del computer è ancora “spegnere e riaccendere”, non si può pretendere che un burocrate sia pure umano.
Mi tornano alla mente le spassose frasi del Prof. Franchini sulla “lealtà sportiva” quando nel 2005, dalla sua postazione su Marte, ci spiegò le regole etiche a cui tutti i protagonisti del calcio si attenevano, specialmente nel finale dei campionati.
In questo finto labirinto, dove anche l’uscita è un abbaglio della finzione, la mia ingenuità di sportivo e di essere umano è messa a dura prova, ma di opzioni ne sono rimaste solo due: rifiutare o adeguarsi.
Forse però è troppo tardi, e mentre mi avvio verso casa vedo in Piazza Matteotti un tizio che finge di suonare la fisarmonica e muove le dita, a caso ma a tempo, con la musica di un cd diffusa dall’amplificatore su cui è seduto.
Un piccolo inganno, ma che vuoi che sia rispetto alla nipote di Mubarak!
E comunque, quando il Berlusca giura di non aver mai pagato una donna per trombare, e invece manteneva un condominio di odalische varie ed eventuali, non posso fare a meno di pensare al nostro Preziosi quando afferma che erano i giocatori a voler andare via dal Genoa, e non lui a smerciarli.
Alla fine, la sintesi di tanta decadenza si può trovare in una frase che sta spopolando in rete:
“La dittatura perfetta avrà sembianze di democrazia, una prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno mai di fuggire; un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo e al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù”.
Alè Genoa

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l'universo dei cattivi prestigiatori

Grande Massimo stavolta hai svariato a tutto campo e ne è uscita una wunderkammer del  decadimento di ogni speranza  Smile

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