AMARCORD

Autore: 
mashiro

Direi che non c'è miglior titolo per la giornata di oggi se non questo: si comincia con la contestazione della Nord che per l'occasione rispolvera cori sepolti nel passato sia contro  la squadra che contro Preziosi, si passa per il ritorno di Juric e di un Genoa che ricorda  quello di inizio anno e si conclude con Pandev che ritorna il giocatore determinante del periodo interista.

In mezzo spolverate di un grande Palladino, di un eccellente Rigoni e il ritorno al goal di Gio Simeone.
Non ci fosse un mezzo pasticcio di Hijliemark che spiana la via al pari laziale sarebbe stata una giornata trionfale, ma siamo il Genoa e fa anche bene ricordarselo.
Quando mi avvio allo stadio ho l'entusiasmo di un condannato a morte, ripasso velocemente classifica e calendario per fare 2 conti, sempre per rimanere in tema di amarcord.
Nelle chiacchiere pre partita siamo tutti concordi: oggi è da goleada a meno che non ci siano strani accordi extracalcistici.
I primi minuti del Genoa sono comunque confortanti: la scelta di tornare all'antico sembra dare fiducia ai giocatori e il rientro in campo di Veloso, per la verità non brillantissimo, da fiducia ai compagni. Un buon cross di Palladino permette a Simeone di portarci in vantaggio ma sono i successivi 30 minuti di buon Genoa a riconquistare il pubblico.
Nel finale di tempo ci pensa l'arbitro a dare un rigore per mani in mischia che riporta i laziali in parità, risultato nel complesso giusto ma che sta a significare che non rubiamo niente.
Parte male il Genoa nella ripresa con i biancazzurri che ci schiacciano nella metà campo e complice il calo di condizione di Veloso e la scelta di ripartire sempre palla per terra il Genoa fatica, anche se non rinuncia a pungere e in un paio di occasioni riesce anche a pungere.
Ma è l'ingresso di Pandev a stravolgere gli equilibri della partita: il macedone da trequartista illumina i compagni con ottime aperture e una buona copertura di palla, il Genoa riesce a eludere sistematicamente il pressing degli uomini di Inzaghi e ad arrivare spesso alla conclusione: al termine dell'ennesima ripartenza è proprio Pandev che riporta gli uomini di Juric in vantaggio.
La notizia del pareggio viola e del contemporaneo vantaggio granata sembrano avviare il Genoa ad un più o meno meritato finale di stagione balneare, ma il calcio si sa da queste parti fa rima con sofferenza e a Marassi la rima la porta Hijliemark: da un suo controllo pessimo sulla trequarti nasce l'azione del pari laziale che con i goal di Empoli e Crotone ci tengono coi piedi ben saldati per terra.
Nel finale di tempo c'è ancora spazio per Pandev e Palladino che provano a suggellare il ritorno di Juric con un contropiede eseguito magistralmente ma Strakosha si supera e rimaniamo sul 2-2.
Risultato che è giusto, la Lazio ha controllato la partita, ha creato molte occasioni piazzandosi spesso nella metà campo rossoblù ma i nostri sono stati molto bravi a difendere con ordine e a far male in contropiede.
In conclusione: il Genoa sembra tornato una squadra di pallone, finalmente convinta dei propri mezzi e intenzionata a dar battaglia, niente a che vedere con le scialbe prove viste con Mandorlini e nemmeno con l'ultimo Genoa targato Juric.
Tocca continuare così, all'insegna di questo dolce amarcord e poi per dirla con Burdisso ognuno per la sua strada.
Speriamo che il primo dividere il suo cammino dal nostro sia Preziosi: perché il pesce si sa puzza sempre dalla testa.