SETTE GIORNI DI CATTIVI PENSIERI
LETTURA sconsigliata ai minori, se non assistiti dai genitori. I cattivi pensieri si montano la testa e si infliggono il bollino come certi programmi tv. Negro, merda, puttana, fottere. Per aderenza alla cronaca la rubrica contiene parole spiacevoli. Me ne scuso in un periodo in cui tutti invitano ad abbassare i toni. Il presidente Napolitano, un giorno sì e l'altro pure. La cosa non mi riguarda, dice Berlusconi, che il giorno prima aveva buttato lì che siamo sull'orlo della guerra civile. Non me n'ero accorto, giuro, dev'esser vero che il calcio rimbambisce e io ne sto assorbendo troppo. Mi ero accorto da tempo di una guerra incivile, quella dei ricchi contro i poveri, di chi ha molto, abbastanza o qualcosa contro chi non ha nulla. Testimonia l'intervista, uscita un mesetto fa su Repubblica, non a un sociologo, ma a Renato Vallanzasca (39 anni in galera). «Milano 40 anni fa era più cupa, ma ad avere paura era solo chi aveva il grano. Le porte delle case restavano aperte. Chi tirava la lima alla Marelli lasciava i ragazzini alla vicina o in cortile. Oggi chi ha il grano paura non ne ha più, la paura è solo dei disgraziati, ma la cosa più incredibile è che a gridare al lupo sono sempre quelli che hanno il grano. Il senso della comunità è andato a farsi fottere ». Di nuovo c'è l'inglese e il fatto che alle operazioni più bieche si danno nomi rassicuranti, tipo White Christmas a Coccaglio. «Il caso-Coccaglio? Tutta una montatura» dice Maroni al Giornale di Brescia. Nel testo si legge: «All'arrivo in Broletto il ministro leghista "Bobo" Maroni ha trovato un comitato di accoglienza spontaneo formato da un drappello di leghisti valtrumplini con il loro bravo striscione: "Siamo con te Roberto. Il tuo pacchetto è perfetto". Lui si è divertito ad autografarlo, poi è salito in prefettura per il summit ». A fianco la foto con questa didascalia: Maroni autografa lo striscione che inneggia al suo "pacchetto". Mi sembra un virgolettato incauto, in una nazione che ama i doppi sensi, ma non insisterò su questa strada scivolosa. Su White Christmas e dintorni, incredibile visu, s'è espresso perfino lui, papa Ratzinger, ricordando che Gesù era figlio di migranti. M'aspettavo una replica istantanea di Calderoli ("sì, ma Giuseppe era in regola col permesso di soggiorno"). Non è arrivata, pazienza. Sono arrivati, invece, molti messaggi dai lettori sul caso- Balotelli. In parte esigua, stupidi e superficiali. Mi (ci) accusano di essere antijuventini. Accusa respinta: ho (abbiamo) scritto le stesse cose quando il bersaglio era Cerezo, Ince, Omolade, Zoro, Seedorf. Se uno ha il paraocchi ma non la memoria, che colpa abbiamo noi? (Canta Shel Shapiro). In larghissima parte, d'accordo ma fino a un certo punto. La premessa più diffusa: noi non siamo razzisti. La conclusione: Balotelli è un provocatore, se le va a cercare. Partiamo pure da qui. In campo Balotelli non ha un bel comportamento con gli avversari (non chiede mai scusa dopo aver commesso un fallo) e anche il comportamento coi compagni potrebbe migliorare. Per motivi che ignoro sembra in guerra col mondo. Ma è giovane, può migliorare come peggiorare, dipende soprattutto da lui e da quelli (pochi) a cui dà retta. Chi vuole disapprovarlo può farlo coi fischi. Insultare sua madre è da animali. Prendersela col colore della sua pelle è da razzisti. Prendersela, come a Bordeaux, quand'è a mille km di distanza è da animali razzisti e stupidi. Nel senso che cade l'unica sordida giustificazione: turbarlo, ferirlo, indurlo a reagire nel modo sbagliato, disinnescare la sua pericolosità. Se è in campo. E se non c'è? «I nostri tifosi non sono razzisti e contro l'Inter non cadranno nella trappola » ha detto Buffon. Quale trappola? predisposta da chi? La verità è che c'è un tifo pulito e un tifo sporco, che usa come sberleffo i morti di Superga e quelli dell'Heysel, le madri di Materazzi, di Pagliuca, di Balotelli, il suocero di De Rossi. Gli stadi non sono chiese, disse un dì Carraro. Ma neanche fogne. Per cui i cori a base di "figlio di puttana" vanno stangati duramente anche loro, siano contro un bianco, un nero, un giallo o un beige, punto e basta . "Negro di merda" e "un negro non può essere italiano" sono cori razzisti e in quanto tali vanno combattuti col massimo impegno possibile. Troppo facile indignarsi se c'è di mezzo Rose Parks, Cassius Clay o Nelson Mandela.
- Accedi o registrati per aggiungere un commento
